Apocalisse in Nepal: si temono 10mila morti, 10 gli italiani irreperibili [FOTO]

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I morti potrebbero essere 10mila, dopo l’ultimo aggiornamento ufficiale, oggi, a 5.057

E’ salito a oltre 5.000 il numero delle persone uccise dal terribile sisma che ha colpito il Nepal, almeno 8.000 i feriti: un bilancio drammatico, che il premier Sushil Koirala crede arriverà a 10mila, una volta che saranno raggiunte tutte le zone più remote devastate dal terremoto.
Sono intanto sempre quattro i morti italiani confermati, mentre è sceso il numero di quelli ancora irreperibili, ora circa “una decina”, ha fatto sapere la Farnesina nel pomeriggio. La ripresa, seppur parziale, delle comunicazioni telefoniche cellulari e l’arrivo dei soccorsi in nuove zone ha infatti permesso di rintracciare una trentina di connazionali di cui non si erano avute notizie nei giorni scorsi. In totale la Farnesina ha individuato 340 italiani sani e salvi, tra alpinisti e turisti. E un aereo con “un primo nucleo di connazionali a bordo” potrebbe rientrare già questa notte o al massimo domani mattina, ha detto il responsabile dell’Unità di crisi della Farnesina, Claudio Taffuri.

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Secondo le Nazioni Unite, almeno otto milioni di persone sono rimaste colpite dal sisma, mentre 1,4 milioni di abitanti hanno bisogno di aiuti urgenti. E in questo quadro di assoluta emergenza e di ricerche delle vittime sempre in corso e in certe zone ancora molto parziali, è arrivata la stima del primo ministro nepalese Sushil Koirala: i morti potrebbero essere 10mila, dopo l’ultimo aggiornamento ufficiale, oggi, a 5.057. Il governo, che ha annunciato oggi tre giorni di lutto nazionale, “sta facendo tutto il possibile per salvare” eventuali superstiti. “E’ una sfida molto dura e sono ore molto difficili per il Nepal”, ha spiegato il premier, che ha rinnovato l’appello per aiuti internazionali, in particolare cibo, medicina e assistenza sanitaria.
Il Fondo centrale per gli interventi d’urgenza delle Nazioni Unite ha sbloccato 15 milioni di dollari per finanziare aiuti umanitari immediati per le vittime. “E’ una corsa contro il tempo”, ha dichiarato il portavoce dell’Ufficio di coordinamento per gli affari umanitari da Ginevra, Jens Laerke. L’Onu lancerà nei prossimi giorni un appello per la raccolta di fondi. Una portavoce del Pam, Elisabeth Byrs, ha spiegato che gli operatori ancora non sono riusciti a raggiungere “piccoli villaggi di provincia”, di difficile accesso e con i quali le comunicazioni sono praticamente impossibili.

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Secondo fonti governative locali, almeno 250 persone sono date per disperse dopo una valanga avvenuta oggi in una zona vicina all’epicentro del sisma. La valanga ha investito una pista di trekking assai frequentata, e fra le persone disperse potrebbero trovarsi anche dei turisti stranieri. Le operazioni di soccorso sono iniziate, ma sono ostacolate dal maltempo e dalla difficile accessibilità della regione. Per quanto riguarda l’Everest, tutti gli alpinisti sono stati tratti in salvo dai campi in quota. Stamattina 17 alpinisti sono stati portati via dal Campo 1 a 6.600 metri, nove sherpa e otto stranieri, e trasportati a valle in elicottero. In totale sono state soccorse 200 persone sul tetto del mondo, alcune decine si trovano ancora al campo base “l’operazione di soccorso più estesa mai realizzata a quote così alte”. Le vittime del terremoto, che ha determinato almeno due valanghe sull’Everest, sarebbero confermate nel numero di 19, di cui 5 stranieri, riporta il sito “EverestK2.net”. Degli escursionisti tedeschi che si trovavano sul circuito dell’Annapurna, a Nord-ovest di Kathmandu, hanno detto che si sono verificati crolli e valanghe anche in quest’area, dove molti stranieri sono in attesa di poter rientrare. Anche il campo base dell’Annapurna è stato sommerso da una valanga sabato che ha travolto diverse tende.