Previsioni Meteo Agosto, ondata di caldo senza precedenti storici: durerà almeno 10 giorni, per l’Italia sarà il “colpo di grazia” climatico in un’estate catastrofica

  • siccità caldo
  • Mercoledì 2 Agosto - Mappa GFS
  • Giovedì 3 Agosto - Mappa ECMWF
  • Il grafico con l'andamento delle temperature e delle precipitazioni fino al 10 Agosto a Roma: neanche una goccia d'acqua, caldo record
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MeteoWeb

Previsioni Meteo Agosto – Gli ultimi aggiornamenti meteorologici per i prossimi giorni, e in modo particolare per la prossima settimana, sono davvero terribili. In queste ore l’Italia sta vivendo un autentico “shock termico” con temperature in calo di 20°C rispetto ai giorni scorsi e fenomeni di maltempo violento, con conseguenze purtroppo drammatiche (due morti nell’Adriatico, danni gravissimi da Nord a Sud). Questa “tregua” concessa dal caldo, però, durerà pochissimo: già da questo weekend, infatti, inizierà una nuova ondata di calore proveniente dal Nord Africa, provocata dal solito Anticiclone Sub-Tropicale.

In base agli ultimi aggiornamenti di tutti i principali centri di calcolo, quest’ondata di caldo sarà la più intensa e la più duratura di tutta la stagione: durerà almeno dieci giorni, e la prossima settimana tra Martedì 1 e Venerdì 4 Agosto raggiungerà picchi di caldo eccezionalmente elevati in tutto il Paese. Le temperature, infatti, supereranno i +40°C in tutt’Italia, dalle Alpi alla Sicilia, con picchi superiori nei fondovalle alpini, in pianura Padana e nelle zone interne del Centro.

Qualora venissero confermate le mappe proposte oggi dai modelli per la prossima settimana, la colonnina di mercurio potrebbe raggiungere addirittura i +45°C tra Toscana, Emilia Romagna, Umbria, Marche e Abruzzo, ma anche i +43°C tra Valle d’Aosta, Piemonte, Lombardia, Veneto, Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia.

Sono mappe terribili perché mai, nella storia, queste zone dell’Italia hanno raggiunto queste temperature. Ecco, infatti, gli attuali record storici di caldo assoluto nelle principali città dell’Italia centro/settentrionale:

  • Firenze +42,6°C (luglio 1983)
  • Ancona +40,8°C (luglio 1968)
  • Roma +40,5°C (agosto 2007)
  • Arezzo +40,5°C (luglio 1962)
  • Viterbo +40,1°C (luglio 2005)
  • Ferrara +39,8°C (agosto 2003)
  • Bologna +39,7°C (agosto 2013)
  • Perugia +39,6°C (luglio 2005)
  • Milano +39,3°C (agosto 2003)
  • Bolzano +39,1°C (luglio 1983 e agosto 2003)
  • Verona +39,0°C (agosto 2003)
  • Genova +38,5°C (agosto 2015)
  • Pisa +38,5°C (agosto 2011)
  • Padova +38,3°C (agosto 2003)
  • Udine +38,2°C (luglio 1983 e luglio 2006)
  • Torino +37,1°C (agosto 2003)

Un po’ tutti questi valori potrebbero essere superati dai picchi massimi della prossima settimana. Insomma, sarà un altro “shock termico”, stavolta al contrario, in rialzo. E il caldo non sarà limitato soltanto al Centro/Nord, ma si estenderà al Sud soprattutto in una fase successiva, dal 3-4 Agosto in poi, con almeno 5-6 giorni consecutivi in cui le temperature massime si manterranno superiori ai +40°C. Avremo un clima tropicale, con temperature minime superiori ai +27/+28°C per un lunghissimo periodo di tempo, sia al Sud che al Centro/Nord.

L’inferno africano di questa rovente estate 2017, quindi, non solo continuerà, ma diventerà sempre più soffocante. E la situazione precipiterà per la siccità che sta assetando il nostro Paese. Sarà il colpo di grazia per i territori già provati da mesi e mesi di carenza idrica. Andiamo incontro ad una vera e propria catastrofe ambientale, una catastrofe silenziosa ma molto più grave rispetto a un’alluvione o un terremoto, perché di proporzioni territoriali vastissime, con ripercussioni molto gravi anche per le persone. L’approvvigionamento idrico su cui la politica in questi giorni sta alimentando stupide polemiche partitiche, diventerà un serio problema per molte tra le principali città del Centro e del Sud. Il livello di fiumi e laghi continuerà a scendere su livelli drammatici, senza precedenti negli ultimi secoli di storia.

E inevitabilmente il rischio incendi aumenterà ancora. Le immagini satellitari che inquadrano l’Italia in questi giorni dallo Spazio sono tristissime. La nostra Penisola sembra ormai una propaggine settentrionale del deserto del Sahara, e tra due settimane lo scenario sarà ancora più grave.

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