“Pioggia Congelata”: il pericolosissimo fenomeno del “Gelicidio” mette in ginocchio il Nord, ecco cos’è e perchè si sta verificando [FOTO]

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Da ieri sera il pericolosissimo fenomeno del “gelicidio” (o “pioggia congelata“) sta interessando il Nord Italia, soprattutto tra Liguria, Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna e Veneto, dove le temperature al suolo si mantengono intorno agli 0°C o in alcuni casi addirittura inferiori. Si tratta di “pioggia congelata” che rende estremamente scivoloso il suolo e le strade, comportando la chiusura di tratti autostradali per l’impossibilità di fronteggiare questo fenomeno in altri modi. Piove, invece, in Friuli Venezia Giulia con +7°C a Trieste e +5°C a Udine: dalla mezzanotte sono caduti 30mm di pioggia a Trieste e 20mm a Udine.

Andiamo a scoprire cos’è questo fenomeno così tanto pericoloso e raro che, però, può capitare anche in Italia.

Che cos’è il “gelicidio” (o “pioggia congelata”)

Il gelicidio è una precipitazione ghiacciata ben differente da neve e grandine: si tratta proprio letteralmente di pioggia congelata, tanto che in inglese si dice freezing rain. E’ provocato dal fenomeno della sopraffusione, cioè la presenza di strati d’aria calda in quota mentre al suolo fa ancora freddo. Nelle ultime ore al Nord Italia è provocato dal richiamo caldo di libeccio proveniente dal Mediterraneo occidentale, con temperature in aumento alle alte quote (stamattina abbiamo +5°C a Chiavenna, in provincia di Sondrio, e a Demonte, in provincia di Cuneo) mentre a valle il cuscinetto freddo sta mantenendo le temperature sotto lo zero. Così nell’atmosfera i fiocchi di neve si sciolgono alle alte quote dove trovano l’aria calda e diventano pioggia, ma poi quando stanno per toccare il suolo si congelano nuovamente perché le temperature ai bassi strati rimangono fredde e localmente sottozero. Il gelicidio quando arriva al suolo forma uno strato di ghiaccio trasparente, omogeneo, liscio e molto scivoloso, racchiudendo i rami degli alberi, gli arbusti, gli steli dell’erba, i cavi elettrici all’interno di un involucro assai duro di acqua cristallizzata e trasparente.

Questo fenomeno è molto frequente in Europa centro/settentrionale e negli Stati Uniti d’America, dove i rimescolamenti d’aria sono molto frequenti e proprio con il fenomeno del gelicidio si formano le “ice storm“, le tempeste di ghiaccio che sono tra i fenomeni meteorologici più devastanti del mondo. Ma può verificarsi anche in Italia, soprattutto nella Pianura padana e nelle conche e valli interne dell’Appennino centro/settentrionale. Molto molto più raro al sud. Tre anni fa in Slovenia uno dei fenomeni più pesanti e devastanti di sempre in Europa.

Il gelicidio, a causa del peso del ghiaccio, è un fenomeno molto pericoloso e causa numerosi disservizi dato che può provocare la caduta di rami anche di grande spessore nonché la rottura di cavi elettrici, con conseguente interruzione dell’illuminazione pubblica, problemi alle comunicazioni telefoniche e alla circolazione per il fondo stradale scivoloso.

Il gelicidio non deve esser confuso con la brina che si deposita lentamente per condensazione sulle superfici esterne quando, in assenza di ventilazione e con umidità relativa dell’aria molto elevata, perdono calore di notte fino a raggiungere 0°C, e neppure la galaverna che si verifica, con temperature inferiori a 0°C quando minuscole goccioline di acqua esistenti nell’aria si solidificano intorno al suolo o sulla vegetazione formando un rivestimento che è però opaco (per la presenza di aria), biancastro ed assai fragile. Nel gelicidio invece l’involucro di ghiaccio cristallizzato è perfettamente trasparente, perché non contiene aria. In presenza di vento forte, il rivestimento intorno alle superfici segue la direzione del vento, cosicché si formano talora, specialmente intorno ai tralicci di metallo ed ai fusti delle piante, delle specie di lame di ghiaccio biancastre, irregolari e dentellate, larghe anche 20 centimetri e più; il fenomeno si chiama calabrosa.

Nelle prossime ore le temperature al Nord diminuiranno anche in quota, e arriverà la neve fin in pianura.

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