Giornata della Terra, marcia degli scienziati contro “attacco ai dati fatto”

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In coincidenzaa con l’Earth Day (manifestazione globale in difesa dell’ambiente) migliaia di persone si sono unite alla Marcia globale per Le Scienze che ha avuto Washington, sotto una pioggia intensa, come cuore del movimento di risposta a quella che molti considerano “un attacco ai dati di fatto” da parte dei politici populisti, come da noi avviene in Italia con il Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo ed i loro timori sulla pericolosita’ delle vaccinazioni. In centinaia hanno marciato sul Washington Mall, il viale verde che attarversa il cuore della capitale americana, per un giorno di musica, discorsi e lezioni di scienziati infastiditi dallo sviluppo della cosiddetta teoria dei “fatti alternativi” su alcuni problemi chiave come il cambiamento climatico, dopo l’elezioni a presidente di Donald Trump. “Non abbiamo un secondo pianeta di scorta a disposizione” si legge su uno dei cartelloni agitati dai manifestanti che indossavano un cappellino, che facendo il verso al mantra trumpiano “Make America Great Again” (“Resitutire all’America la sua grandezza”), recitava “Keep Our Science Great” (“Conserviamo la grandezza della nostra scienza”). L’obiettivo dei manifestanti e’, quando il Pianeta sta registrando il terzo anno consecutivo con tempErature record, ricordare che e’ ora piu’ importante che mai che gli scienziati diffondano e lavorino a soluzioni per ridurre le emissioni da combustibili fossili. “La scienza ci aiuta a comprende meglio tutto cio’ che ci riguarda” ha detto Ruth Varner, biochimica dalla University of New Hampshire, che ha ricordato come “ogni giorno siamo tutti indaffarati per cui se non siamo circondati da scienziati che parlano di questi problemi allora potrebbe accadere di dimentica quanto questi aspetti siano cosi’ importanti”. L’Earth Day, oltre che a Washington, si sta svolgendo in tutto il mondo da Sydney a Accra. Gli organizzatori negli Usa sono partiti da una manifestazione non politicizzato ma che poi si e’ trasformata di fatto in una sorta di sfida della scienza alle teorie alternative di Trump su quelli che i scienziati considerano dati fatto accertati ed indiscutibili. Presidente Usa che ha proposto profondi tagli alla ricerca, ha promosso a capo dell’Epa, l’agenzia federale sul clima una personalita’ ostile alla teoria del riscaldamento globale (Scott Pruitt) e lui stesso sostiene che l’ipotesi di una “balla” inventata dai cinesi per rallentare lo sviluppo delle grandi potenze economiche come gli Usa, e sostenga le teorie creazioniste contro l’evoluzione della specie