Lexie Alford, a 21 anni ha visitato tutti i 196 Paesi della Terra: “Nel mondo c’è più bene che male” [FOTO]

Viaggiare in ognuna delle 196 nazioni sovrane del mondo è un traguardo a cui Alford lavora da quando era bambina, nonostante all’epoca non lo sapesse ancora. Sta ancora presentando tutte le prove al Guinness World Record per essere nominata come la persona più giovane ad aver visitato ogni Paese del mondo

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Il 31 maggio 2019, Lexie Alford, 21enne americana, ha messo piede in Corea del Nord, gettando le basi per diventare la persona più giovane a viaggiare in ogni Paese della Terra. Il suo obiettivo è battere il Guinness World Record di James Asquith, che ha ottenuto il titolo nel 2013 all’età di 24 anni e unirsi ad altri viaggiatori, come Cassie de Pecol, che ha battuto il Guinnes World Record per essere stata la donna più veloce a visitare ogni Paese.

Viaggiare in ognuna delle 196 nazioni sovrane del mondo è un traguardo a cui Alford lavora da quando era bambina, nonostante all’epoca non lo sapesse ancora. Alford è cresciuta in una famiglia che possiede un’agenzia di viaggi in California. “Viaggiare è stata una parte della mia vita da prima che io abbia memoria”, dichiara a Forbes. Mentre cresceva, la sua famiglia ha viaggiato in lungo e in largo, dalla Cambogia a Dubai, dall’Argentina all’Egitto. “I miei genitori hanno dato molta importanza all’espormi ad ogni stile di vita del mondo e questo ha avuto un profondo impatto sulla persona che sono oggi. Ho sempre avuto la curiosità sugli stili di vita delle altre persone e su come trovano la felicità”, ha raccontato.

Inizialmente, Lexie non voleva infrangere alcun record: era solo un’intrepida viaggiatrice. “Onestamente all’inizio, volevo semplicemente spingere i limiti di quello che pensavo potessi fare con la mia vita e vedere il più possibile del mondo in questo processo. È stato quando le cose hanno iniziato ad essere davvero stimolanti che ho realizzato che stavo ispirando le persone intorno a me, soprattutto le giovani donne. Sentire quel supporto ha significato che non potevo arrendermi quando le cose erano difficili. Ero determinata a mostrare a tutti che il mondo non è così spaventoso come i media dipingono e che c’è bontà ovunque”.

Nel 2016, Alford ha iniziato a fare sul serio, cominciando a lavorare alla sua missione di viaggiare in ogni singolo Paese del mondo. A farle venire l’idea, l’essersi resa conto a 18 anni di aver visitato 72 Paesi. “La prima volta che ho pensato a battere il record del mondo è stata nell’ottobre 2016 a casa mia, in California”, spiega, aggiungendo che i suoi viaggi sono autofinanziati. Nonostante gli accordi e le campagne con qualche brand lungo il percorso, non ha mai avuto uno sponsor ufficiale. “Ho sempre saputo che volevo prendermi del tempo libero per viaggiare quindi faccio qualsiasi lavoro che posso trovare e metto soldi da parte da quando ho 12 anni”, ha raccontato.

Il denaro che ha risparmiato le ha permesso di andare avanti per il primo anno e mezzo dei suoi viaggi. Da quel momento in poi, lavora come consulente di viaggio nell’agenzia della famiglia quando è a casa a Nevada City, in California, e anche come fotografa e blogger mentre è in viaggio. “Faccio molte ricerche in anticipo per trovare le migliori offerte, utilizzo punti e miglia per i miei voli, soggiorno in alloggi economici come ostelli oppure creo contenuti per gli hotel in cambio di alloggio. Mi assicuro anche di mantenere le mie spese mensili più basse possibili vivendo a casa con i miei genitori, non ho rate della macchina né debiti studenteschi e non spendo i miei soldi in beni materiali superflui”, ha spiegato.

Sul suo account Instagram, la giovane consiglia di ritrovarsi staccandosi dal mondo: “Alcune persone lo trovano strano, ma non ho mai utilizzato una SIM card straniera. Se ho bisogno di qualcosa, inizio a parlare con le persone intorno a me. Cerco di essere il più presente possibile quando esploro questi posti perché è un grande privilegio avere l’opportunità di farlo. Non voglio mai perdermi un secondo”. Lexie dice che il momento clou dei suoi viaggi è stato andare in Paesi insoliti e spesso pericolosi. “I Paesi che hanno una così cattiva reputazione tanto che le persone non osano andarci sono i posti che accendono la mia curiosità. Ho vissuto molta più bontà e bellezza naturale in posti come Pakistan e Venezuela di quante ne abbia mai trovate nelle tipiche destinazioni turistiche. Andare in un posto senza aspettative ed essere travolta  da quello che ci trovi è stata una delle parti più appagante di questo progetto”, ha spiegato.

Ha faticato di più nell’Africa centrale e occidentale a causa dei visti complicati, delle poche infrastrutture per il turismo, delle barriere linguistiche e degli alti costi per viaggiare in sicurezza. “Non ci sono molti voli, hotel o guide che parlano inglese, quindi gli operatori hanno il mercato completamente monopolizzato. Possono stabilire qualsiasi prezzo scandaloso che vogliono perché non ci sono molte altre opzioni (a parte forse corse in bus estenuanti e potenzialmente pericolose)”, ha aggiunto.

Un’altra sfida estrema è stata raggiungere l’ultimo Paese della sua lista, la Corea del Nord. Dopo mesi e mesi a cercare di aggirare il divieto di viaggio per gli Stati Uniti, è riuscita finalmente ad avere la possibilità di andare in Corea del Nord a maggio grazie ad una scorciatoia che le ha permesso di mettere ufficialmente piede nel Paese. Secondo le linee guide dal Guinness World Record, visitare il lato nordcoreano delle sale conferenze della leggendaria “Casa Blu” si qualifica come visita in Nord Corea. “Onestamente sono molto delusa di non essere riuscita a visitare adeguatamente il Paese a causa di questioni politiche. Ma lo visiterò di nuovo non appena sarà rimosso il divieto di viaggio per gli Stati Uniti”, ha aggiunto.

Alford sta ancora presentando quasi 10.000 prove al Guinness World Record in ordine cronologico, ma l’”orologio del record” si è fermato non appena ha messo piede in Corea del Nord. Una volta arrivata lì, ha dichiarato di aver sentito una cosa: “Sollievo. Ho lavorato nell’estrema ansia per più degli ultimi 6 mesi per superare gli ostacoli che accompagnano l’entrare in alcuni dei posti meno accessibili del mondo. È stato solo in quel momento in quella scura sala conferenze che mi sono davvero accorta di quanto fossi andata lontano”.

Alcuni hanno criticato Cassie de Pecol per non aver vissuto a fondo ogni Paese e anche Lexie probabilmente riceverà simili reazioni per aver raggiunto il suo obiettivo ad un’età così giovane. Ma lei non è preoccupata, sostenendo di essersi presa il suo tempo nella maggior parte dei posti visitati: “In fin dei conti, ognuno preferisce viaggiare in modi differenti. Alcuni preferiscono trascorrere mesi o anni in pochi Paesi e altri vogliono un mix di assaggi del mondo. Non importa cosa preferisci, ci sarà sempre qualcuno che non sarà d’accordo. Mi piace stare lontana dalle capitali, assaggiare il cibo locale, fotografare la cultura e la natura e stare fin quando posso permettermelo”. Ma ci sono anche posti in cui Alford si è sentita a disagio a viaggiare da sola, come donna: “Ad essere onesta, trascorrere settimane in ogni Paese non rientrava nel mio budget. Il minor tempo trascorso in un Paese sono stati 2-3 giorni. Sud Sudan, Somalia, Africa Centrale, Mali, Ciad e Papua Nuova Guinea sono alcuni dei Paesi in cui non ho trascorso molto tempo perché non avevo i mezzi per una sicurezza adeguata. Un giorno mi piacerebbe tornare ed esplorarli di più. Sento come se avessi solo scalfito la superficie di quanto c’è da vedere li”.

E ora? “Attualmente sto scrivendo un libro sulle mie esperienze in ogni Paese e sulle lezioni che ho imparato lungo il percorso”, ha precisato. Alford dice che non ha ancora deciso quale sia il miglior ricordo di tutta questa esperienza e che le servirà del tempo per capirlo. In ogni caso, ecco alcune delle lezioni che ha imparato mentre viaggiava per il mondo: si tratta di consigli di cui tutti possono far tesoro, che sia per un viaggio per il mondo o solo per una vacanza.

  1. Tutto è possibile.
  2. Non spendere soldi in beni materiali superflui. Risparmiare il più possibile, tornare a vivere con i genitori se necessario. Servono sacrifici per viaggiare in tutto il mondo, sostiene.
  3. C’è sicuramente più bene che male nel mondo.
  4. Non si può restare senza bei posti da visitare.
  5. Ogni Paese è accessibile e c’è molto da imparare da ognuno di essi.
  6. Ogni volta che sono disconnessa dal WiFi, sono genuinamente connessa con tutto quello che succede intorno a me, che è sorprendentemente raro oggigiorno”.
  7. “Il mio consiglio per i giovani che vogliono fare questo: credete che potete fare tutto quello a cui pensate. Se date priorità ai viaggi su tutti gli altri aspetti della vita, è solo una questione di tempo prima di renderlo realtà”.