L’Uragano “Otto” comincia a fare paura in America centrale, nel mirino Costa Rica e Nicaragua [GALLERY]

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Suscita parecchia preoccupazione lo sviluppo, nel settore sud-occidentale del mare dei Caraibi, proprio nel tratto di costa antistante il Costa Rica, lo sviluppo della potente tempesta tropicale, denominata “Otto”. Con un insolito ritardo rispetto alla normale tabella di marcia quest’anno, complice anche la presenza di un “fronte di convergenza intertropicale” (“ITCZ”) piuttosto elevato per il periodo all’altezza del Venezuela, sul mare dei Caraibi si sta assistendo allo sviluppo di diverse depressioni tropicali. Basti pensare che sul mare dei Caraibi, dal 1851 ad oggi, solo undici tempeste sono riuscite a svilupparsi in questo periodo dell’anno. La tropical storm “Otto” inoltre è quella risultata più forte visto che nelle scorse ore, scorrendo sopra un vasto tratto di mare caratterizzato da acque particolarmente calde, con valori prossimi ai +29°C, è riuscita ad intensificarsi, fino a raggiungere addirittura lo status di uragano di 1^ categoria sulla scala Saffir-Simpson, presentando venti medi sostenuti ad oltre i 120-130 km/h. Mentre il notevole rinforzo della convezione attorno il nucleo della tempesta ha fatto sprofondare la pressione centrale un valore di 984 hpa, favorendo una considerevole intensificazione dei venti ciclonici, con punte di ben oltre i 120 km/h.

L’ormai uragano (fuori stagione) nei giorni scorsi si è originato a seguito della formazione, sul settore meridionale del mare dei Caraibi, di una estesa area di convezione, lungo i margini di un vasto sistema frontale che scorreva in direzione dell’Atlantico. Fra la giornata di domenica e quella di lunedì scorso quest’area di convezione, “autoalimentandosi” col solo calore latente fornito dalle ancora molto calde acque superficiali del mare dei Caraibi, ha cominciato a rafforzarsi, cominciando a divenire sempre più indipendente dal sistema frontale, attivo molto più ad est, in pieno Atlantico.

Nella serata di lunedì la convezione ha iniziato a divenire sempre più simmetrica, fino a favorire la genesi di una piccola depressione tropicale, ormai pienamente autonoma e indipendente dal sistema frontale che inizialmente l’ha generata. Ora, cominciando a muoversi molto lentamente verso ovest, in direzione delle coste del Costa Rica, la tempesta comincia a rappresentare una seria minaccia per le terre emerse dell’America centrale che nei prossimi giorni dovranno prepararsi ad affrontare un sempre più probabile “landfall”. Quasi certamente “Otto”, mantenendo questo tipo di traiettoria, dovrebbe toccare terra sulle coste settentrionali del Costa Rica, anche se ancora vi sono delle incertezze in merito alla sua intensità.

Difatti non è detto che “Otto” riesca a toccare terra mantenendo lo status di ciclone tropicale di 1^ categoria della scala Saffir-Simpson. Ma probabilmente, man mano che si avvicina alle coste del Costa Rica, nell’area a nord di Puerto Limòn, il sistema effettuerà il “landfall” definitivo come una intensa tempesta tropicale, apportatrice di venti forti, rovesci di pioggia con notevoli indici di rain/rate e soprattutto significative mareggiate lungo le coste caraibiche del Nicaragua e del Costa Rica. La tempesta in effetti si trova in un’ottima posizione per potersi ulteriormente intensificare, considerando la presenza di acque superficiali molto calde, con valori prossimi ai +29°C.

Ma nel corso delle prossime ore “Otto” si troverà a scorrere su una zona caratterizzata da un moderato “wind shear” che potrebbe contribuire a tagliare la convezione, indebolendo un po’ la tempesta prima del suo “landfall” sulle coste caraibiche del Costa Rica. Pur impattando come semplice tempesta tropicale “Otto” rischia di portare piogge torrenziali, frane e inondazioni in diversi stati dell’America centrale, fra Panama, Costa Rica e sud del Nicaragua. In particolare sulle aree interessate dal quadrante settentrionale della tempesta, come le regioni del Nicaragua meridionale, che potrebbero essere interessate da piogge di carattere torrenziale, ulteriormente esaltate dalla particolare orografia locale e dalla presenza delle montagne nel vicino retroterra che contribuiranno a creare un notevole “forcing” orografico all’umidissima ventilazione da NE e E-NE richiamata dalla stessa circolazione ciclonica, facente capo a “Otto”.