Incendi, semi distrutta la scritta “Dux” di Monte Giano. Il Sindaco: “sono distrutto, in fumo la nostra identità”

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Brucia ancora il monte Giano, nel comune reatino di Antrodoco, e cio’ che rimane della pineta che, fino a qualche giorno fa, disegnava la gigantesca scritta ‘Dux’. Il fuoco, ormai da giorni, ha accerchiato la pineta aggredendo prima la lettera U e poi la X della scritta risalente al 1939, quando in omaggio a Benito Mussolini la Scuola Allievi Guardie Forestali di Cittaducale pianto’ oltre 20mila pini, tracciandola in un’area di circa 8 ettari sulla parete ovest del monte Giano. La scritta, visibile anche dalla Capitale, fu poi dichiarata patrimonio artistico e monumento naturale. Questa mattina, oltre le squadre a terra, sono tornati ad operare sul monte Giano due elicotteri e un Canadair dei Vigili del Fuoco. “Sono distrutto – ha dichiarato il sindaco di Antrodoco, Alberto Guerrieri -, un pezzo importante della nostra identità e’ andato in fumo“.

Ho dato tutto quello che potevo, mi sono rivolto a tutti, anche alle minoranze, anche ai corpi che non esistono piu’, ho vegliato la notte insieme ai vigili del fuoco, mi sono continuamente coordinato con la prefettura, con la protezione civile e ho chiesto di essere informato di ogni cambiamento“. E’ quanto scrive sul suo profilo Facebook il sindaco di Antrodoco (Rieti), Alberto Guerrieri, commentando quanto sta avvenendo sul Monte Giano, dove le fiamme hanno investito la pineta che raffigura dal 1939 la scritta ‘Dux’. “Non cerco giustificazioni: constato solo l’inadeguatezza del sistema – aggiunge – l’ho gia’ detto, di fronte ad eventi eccezionali servono impegni eccezionali. Impegni che ho trovato nelle persone che con me si sono confrontate ma che si trovano ad usare strumenti ordinari. La flotta dei mezzi aerei non basta, gli uomini non bastano, gli strumenti di cui sono dotati non bastano, l’estate non e’ finita e io non posso essere ogni giorno messo di fronte alla scelta ‘se vengo da te devo abbandonare le case che possono bruciare’ come non posso chiedere di tenere fermo un mezzo aereo a fare sorveglianza quando solo in provincia di Rieti ci sono 14 incendi da domare. Chiedo piu’ mezzi, piu’ uomini e piu’ strumenti, non per Antrodoco ma per l’Italia che non merita tutto questo. Un appello poi a moderare i toni – conclude Guerrierianche e soprattutto su chi oggi porta il peso di quanto accaduto, a prescindere da quello che accadra’ nei tribunali, non chiedo comprensione ma vicinanza ed umanita‘”.