Violenta scossa di terremoto al confine tra Iraq e Iran: centinaia di vittime e migliaia di feriti, ecco FOTO e VIDEO

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Sono almeno 352 le vittime in Iran causate dal terremoto magnitudo 7.2 verificatosi al confine fra Iran e Iraq: secondo quanto riferisce Sky News Arabia, circa 5.883 persone rimaste ferite.
In Iraq risultano al momento 11 vittime e 321 feriti.

Nella provincia iraniana di Kermanshah, la piu’ colpita dal sisma di ieri, sono stati indetti tre giorni di lutto. Le autorita’ hanno disposto la chiusura di scuole e universita’ nella provincia, dove invece sono chiamati a presentarsi al lavoro tutti i dipendenti governativi.

Si teme che il bilancio delle vittime sia destinato a salire mentre procedono le operazioni di soccorso nelle zone, a maggioranza curda, colpite dal sisma. L’epicentro del terremoto è stato localizzato in un’isolata regione montuosa dell’Iraq, a circa 200 chilometri a nord est di Baghdad e 400 chilometri ad ovest di Teheran, secondo l’US Geological Agency. Alla prima scossa ne è seguita un’altra di magnitudo 4.5 e poi altre scosse di assestamento. Secondo i media iraniani la provincia maggiormente colpita è quella di Ghasre Shirin, con la cittadina di Kermanshah. L’agenzia curda Rudaw riporta che anche la provincia iraniana di Illam è stata duramente colpita, come le città curde irachene di Halabja, Erbil e Duhok. Ad Halabja e Sulaymaniyah, altra città irachena sul confine, è stato dichiarato lo stato di emergenza.

Il sisma si è verificato ieri sera, poco dopo le 21 ora locale, nell’area al confine tra i due Paesi: la forte scossa, di magnitudo 7.2, ha avuto epicentro in territorio iracheno, nella provincia curda di Sulaymaniyya, a una profondità di quasi 40 km. E’ stata così violenta da essere avvertita in tutta la regione, da Israele fino al Pakistan, in Turchia, Emirati Arabi Uniti, Kuwait, Libano.

Quattordici le province iraniane colpite dal sisma: blackout si sono verificati a Mehran e Ilam, nell’ovest dell’Iran.

Alcuni feriti potrebbero essere intrappolati sotto le macerie a Ghasr-e Shirin“, ha spiegato il capo dell’organizzazione iraniana per la gestione dei disastri, Esmail Najar.

Non ci sono notizie precise a causa nel numero crescente di feriti. Alcune case sono crollate, non sappiamo se vi fossero persone all’interno“, ha dichiarato il sindaco di Darbandikhan, Nasih Mala Hassan.

Tende, coperte, prodotti alimentari e acqua sono stati distribuiti in numerose città ai tanti cittadini che hanno trascorso la notte all’aperto. Nella città irachena di Darbandakhan, le stesse autorità locali hanno chiesto alla popolazione di dormire all’aperto per precauzione.

L’Unità di crisi della Farnesina è sin dai primi momenti al lavoro per verificare l’eventuale presenza di italiani nell’area.

Nell’aprile del 2013 la Repubblica islamica d’Iran fu colpita da due terribili scosse, a distanza di sei giorni l’una dall’altra, la prima di magnitudo 6.4, la seconda di 7.7, la più alta mai registrata nel Paese dal 1957. I due terremoti provocarono una quarantina di morti, un numero esiguo se paragonato alle oltre 40.000 vittime (e i 300.000 feriti) del terremoto di magnitudo 7.4 verificatosi nel Paese nel giugno del 1990.