Previsioni Meteo Inverno 2019-2020, aggiornamenti stagionali clamorosi per l’Europa [MAPPE]

Previsioni Meteo Inverno 2019-2020: la maggior parte dei modelli indica una stagione più mite sul Vecchio Continente. Le prime indicazioni sulla stagione fredda

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Siamo da poco entrati nell’autunno ma arrivano già le prime previsioni stagionali per l’inverno. Più che di previsioni, si tratta di tendenze che possono significare sì, minor fiducia, ma che spesso fornisco le tendenze di base e suggerimenti per il potenziale sviluppo dei mesi successivi. Solitamente prevedono le possibilità di scostamento dalla norma (per esempio, più caldo, più freddo, pressione più bassa, pressione più alta, ecc.) su scala continentale o globale in media per 30-90 giorni. Attraverso l’analisi di Andrej Flis per Severe Weather Europe, vediamo cosa dicono i principali modelli a lungo raggio sull’inverno 2019-2020 nell’emisfero settentrionale.

ECMWF

Le previsioni dell’ECMWF, forse le più corrette in media, mostrano una pressione più bassa sull’Atlantico e probabilmente un’attività ciclonica più forte, e una pressione più alta sull’Europa. Questo è un tipico modello di NAO (oscillazione nord atlantica) positiva. Questo significa condizioni più calde per la maggior parte dell’Europa, poiché il flusso d’aria sull’Europa viene prevalentemente da ovest e sudovest, portando aria mite e umida dall’Atlantico e dall’area mediterranea. Situazione simile sul Nord America, con bassa pressione ad ovest e alta pressione ad est.

Per quanto riguarda le anomalie termiche, le mappe mostrano aria più calda sotto le aree a pressione più alta, ma questo potrebbe essere un punto debole dei modelli. Per esempio, se abbiamo un’area di alta pressione sull’Europa, significa che aria più fredda scorrerà sul suo fianco orientale, poiché ruota in senso orario. Quindi, in questo caso, dovremmo avere temperature più fredde sull’Est Europa e sulla Russia. Ma il modello generalmente mostra temperature sopra la media. Inoltre, con l’alta pressione sull’Europa, solitamente abbiamo aria fredda che si accumula nelle pianure e la nebbia, che possono provocare temperature più basse in pianura, mentre le aree oltre i 1.000 metri s.l.m. possono avere caldo e sole.

UKMO

Il modello stagionale UKMO del Met Office, il servizio meteorologico britannico, mostra una situazione simile a quella dell’ECMWF, aumentando la fiducia in un modello di NAO positiva e di un inverno più mite in Europa. La differenza sta nelle dimensioni e nell’intensità dell’area di bassa pressione sul Nord Atlantico. Raggiungerebbe il Canada, il che indicherebbe un flusso più occidentale sugli USA orientali, che potrebbe produrre temperature più fredde (ma questo, di nuovo, non appare nell’anomalia termica).

CFSv2

Anche il modello americano CFSv2 mostra una pressione più bassa sul Nord Atlantico e più alta sull’Europa. Possiamo di nuovo vedere caldo su Europa ed USA ma, come nel modello UKMO, è presente un flusso nordoccidentale sugli USA nordorientali e mostra temperature vicine alla norma nell’area. A differenza del modello ECMWF, mostra una pressione più alta sugli USA occidentali, un altro fattore a favore di temperature normali o più fredde sugli USA orientali.

BCC

Anche il modello cinese a lungo raggio del BCC (Beijing Climate Center) mostra una pressione più bassa sul Nord Atlantico, ma anche sull’Europa orientale e sulla Russia. Questo significherebbe temperature sotto la media su queste aree e anche su parti dell’Europa centrale. Le previsioni delle temperature però ancora una volta non rispecchiano questo.

Sintetizzando, la maggior parte dei modelli mostra una pressione inferiore alla media sul Nord Atlantico e una pressione più alta sull’Europa, che generalmente significa un inverno più mite sul Vecchio Continente. Queste previsioni, tuttavia, sono solo un quadro generale di 3 mesi, da dicembre a febbraio, e mostrano il modello meteorologico prevalente. Anche se i modelli fossero totalmente precisi, questo non significa che le condizioni più miti dureranno per 3 mesi. Potrebbero sempre esserci fronti freddi e nevicate. In sostanza, queste previsioni non suggeriscono come sarà il tempo per 3 mesi, ma come potrebbe essere per il 40-60% di quei 3 mesi.

Inoltre, la stratosfera è un importante fattore contribuente. Le previsioni a lungo raggio generalmente non prevedono in dettaglio le dinamiche stratosferiche, il che significa che tendono a sottostimare qualsiasi evento possibile di riscaldamento stratosferico improvviso. Un evento di questo tipo può avere un grande effetto sulla circolazione e causare importanti cambiamenti dei modelli nell’emisfero settentrionale.

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