In Sicilia, nel suggestivo Giardino di Kolymbetra [GALLERY]

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Nel cuore della Valle dei Templi di Agrigento, tra il tempio di Castore e Polluce e quello di Vulcano, sorge lo spettacolare Giardino di Kolymbetra, donato alla FAI nel 1999, dopo un lungo abbandono nel corso del quale era diventato una selva di rovi. Riaperto nel 2001, a seguito di restauri paesaggistici e il ripristino delle antiche colture, offre, nei suoi 5 ettari, numerose specie botaniche: da quelle tipiche della macchia mediterranea (es, mirto, lentisco, euforbia, ginestra), ad agrumi (limoni, mandarini, aranci), sino ai fichi d’India e a giganteschi olivi saraceni.

KOLQuesto autentico gioiello archeologico e naturalistico, sviluppatosi in una piccola valle delimitata da pareti di tufo, risale all’epoca in cui i greci colonizzarono la Sicilia (500 a.C.) e la sua storia è legata allo sviluppo di Kragas, che sorgeva sulla piana denominata Rupe Atenea. Diodoro Siculo narra che il tiranno Terone affidò all’architetto Feace il compito di progettare un sistema idrico di canalizzazione dell’acqua, finalizzato a rifornire costantemente l’antica piscina (Kolymbetra) dove si allevavano pesci d’acqua dolce per i banchetti e vi stanziavano cigni ed altri uccelli acquatici. In origine, dunque, la Kolymbetra era una peschiera. Di particolare rilievo gli antichi ipogei o “Acquedotti Feaci”, risalenti al V° sec. a.C. quando alimentavano l’antica piscina. Ancora oggi sgorgano limpide acque utilizzate per l’irrigazione del Giardino.