Clima, ieri lo sciopero globale guidato dai giovani: 4 milioni in piazza [GALLERY]

Circa quattro milioni di persone si sono riversate nelle strade delle città di tutto il mondo in quella che si è rivelata la più grande protesta di sempre contro il cambiamento climatico

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Il cambiamento climatico parte dai giovani: al via lo sciopero globale per sensibilizzare sui temi di clima e ambiente: giovani studenti hanno saltato la scuola in massa ieri per unirsi alla manifestazione. La militante Greta Thunberg ha dichiarato che “è solo l’inizio”, in vista del vertice dei giovani delle Nazioni Unite in programma nella giornata di oggi.

Circa quattro milioni di persone si sono riversate nelle strade delle città di tutto il mondo, secondo gli organizzatori, in quella che si è rivelata la più grande protesta di sempre contro la minaccia rappresentata per il pianeta dall’aumento delle temperature. Giovani e adulti hanno intonato slogan e agitato cartelli nelle manifestazioni che sono iniziate in Asia e nel Pacifico, quindi in Africa, Europa ed America Latina, prima di culminare negli Stati Uniti dove si trova la stessa Thunberg.

“Il cambiamento sta arrivando, che piaccia o no”

Sono queste le parole di Greta Thunberg, mentre concludeva la giornata di sciopero a New York, dove ha dichiarato che hanno protestato in 250.000.

Gli organizzatori di Strike 350.org hanno dichiarato che le manifestazioni di ieri sono state l’inizio di 5.800 proteste in 163 Paesi previste la settimana successiva.

“Se davvero proviamo a fare la differenza, possiamo. Non è ancora troppo tardi”, ha detto la dodicenne Annabelle Abramowitz a New York, dove a 1,1 milioni di studenti è stato permesso di saltare la scuola per l’evento. Manifestazioni in tutta l’Asia e il Pacifico hanno dato il via all’azione, che si è propagata con il passare delle ore in Africa e in Europa, con folle che si sono date appuntamento a Parigi, Londra e Berlino, prima di arrivare negli Stati Uniti. Da Berlino a Boston, da Kampala a Londra, da Seoul a San Paolo, i manifestanti brandivano cartelli con slogan tra cui “Non c’è pianeta B” e “Rendiamo di nuovo grande la terra”.