Foca rimane impigliata in una rete da pesca, orribili ferite: “Torturata a morte, uno dei peggiori casi nel mondo” [FOTO SHOCK]

Una foca grigia è morta dopo essere rimasta aggrovigliata in un pesante ammasso di rifiuti marini in quello che viene definito uno dei peggiori casi del mondo: la massa di 35kg di rifiuti ha provocato terrificanti ferite all'animale al punto da lasciarne visibili le vertebre

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Orribili immagini rivelano la sofferenza di una foca grigia rimasta aggrovigliata in una pesantissima massa di rifiuti marini. lo scorso 11 maggio, il British Divers Marine Life Rescue (BDMLR) era stato avvisato di una foca grigia incastrata in un mucchio di rifiuti al largo della costa della Cornovaglia, in Inghilterra. Purtroppo però l’animale non era raggiungibile a causa della marea e dell’ora quel giorno, ma la mattina seguente un team di volontari si era messo a cercarlo. Il viaggio si è rivelato un insuccesso ma quel che è ancora peggio è che qualche giorno fa, la stessa foca è stata ritrovata spiaggiata, con i segni di orribili ferite sul corpo che ne hanno provocato la morte.

Mentre veniva rimosso il materiale avvolto intorno al collo della povera bestia, in una scena descritta come rivoltante dai volontari, emergevano lentamente ferite sempre più gravi e il risultato finale sono le immagini di un animale che ha chiaramente sofferto tantissimo, come mostrano le dure foto contenute nella gallery scorrevole in alto a corredo dell’articolo. Michelle Robinson-Clement, coordinatrice del BDMLR che aveva preso parte all’iniziale team di ricerca, ha dichiarato: “Questo animale ha sofferto una morte prolungata e torturata, non ci sono dubbi. È uno dei peggiori casi di impigliamento mai visto nel mondo a causa dell’estrema natura di queste ferite. Il materiale che è stato tolto pesava 35kg. Non sarà stata in grado di nuotare”.

Le analisi hanno dimostrato che il pesante carico di rete ha creato un’enorme ferita circolare tra la testa e le spalle della foca che ha causato così tanti danni ai muscoli del collo da lasciare visibili le vertebre e da impedire al povero animale persino di alzare la testa. Si ritiene che la foca abbia trascorso almeno 3 settimane in questo stato, rimanendo di conseguenza anche affamata ed esausta. James Barnett, patologo del Cetacean Strandings Investigation Programme che ha esaminato la foca, ha dichiarato: “Questa è probabilmente la più grave ferita dovuta alle reti che io abbia visto in 27 anni di lavoro con le foche e il livello di sofferenza che questo animale deve aver subito è davvero orribile”.

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Niki Clear (Cornwall Wildlife Trust) ha aggiunto: “Purtroppo questo è solo uno delle centinaia di migliaia di mammiferi marini che vengono uccisi dopo essere rimasti impigliati nei rifiuti marini ogni anno nel mondo e questo caso mostra quanto sia davvero triste una vista del genere per quelli che come noi devono affrontare tutto questo regolarmente. Tuttavia, incidenti come questo ci danno la possibilità di lanciare un appello pubblico sullo stato dei nostri oceani e su quello che ognuno può fare per aiutare a ridurre o impedire che l’inquinamento raggiunga l’ambiente e uccida altri dei nostri animali. Nonostante sia un caso incredibilmente sconvolgente, noi dobbiamo raccontare la storia di questo animale per assicurarci che non abbia sofferto e che non sia morto senza che si faccia nulla”.

Una simile quanto atroce morte è toccata anche ad una megattera, ritrovata spiaggiata in Scozia impigliata in una corda da pesca così stretta da affondare nella carne del povero animale. Nonostante la causa della morte della megattera non sia ancora stata determinata, un ambientalista ha spiegato che è altamente probabile che abbia patito una morte agonizzante, soffocata dalla corda. Le balene che rimangono impigliate nei rifiuti marini possono stare giorni, a volte settimane, strette in queste corde e incapaci di muoversi adeguatamente. Diventano sempre più lente e deboli e alla fine vanno incontro ad una morte atroce.