Papa Francesco tra i terremotati di Camerino: “nessuno si scordi di voi” [FOTO]

Terremoto, Papa Francesco a Camerino nelle Marche: un grande messaggio di vicinanza e solidarietà

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Dalle casette dei terremotati fino alla zona rossa, con tanto di caschetto protettivo in testa. Tra un abbraccio e una parola di conforto Papa Francesco si immerge nella realtà di Camerino, storico borgo delle Marche fortemente danneggiato dal sisma. A tre anni di distanza la situazione non è cambiata di molto e il Santo Padre invita le istituzioni a non spegnere le luci sull’accaduto. “Sono qui a pregare con voi Dio che si ricorda di noi, perché nessuno si scordi di chi è in difficoltà. Il rischio è che, dopo il primo coinvolgimento emotivo e mediatico, l’attenzione cali e le promesse vadano a finire nel dimenticatoio, aumentando la frustrazione di chi vede il territorio spopolarsi sempre di più”, dice Bergoglio sottolineando invece come: “Il Signore spinge a ricordare, riparare, ricostruire, e a farlo insieme, senza mai dimenticare chi soffre”. L’invito rivolto ai fedeli dal Pontefice è quello di non perdere mai la speranza. “Il Signore ci dà una certezza: si ricorda di noi perché gli stiamo a cuore. E mentre quaggiù troppe cose si dimenticano in fretta, Dio non ci lascia nel dimenticatoio”. Parole alle quali fanno eco quelle, più dure, dell’arcivescovo di Camerino-San Severino Marche, monsignor Francesco Massara che parla apertamente di un “terremoto delle promesse” che ha creato sconforto “specie nelle nuove generazioni che si vedono inesorabilmente derubate dal loro futuro”. Il problema resta quello della ricostruzione che “si è lasciata ingabbiare dai lacci della burocrazia”. Il presidente della Regione, Luca Ceriscioli, festeggia per la visita di Francesco. Un avvenimento che, spiega: “deve smuovere le coscienze per imprimere un ritmo diverso alla ricostruzione”. L’augurio, dichiara ancora ” è che il riflettore acceso da Sua Santità sulle nostre vicende aiuti tutti quanti a comprendere quanto ancora ci sia necessità di sostegno e spinta per dare una mano alla popolazione che attende una risposta concreta sul terremoto”. Lo stesso concetto espresso dal Papa che, come nel suo stile, si è dedicato soprattutto ai giovani incontrando 200 bambini nella Palestra del Centro Sportivo dell’Università di Camerino, ultimo momento della visita alle zone terremotate prima del rientro a Roma. Una tappa all’interno di un programma intenso fortemente voluta da Bergoglio dopo che in una recente visita in Vaticano l’arcivescovo Massara aveva mostrato al Papa le lettere scritte dai bambini delle zone terremotate. Con questo incontro Bergoglio ha voluto abbracciare idealmente tutti i bambini e i giovani del territorio colpito dal sisma.

Il governatore delle Marche Luca Ceriscioli: “la presenza di Papa Francesco imprime ritmo diverso alla ricostruzione”

“Una domenica all’insegna della speranza, una presenza che deve smuovere le coscienze per imprimere un ritmo diverso alla ricostruzione”. È quanto ha detto il presidente della Regione Marche, Luca Ceriscioli, commentando la visita del Santo Padre alle popolazioni terremotate di Camerino. “È una domenica all’insegna della speranza, perché, il Papa viene nuovamente nelle Marche: una presenza importante per una giornata significativa. L’augurio è che il riflettore acceso da Sua Santità sulle nostre vicende aiuti tutti quanti a comprendere quanto ancora ci sia necessità di sostegno e spinta per dare una mano alla popolazione che attende una risposta concreta sul terremoto”, ha detto il Governatore. Il presidente ha poi sottolineato come sia già raro avere il Papa, più raro averlo con questa frequenza che “trasmette tutta la sua vicinanza alle nostre comunità”.  “Dopo l’attenzione ai giovani, sottolineata dalla recente visita di Loreto, ora volge il suo sguardo e la sua benedizione sulle popolazioni terremotate, che ha voluto ringraziare per la pazienza e il coraggio che testimoniano. Essere andato personalmente nelle Sae (Soluzioni abitative di emergenza) è stato un segno di grande vicinanza, per noi un fatto anche importante, in quanto ha acceso i riflettori nazionali sulla ricostruzione. È evidente che non sia possibile gestirla con gli strumenti, amministrativi e legislativi, ordinari. Abbiamo più volte cercato di far valere, a Roma, la voce dei cittadini che chiedevano semplificazione. Abbiam visto, invece, con l’ultimo passaggio del decreto sblocca cantieri, che non viene sbloccato proprio niente. Speriamo che la presenza del Papa smuova le coscienze per imprimere un ritmo diverso alla ricostruzione”, ha aggiunto Ceriscioli. Il Governatore ha concluso che “tutte le volte che abbiamo chiesto straordinarietà, c’è stato detto che porta corruzione, ma straordinarietà porta semplicemente risposte più veloci. Bisogna aver coraggio, da parte del legislatore, di mettere mano a norme più semplici, per dare una speranza concreta alle persone terremotate”.