Piero Angela Senatore a Vita: una grande occasione per l’Italia e per la Scienza

  • LaPresse/Bianchi/Lo Debole
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Ieri il Direttore del “Foglio”, Claudio Cerasa, con un editoriale in prima pagina ha proposto la nomina di Piero Angela a “Senatore a Vita”. Nel clima politico e culturale dell’Italia di oggi, sono pochissime (e sempre più rare) le proposte che ci fanno emozionare, sussultare sulla sedia o sul divano di casa, che ci entusiasmano e ci fanno sognare, lasciandoci immaginare un futuro migliore. Prevale il “piattume”, lo scetticismo, la resa al degrado e alla decadenza. Siamo il Paese del “No a tutto“, dei complotti, della disillusione, delle bufale e del fatalismo. Non siamo più in grado di realizzare grandi opere, il sogno del Ponte sullo Stretto rimane archiviato in un cassetto che i nostri governanti hanno timore e paura di riaprire. Non siamo più in grado di ospitare grandi eventi, vedi la bocciatura della candidatura di Roma alle Olimpiadi. I nostri amministratori hanno paura di perdere voti e anziché guidare i cittadini verso un futuro di crescita e sviluppo, preferiscono piegarsi alla cultura della decrescita e del decadimento.

Ma se c’è negli ultimi anni una proposta, un’idea, un articolo di giornale che ci fa appunto provare un brivido di passione, di entusiasmo per la condivisione di un sogno che possa migliorare il nostro Paese, questo è proprio l’editoriale di Cerasa e la proposta di Piero Angela “Senatore a Vita”. Una grande occasione per l’Italia e per la Scienza.

Sono passati due anni e mezzo da quando Sergio Mattarella è Presidente della Repubblica, e ancora non ha ritenuto opportuno nominare senatori a vita. In carica ne abbiamo 5: uno è Giorgio Napolitano, che ricopre quest’incarico da “emerito” perché è già stato Presidente della Repubblica e automaticamente (come prevede la Costituzione) diventa Senatore a Vita, appunto. Gli altri 4 sono stati tutti nominati dallo stesso Napolitano: Mario MontiElena Cattaneo, Carlo Rubbia e Renzo Piano. Secondo la nostra Costituzione, il Presidente della Repubblica può nominare “Senatori a Vita”  cittadini “che hanno illustrato la Patria per altissimi meriti nel campo sociale, scientifico, artistico e letterario“. Nei 71 anni della Storia della Repubblica Italiana, i nostri Presidenti della Repubblica hanno nominato 37 Senatori a vita, in media uno ogni 2 anni (o poco meno). In realtà molto raramente si è scelto personalità di spicco nel panorama scientifico. La stragrande maggioranza dei senatori a vita della nostra Repubblica sono stati politici, industriali ed economisti, nominati con l’argomentazione più elastica possibile, per “meriti in campo sociale“. Su 37 Senatori a Vita, infatti, soltanto 5 sono arrivati dall’ambiente scientifico: il matematico Guido Castelnuovo nel 1949, l’archeologo Umberto Zanotti Bianco nel 1952, la neurobiologa Rita Levi Montalcini nel 2001, la neurobiologa Elena Cattaneo e il fisico nucleare Carlo Rubbia nel 2013.

Adesso è da 4 anni che non vengono nominati nuovi Senatori a Vita, e la proposta di Piero Angela, divulgatore scientifico 88enne diventato icona nazional-popolare, calza a pennello con il momento storico del Paese.

Angela, infatti, è un uomo di scienza molto vicino alla gente perché grazie alla televisione è riuscito ad essere amato da tutti, entrando nelle famiglie italiane e facendosi apprezzare per la sua straordinaria capacità dialettica. In modo semplice e comprensibile a chiunque, ha spiegato per anni i più difficili e complessi problemi della scienza. Le sue straordinarie conquiste e i dubbi che la stimolano ogni giorno.  La conoscenza scientifica di Piero Angela non è dottrinale e accademica, ma è nata dalla sua passione giornalistica. Non è solo un grande conoscitore della scienza Angela, ma anche e soprattutto un grande giornalista e un bravissimo divulgatore. Ecco perché può essere molto utile anche alla stessa scienza, quella che troppo spesso ancora si trincera dentro se stessa, parlando un linguaggio lontano da quello dei cittadini e creando quel muro di incomprensione che poi porta spesso e volentieri alla deriva di bufale e ignoranza.

In un momento così delicato per la cultura scientifica nel nostro Pianeta, in cui la sfida delle fake-news è una delle più importanti per arginare quell’ignoranza che porta le masse (spesso e volentieri purtroppo anche quelle mediamente colte) a vivere in una sorta di medioevo del terzo millennio, il medioevo dell’uomo che non sarebbe mai andato sulla luna, dei vaccini che provocano l’autismo, delle scie chimiche, delle torri gemelle buttate giù dagli Usa, di Hitler che si nasconde in Argentina e altre miriadi di minchiate varie, una figura come Piero Angela potrebbe più di ogni altro rappresentare un simbolo genuino e sano di unione tra mondo scientifico e popolazione, andando così ad avvicinare gli scienziati alla gente, e diffondendo il più possibile le conquiste e le conoscenze che nel panorama scientifico sono assodate, ma che nella gente continuano a trovare soltanto scetticismo. Non solo le conoscenze in se, ma anche l’approccio scientifico. Quello che non ha nulla di democratico, che non lascia spazio a opinioni e interpretazioni.

Piero Angela Senatore a Vita non sarebbe solo un messaggio simbolico importante, o un’occasione per la Scienza appunto. Sarebbe anche una grande chance per l’Italia, che negli ultimi anni si pone come leader nel settore aerospaziale. Il settore che dominerà la scena nei prossimi decenni in cui l’obiettivo più grande dell’umanità sarà appunto l’esplorazione dell’Universo alla ricerca di altri luoghi abitabili e/o abitati, oltre che alla vita extraterrestre su cui emergono sempre maggiori indizi. Soltanto con la cultura e con la divulgazione si può diffondere la conoscenza delle opportunità degli investimenti di un Paese in questi settori, si possono forgiare nuovi scienziati, ricercatori, astronauti. Dal campo della medicina a quello della fisica, fino all’astronomia e alla sismologia, se un giorno arriveremo a sconfiggere i tumori, prevedere i terremoti, sbarcare su Marte e chissà su quale altro Pianeta, lo dovremo proprio alla scienza. Ed è certo che ci arriveremo: servirà del tempo. Ma più spazio daremo alla scienza e ai suoi uomini, meno tempo ci vorrà. Più riusciremo ad arginare la deriva delle bufale e dell’ignoranza, meno tempo ci vorrà.

Ecco perché “Piero Angela Senatore a Vita” è uno dei messaggi più belli che l’Italia di oggi potesse lanciare.