Ponte Arno, storico edificio a rischio demolizione: l’accorato appello di un maestro di sci [GALLERY]

Il maestro di sci Paolo De Luca ci ha inviato un appello in merito al rischio di abbattimento di un storico edificio di Ponte Arno, nel teramano

  • "La casa di Luigina a Ponte Arno"
  • "La casa di Luigina a Ponte Arno"
  • "La cara e indimenticabile Luigina"
  • "La storica rivendita di Sali e Tabacchi di Luigina a Ponte Arno"
/
MeteoWeb

Il maestro di sci Paolo De Luca ci ha inviato un appello in merito al rischio di abbattimento di un storico edificio di Ponte Arno, Teramo. «L’edificio di Ponte Arno, al bivio di Pietracamela sarà abbattuto – ci scrive Paolo – La notizia, purtroppo, è ufficiale!». Il motivo, in base a quanto riferisce a MeteoWeb il nostro lettore, è riconducibile al fatto che i proprietari dello stabile non hanno raggiunto un accordo con il Comune di Fano Adriano per evitarne l’abbattimento. De Luca ha persino scritto ad uno dei proprietari, confidando «nel buon senso tuo e di tutti gli altri proprietari, nell’amore di questa struttura e nel rispetto della tua cara zia Luigina, la quale ha trascorso tutta l’esistenza nella sua storica rivendita di Sali e Tabacchi ubicata all’angolo dello stabile, affinché questa struttura non venga demolita».

«Sapessi quante difficoltà ho dovuto superare per ottenere l’autorizzazione a fare scrivere “AL GRAN SASSO D’ITALIA mt. 2912” sulla parete della casa di Luigina a Ponte Arno», mi ripeteva sempre il mio caro amico il Professore Natalino Montauti, a quei tempi, Consigliere Comunale a Pietracamela – scrive ancora De Luca – . “Un turista mentre si trova a Ponte Arno, non conosce con precisione che in quel punto c’è il bivio per raggiungere il Gran Sasso, ecco il motivo per il quale ho pensato di far realizzare questa scritta” mi raccontava sempre e, molto fiero di sé, il Professore Natalino Montauti».

«Questo edificio rappresenta un simbolo per tutti noi residenti ma anche per i turisti che frequentano la montagna Teramana: abbatterlo significa cancellare un pezzo di storia dei nostri bei luoghi!», conclude con commozione Paolo De Luca.