Con ottobre torna l’ora solare: farà buio prima ma dormiremo un’ora in più, tutte le INFO UTILI

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Il mese di ottobre è iniziato da poco e l’autunno sta entrando nel vivo, ed a confermarlo è anche il calendario, in quanto si avvicina il momento dell’entrata in vigore dell’ora solare: la notte tra sabato 28 e domenica 29 ottobre 2017 dovremo spostare le lancette dei nostri orologi un’ora indietro.

Tornerà in vigore l’ora solare, quindi, aspettando la fine del mese di marzo 2018 per ritrovare l’ora legale. In sostanza potremo dormire un’ora in più, o meglio se ci sveglieremo alle 09:00 in realtà saranno le 08:00.

Da domenica 29 ottobre, quindi, farà buio un’ora prima e sarà ancor più evidente la sensazione dell’arrivo della stagione invernale. Il Codacons negli scorsi anni aveva proposto di eliminare l’ora solare per evitare che le giornate siano più corte e per questioni legate al risparmio energetico, ma nessuno ha seriamente preso in considerazione la proposta.

ora solare

UN TOCCASANA PER CUORE E UMORE – Fa bene non solo all`umore, perché si dorme un’ora in più, e alle tasche, grazie al risparmio energetico: il passaggio all’ora solare è un toccasana anche per il cuore, al punto che la giornata di lunedì sarà quella con meno rischio di infarti dell`anno. Il lunedì è infatti noto per essere il “giorno nero” per gli infarti, che proprio all’inizio della settimana hanno il picco di massima incidenza perché si sommano tre fattori di rischio determinanti per l`insorgenza di patologie cardiovascolari: il dormire meno, il dormire peggio, ossia in orari non consoni rispetto a quanto richiesto dal nostro naturale orologio biologico e lo stress caratteristico dell`inizio settimana contribuiscono all’attivazione del sistema nervoso simpatico e al rilascio di citochine pro-infiammatorie che spianano la strada all’infarto.
infartoMa lunedì 30 sarà un’eccezione, tanto che si stima che il numero di infarti calerà in quel giorno di circa il 10% rispetto a un generico giorno della settimana nel resto dell`anno. “Quando in primavera si passa all’ora legale, secondo recenti studi tra cui una ricerca del Karolinska Institute – ha spiegato Gino Roberto Corazza, presidente della Simi – la relativa deprivazione di sonno prima del riadattamento del nostro orologio biologico, aumenta il grado di infiammazione e lo stress ossidativo a livello dei vasi arteriosi e il sistema immunitario risponde peggio agli stimoli esterni: tutti elementi che rendono più probabile l`insorgenza di disturbi cardiovascolari acuti dopo il cambio dell’ora e soprattutto al lunedì, quando a tutto questo si aggiunge lo stress dell’inizio della settimana“. Il contrario avverrà lunedì 30: basta dormire un po’ di più grazie al fatto di aver portato indietro le lancette dell’orologio per veder rientrare il rischio-lunedì. “Molto probabilmente l’effetto protettivo è dovuto all’assenza del primo e forse più importante dei tre fattori scatenanti, la deprivazione di sonno; il vantaggio – aggiunge Corazzanon e` evidente negli anziani, probabilmente perché in questi ultimi la quantita` di sonno e` piu` costante, non piu influenzata dalla necessita` di puntare la sveglia presto al mattino, oltre al venir meno dello stress da inizio settimana. La possibilità, inoltre, di poter essere svegli e attivi sfruttando al meglio le ore meno fredde e più luminose della giornata contribuisce al maggior benessere“.
sonnoLa riduzione del rischio cardiaco connessa al ritorno dell’ora solare conferma il ‘potere protettivo’ che ha il sonno su diverse patologie: è noto, ad esempio, che un sonno insufficiente o di scarsa qualità è correlato ad alterazioni del sistema infiammatorio e di quello immunitario, a un maggior rischio di diabete e obesità, e soprattutto allo sviluppo di malattie cardio e cerebrovascolari. Il disturbo del sonno che più spesso è associato allo sviluppo di malattie cardiovascolari è l’apnea ostruttiva notturna: l’ostruzione delle vie aeree superiori durante il sonno determina la comparsa di russamento e interruzione del respiro (l`apnea appunto) che comporta l’attivazione di meccanismi neurovegetativi, ormonali e metabolici connessi alla comparsa e al peggioramento di malattie cardiovascolari come l’ipertensione, le aritmie, lo scompenso cardiaco. Di notte infatti il sistema neurovegetativo mette il cuore e i vasi “a riposo”, riducendo la frequenza cardiaca e la pressione arteriosa. ma se si hanno apnee ostruttive il cuore resta sotto stress ed è più esposto a disturbi: con più di 15 episodi di apnea all`ora, ad esempio, aumenta il livello di catecolamine in circolo e la pressione arteriosa sale fino a vere e proprie crisi ipertensive ripetute; allo stesso modo anche la frequenza del battito cardiaco aumenta e diminuisce in continuazione.