Allarme inquinamento dell’aria in Asia: da Seul a Bangkok, si respira sotto una cappa di smog [FOTO]

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Livelli straordinariamente alti di smog, aggravati dalle condizioni meteorologiche, stanno facendo scattare l’allarme in Asia. Le autorità di Bangkok, nebbiosa capitale della Thailandia, stanno distribuendo maschere per il viso e si stanno preparando a trattare le nuvole per la pioggia che ripulirebbe l’aria. La combinazione della polvere derivante dalle attività edilizie, delle emissioni dei veicoli e di altri agenti inquinanti, che persiste su Bangkok ha portato la qualità dell’aria a livelli non salutari negli ultimi giorni.

La città sta distribuendo circa 10.000 maschere per il viso, sta spruzzando acqua per contribuire a far depositare la polvere e sta rafforzando i controlli sulla circolazione dei mezzi pesanti sulle strade cittadine. “Ammetto che queste sono solo soluzioni temporanee, ma dobbiamo farlo. Saranno implementate anche altre misure a lungo termine”, ha dichiarato il Generale della polizia Aswin Kwanmuang. Il Dipartimento per il controllo dell’inquinamento della Thailandia ha spiegato che circa la metà degli alti livelli di PM 2.5, le polveri sottili che possono ostruire i polmoni, è dovuta alle emissioni dei motori diesel. Il Department of Royal Rainmaking and Agricultural Aviation ha dichiarato che si sta preparando ad utilizzare due aerei per il “cloud seeding” tra domani, 15 gennaio, e venerdì 18, se le condizioni saranno favorevoli.

Il problema dell’inquinamento della Thailandia tende ad aumentare e diminuire almeno parzialmente a seconda della stagione. Come in gran parte del resto dell’Asia, la combustione dei campi dopo il raccolto può causare forte smog in alcuni periodi dell’anno. Lo smog della primavera, però, è arrivato in anticipo a Bangkok. Pralong Dumrongthai, direttore del Dipartimento per il controllo dell’inquinamento della Thailandia, ha dichiarato che le soluzioni a lungo termine includono passare all’uso di veicoli elettrici e a carburanti di miglior qualità. Ha aggiunto che le condizioni meteo suggeriscono che Bangkok potrebbe restare con questa scarsa qualità dell’aria fino a 3 mesi. “Ci sono molte fabbriche e ora che il livello di inquinamento è alto, dobbiamo stare più attenti. Non è che mi ammali più spesso. Ma quando esco, ho mal di gola e non riesco a vedere chiaramente. Ho paura che l’aria inquinata vada nei miei polmoni, quindi devo proteggermi”, ha dichiarato Oranart Phongpreecha, 55 anni, che vive appena fuori Bangkok.

Nella Corea del Sud, i livelli eccessivamente alti di PM 2.5 hanno innescato le misure d’emergenza per ridurre i pericoli per la salute. L’Istituto nazionale di ricerca ambientale del Paese ha dichiarato che la media giornaliera di 120 microgrammi al metro cubo di Seul di oggi, 14 gennaio, è la peggiore da quando è iniziato il monitoraggio nel 2015. Nel corso degli anni, la Corea del Sud ha vissuto ripetuti periodi in cui sabbia e venti carichi di particelle inquinanti provenivano dal nord della Cina, ma anche le emissioni dei veicoli sono un problema.

Generalmente, l’inquinamento è già fuori controllo quando i Paesi entrano in azione. Le città dell’India sono tra le più inquinate del mondo e il Paese ha appena iniziato ad affrontare il problema. Il governo indiano ha annunciato un programma quinquennale per ridurre l’inquinamento atmosferico del 30% rispetto ai livelli del 2017 nelle 102 città indiane più colpite. Gli obiettivi chiave includono ridurre la combustione dei campi, della legna e del carbone, ripulire le emissioni delle auto e delle centrali termiche e controllare la polvere derivante dall’edilizia.