Allerta Meteo, attenzione alla ciclogenesi di giovedì sullo Jonio: tempesta di grecale in arrivo su Calabria e Sicilia [MAPPE]

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Allerta Meteo – Sarà l’ultimo peggioramento che caratterizzerà questo mese di Ottobre. Anche in questo caso la breve ma intensa ondata di maltempo colpirà principalmente le regioni meridionali, con fenomeni che a tratti potrebbero risultare anche di forte intensità sui settori ionici. Già in queste ore lo scivolamento verso le regioni centrali di un sistema frontale che scorre lungo il margine più meridionale del promontorio anticiclonico che dal vicino Atlantico francese si estende fino alla Polonia e all’ovest della Bielorussia sta provocando delle piogge e dei rovesci sparsi. Nel corso delle prossime ore questo sistema frontale tenderà a scivolare in direzione del basso Tirreno e delle nostre regioni meridionali, causando un significativo peggioramento del tempo, accompagnato dall’avvento di piogge, rovesci e persino dei temporali a carattere sparso. Durante la sua discesa verso latitudini sempre più meridionali il suddetto sistema frontale comincerà ad essere alimentato dal progressivo afflusso da NE, direttamente dalla Slovacchia e dalla pianura Ungherese, di masse d’aria decisamente più fredde, d’estrazione polare continentale.

L’afflusso di quest’aria più fredda, proveniente dalla regione carpatico-danubiana, verrà a sua volta esacerbato dall’avvicinamento alle nostre regioni meridionali del ramo più meridionale di quella saccatura a carattere freddo, da giorni posizionata sull’Europa orientale. La parte terminale di questa ondulazione ciclonica, i cui elementi si dipartono dall’ovest della Russia europea fino allo Ionio, tenderà a fare il suo ingresso sullo Ionio, grazie al moto “retrogrado” impresso dal robusto anticiclone dinamico posizionato sull’Europa centrale, favorendo l’entrata in fase con il sistema frontale in discesa verso le nostre regioni meridionali.

L’avvezione di vorticità positiva in quota legata allo scivolamento dell’ondulazione ciclonica favorirà a sua volta lo sviluppo di un minimo depressionario a mesoscala in corrispondenza del basso Tirreno orientale, ma pronto rapidamente ad evolvere sullo Ionio, dove andrà rapidamente ad approfondirsi, determinando un marcato inspessimento del “gradiente barico orizzontale” fra la Grecia e lo Ionio che genererà forti venti di grecale, pronti a spazzare con forza il ristretto tratto di mar di Ionio occidentale antistante le coste della Calabria e della Sicilia orientale. Le isobare strette e concentriche della “Ionio low” si addosseranno a quelle ellittiche di questo robusto promontorio anticiclonico sull’Europa centrale, in fase di estensione verso la Polonia e la Bielorussia, mantenendo un assetto di tipo zonale.

Sarà proprio la presenza di questo solido promontorio anticiclonico a inspessire in modo sensibile il “gradiente barico orizzontale”, già di per sè significativo, fra la Grecia, lo Ionio e la Sicilia, generando l’attivazione di un intenso flusso nord-orientale che dalle coste della Grecia occidentale si dipanerà sullo Ionio, sotto forma di sostenuti venti da Est, E-NE e NE, a rotazione ciclonica. Ancora non è chiaro se l’anomalia positiva di vorticità isoentropica trascinata sullo Ionio occidentale dalla saccatura presente sull’est Europa sarà in grado di fungere da effetto “trigger” per lo sviluppo di una ciclogenesi di tipo “esplosivo” a largo della costa catanese e siracusana, fino a -14 hpa in meno di 24 ore, con conseguente rapido tracollo della pressione barometrica che comporterebbe l’attivazione di venti davvero impetuosi da NE, per somma tra il flusso da “gradiente” e quello di natura “isallobarica”, dettato dal repentino abbassamento della pressione barometrica.

Difatti proprio i venti forti di grecale, che a partire dal pomeriggio di domani si attiveranno sullo Ionio, rappresentano l’elemento saliente di questo peggioramento.  Questa sensibile diminuzione della pressione barometrica potrebbe produrre anche il “vento Isallobarico”, che solitamente si manifesta in aree ben più ampie, fra i 500 e i 1000 km, quando si succedono repentini abbassamenti della pressione barometrica (-15 hpa in 6 ore) seguiti da improvvisi rialzi della stessa. In questi casi il “vento Isallobarico”, sommandosi al vento di “gradiente”, può dare origine a brevi ma fortissime tempeste di vento che si localizzano nelle aree dove si posizionano i massimi del “gradiente barico”.

L’approfondimento di questo minimo alla mesoscala enfatizzerà l’infittimento delle isobare sullo Ionio agevolando l’attivazione di burrasche di grecale fra il basso Tirreno e lo Ionio occidentale, con venti particolarmente sostenuti che potranno superare la soglia d’attenzione, specialmente a partire dalla serata di domani lungo i tratti più esposti delle coste ioniche di bassa Calabria (catanzarese e reggino ionico) e della Sicilia orientale (basso catanese, siracusano, ragusano). Proprio sullo Ionio dalla serata di domani la ventilazione da N-NE, in rotazione a NE, dovrebbe cominciare ad intensificarsi notevolmente, fino a raggiungere l’intensità di burrasca, forza 8 Beaufort, localmente anche picchi di forza 9 Beaufort nel tratto di mare antistante la costa siracusana e ragusana, dove in mare aperto si potranno registrare raffiche di gran lunga superiori agli 80-90 km/h.

Ma con picchi che nelle fasi più intense potranno anche raggiungere la soglia dei 100 km/h, specie nell’area fra il promontorio di Augusta e Capo Passero, i punti maggiormente esposti, poiché privi di ostacoli naturali, alle poderose “grecalate” che investono il basso Ionio (quando fra il mar Libico e il basso Ionio si posizionano profonde depressioni con minimi sotto i 998 hpa). La sensibile intensificazioni dei venti di grecale, soprattutto fra basso Tirreno e Ionio, determinerà anche un rapido aumento del moto ondoso a partire dal pomeriggio di domani. Soprattutto fra basso Tirreno, Canale di Sicilia e Ionio, che passeranno da molto mossi ad agitati, fino a molto agitato il settore più occidentale dello Ionio, dove si svilupperanno imponenti ondate di mare vivo, con “Run-Up” alti anche più di 4.0-5.0 metri, pronti a estendersi verso il basso Ionio, Malta e le coste libiche occidentali.

Parte di queste onde di “mare vivo” alzate dalla “grecalata” andranno a rompersi con grande impeto lungo le coste del catanese, siracusano e ragusano, causando conseguenti rumorose mareggiate. I “Run-Up” più alti andranno ad abbattersi nel tratto di costa fra il promontorio di Augusta e Capo Passero, dove si potranno verificare mareggiate anche significative, in grado di causare importanti fenomeni di erosione. Buona parte di queste ondate tenderanno a dirigersi verso le coste settentrionali di Malta e della Libia, srotolandosi con grande impeto e originando su queste intense mareggiate dal primo quadrante. Ecco le pagine utili per monitorare la situazione in tempo reale: