Eruzione Vulcano Guatemala: 9 esplosioni all’ora, Lahar e temperature superficiali di 109°C mettono a rischio la vita dei soccorritori. Tra i dispersi anche 30 bambini di una scuola [GALLERY]

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A 9 giorni dalla devastante eruzione del vulcano de Fuego, del 3 giugno scorso in Guatemala, i rischi nell’area rimangono alti. Nonostante questo, familiari e volontari hanno deciso di continuare la ricerca dei dispersi. Nel frattempo, sono arrivati sul posto più soccorritori e l’Esercito, che ha ripreso le ricerche in alcune aree in cui erano state sospese a 72 ore dall’eruzione.

I familiari proseguono le ricerche con attrezzature manuali: ci sono case e strutture di cui si vedono le pareti o i tetti, mentre altre sono completamente sotterrate dai detriti e dalla cenere, inclusa una scuola di San Miguel Los Lotes. Dei 175 bambini dai 3 ai 14 anni che la frequentavano, 28 sono morti a causa dell’eruzione, 117 sono stati tratti in salvo, mentre continuano le ricerche degli altri 30.

Tutte le maestre della scuola si sono recate presso alberghi, ospedali, centri di assistenza e obitori, ma i 30 piccoli risultano ancora dispersi. La maggior parte viveva in condizioni di povertà, alcuni soffrivano la fame e avevano bisogno di medicine. Finora le vittime totali causate dall’eruzione sono 110, con 57 feriti e 197 dispersi.

Dalla Conred (Agenzia Nazionale per la Riduzione dei disastri) fanno sapere che la temperatura della superficie rimane altissima, 109°C. L’agenzia informa che sono stati rimossi almeno 120.000 metri cubi di detriti da una sola via di comunicazione.

Intanto continua l’attività del vulcano, che mette a forte rischio le vite di soccorritori e familiari a lavoro nelle aree più colpite. L’Istituto Nazionale di sismologia, vulcanologia, meteorologia e idrologia (Insivumeh) riporta che durante le ultime ore il vulcano mantiene la sua attività esplosiva: nel cratere si verificano tra le 7 e le 9 esplosioni verticali all’ora, che raggiungono quasi i 5 km di altezza sopra il livello del mare.

Le esplosioni stanno generando imponenti colonne di cenere e, di conseguenza, la sua ricaduta sulle aree vicine. Queste esplosioni hanno generato rombi udibili in un raggio di 10 km. A causa dell’instabilità del cono vulcanico, non si escludono nuovi flussi piroclastici in tutte le gole del vulcano, soprattutto sul versante di nord-est, punto debole generato dalla potente eruzione del 3 giugno.

A causa delle costanti piogge nell’area del vulcano, lungo le sue gole continuano a scendere grossi Lahar. Queste potentissime e velocissime frane di cenere incandescente, fango e detriti vulcanici hanno un’ampiezza di 35 metri e un’altezza di 3 metri e provocano forti vibrazioni durante la loro discesa.

Questi Lahar sono costituiti da materiale fine e pastoso e trasportano blocchi di roccia fino ad un metro di diametro, tronchi e rami di alberi. A causa delle ultime eruzioni, queste valanghe sono incandescenti e producono vapore e odore di zolfo.