Giro d’Italia 2017, Bormio: origini storiche e attrattive turistiche [GALLERY]

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Siamo in Lombardia, in Alta Valtellina. E’ qui che sorge Bormio, un comune di poco più di 4000 abitanti in provincia di Sondrio. Un po di storia. L’origine di Bormio è sicuramente molto antica, come confermato dal ritrovamento di un bassorilievo risalente a un periodo compreso tra la metà del V sec. A.C. e i primi decenni del IV. Lo stesso nome denuncia un’origine assai remota nel tempo: Bormio deriverebbe dall’indoeuropeo gwor “caldo”, labializzato dai leponzi in bhor, evidentemente per la presenza delle sorgenti termali. L’etimologia è tuttavia ancora oggetto di discussione. Di certo la sua particolare posizione geografica fu determinante per l’abitato, che da sempre costituì un crocevia strategico per i suoi passi alpini. Se per quanto riguarda l’epoca romana si possono soltanto azzardare ipotesi, la storiografia e i documenti forniscono notizie più certe a partire dagli albori del primo millenni,o quando Bormio fu al centro di lunghe contese tra i vescovi di Como e di Coira. In quel periodo divenne il capoluogo di un contado che affermò la propria autonomia amministrativa, economica e giuridica, ottenendo privilegi e dazi sulle merci in transito, da sud verso nord e viceversa. Dal 1376 Bormio, insieme alla Valtellina, divenne area di influenza dei Visconti di Milano, riuscendo, tuttavia, a rinsaldare la propria autonomia. Risalere a quest’epoca il Liber stratarum (1304), una vera e propria descrizione urbanistica dell’abitato di allora, unica nel suo genere. Nel 1512 il Contado di Bormio passò, con la Valtellina e il Contado di Chiavenna, sotto il dominio delle Leghe Grigie (l’attuale cantone svizzero dei Grigioni). Tale dominio, salvo brevi parentesi, durò fino al 1797, anno in cui si instaurò Repubblica Cisalpina, per seguire da quel momento le sorti della Lombardia fino all’unità d’Italia. Il 1797 fu anche l’anno della perdita delle autonomie, della disgregazione del Contado negli odierni comuni dell’Alta Valle. Bormio nell’Ottocento fu centro agricolo e zootecnico, sede di importanti fiere di merci e bestiame. A inizio novecento cominciarono a svilupparsi le attività turistiche estive, che hanno portato il paese ad essere uno dei centri più rinomati delle Alpi. Famosa per le sue acque termali e per i numerosi sport che è possibile praticare presso le sue zone, Bormio è luogo di villeggiatura ideale sia in inverno, vestendosi di bianco e sfoggiando numerose piste sciistiche; sia in primavera ed estate con piste ciclabili, percorsi trekking e antichi rifugi. Cosa visitare? La piazza principale di Bormio, piazza Cavour, col Palazzo del Podestà, sede del tribunale e delle carceri, il Cortivo, un antico palazzo dove si riuniva l’assemblea pubblica e il Kuerc, che in dialetto significa coperchio, luogo dove, un tempo, avvenivano le riunioni del popolo. Completamente distrutto nel 1855 da un incendio, conserva ancora gli antichi doccioni a forma di drago che sporgono dalla gronda. L’intera piazza è dominata dalla Torre delle Ore, risalente al 1498, che ospita due campane ricavate dalla fusione della Bajona, la grande campana usata un tempo per richiamare la popolazione del Contado in occasione di riunioni, feste o pericoli imminenti. Ed ancora: la chiesa colleggiata dei SS. Gervasio e Protasia; il ponte di Combo da cui scattare delle foto davvero suggestive; piazza SS. Crocifisso con chiesa di S. Antonio Abata, iniziata nel 1368 e poi ampliata nel corso del XV secolo. Per chi desidera scoprire qualcosa in più sulla storia di Bormio, consigliamo di visitare il Museo Civico di Bormio, situato in via Buon Consiglio, presso Palazzo De Simon, contenente collezioni storiche, artistiche ed etnografiche tra cuil reperti bellici riconducibili alle guerre d’Indipendenza e alla Prima guerra Mondiale, antichi oggetti d’uso quotidiano, attrezzi agricoli e vecchi strumenti di botteghe artigiane, la collezione di vecchi sci e slitte usate soprattutto per il divertimento sulla neve. Per raggiungere il pieno benessere dopo una giornata passata in giro per l’Alta Valtellina sarà inevitabile non visitare gli stabilimenti termali di Bormio. Le fonti termali di Bormio erano conosciute già dal I secolo d.C.. Di esse ce ne parla Plinio il Vecchio nella sua Naturalis Historia. Situate ai piedi della Reit, fuoriescono ad una temperatura tra i 36° e i 43° e sono particolarmente consigliate a scopi terapeutici, per forme di uricernia, problemi circolatori, diabeti, traumi articolari.