Terremoto Ischia, il bilancio: 2 morti e 39 feriti, i soccorritori lavorano per salvare Ciro e Mattia, gli ultimi due bambini sepolti vivi sotto le macerie

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Terremoto – Un anno dopo Amatrice è Ischia a tremare: è stata una notte di panico per le 250.000 persone che si trovano sull’isola campana, invasa dai turisti come ogni agosto. La scossa di ieri sera alle 20:57, che è stata di magnitudo 4 Richter e si è verificata ad appena 5km di profondità, ha tenuto tutti svegli sull’isola del golfo partenopeo. Due le vittime accertate, tra cui un’anziana donna, Lina Cutaneo, che è morta dopo essere stata colpita da calcinacci caduti dalla chiesa di Santa Maria del Suffragio di Casamicciola, il comune più colpito dal terremoto insieme a Lacco Ameno. La seconda a perdere la vita è una donna, al momento non ancora identificata. Almeno 39 i feriti, nessuno dei quali è in condizioni gravi. Sette palazzi sono crollati a Casamicciola, sulla costa nord, già teatro di un disastroso sisma nel 1883 che causò 2.300 morti. Proprio sotto una di quelle palazzine crollate, sono state estratte vive tre persone, due donne e un uomo. Gli uomini della protezione civile e delle forze dell’ordine hanno lavorato tutta la notte per salvare chi era rimasto sotto le macerie, come Pasquale, Ciro e Mattia, tre fratellini di 7 mesi, 4 e 6 anni. Una corsa contro il tempo sotto lo sguardo angosciato della madre, l’unica a essere riuscita a fuggire. Il più piccolo è stato portato in salvo, si lavora per estrarre anche gli altri due, che rispondono ai soccorritori e a cui sono stati fornite bottiglie d’acqua.

Abbiamo aperto un piccolo varco per fare vedere la luce al bambino più grande, Ciro, un fatto utile per la sua tranquillità. Ha paura, ma gli parliamo per tranquillizzarlo. Gli sforzi sono massimi per farli uscire il prima possibile. La difficoltà è dovuta alla presenza di solai e colonne di cemento, che vanno rimossi pezzo per pezzo per creare piccoli varchi. Siamo arrivati a contatto con tutti e due“. Lo ha detto a RaiNews24 il portavoce dei vigili del fuoco, Luca Cari.

Il piu’ grande e’ un ragazzo coraggioso, aiutera’ anche il fratellino“. A parlare e’ il nonno, dei due bimbi ancora sotto le macerie della casa di Casamicciola, crollata ieri sera dopo il terremoto che ha scosso l’isola . Nonno Pasquale ha seguito per tutta la notte le operazioni di soccorso. Sul posto e’ arrivato anche il papa’ Alessandro. Intanto vigili del fuoco sul posto fanno sapere di avere contatti con entrambi i bambini.

L’amministrazione comunale di Ischia su Twitter alle 1.48 di stanotte ha informato dell’apertura del Campo Rispoli per chi è restato fuori dalle proprie abitazioni a causa del sisma. L’amministrazione comunale ha informato inoltre che stanotte è stata attivata una sala operativa presso il Comune e sono state predisposte corse speciali dei traghetti dall’isola di Ischia. Il dipartimento della protezione civile ha attivato stanotte 3 elicotteri con capacità di volo notturno per il trasferimento pazienti più critici.

Evacuato, tranne che per alcuni pazienti intubati e quindi non spostandoli, l’ospedale Rizzoli: chi vi era ricoverato è stato trasportato con gli elicotteri in strutture ospedaliere napoletani. Sull’isola già ieri sera erano arrivate unità cinofile e volonari, idroambulanze con soccorritori a bordo, 32 vigili del fuoco su posto con l’unità specializzata per ricerca di persone sotto le macerie. “Alla prima notizia della scossa, è stato immediatamente attivato il coordinamento tra le centrali operative di Roma e della Campania. Il Presidente del Consiglio ci ha contattato da subito per avere informazioni. Ad ora abbiamo notizie di un bilancio pesante, soprattutto per la parte alta di Casamicciola“, ha detto il presidente della Regione Vincenzo De Luca. “Questo è il momento di salvare vite, non di altro – ha aggiunto . E sul fronte dei soccorsi stiamo producendo insieme a tutte le forze dell’ordine e alle istituzioni nazionali e locali il massimo sforzo. Ho parlato anche con il sindaco di Casamicciola: a tal proposito c’è molta preoccupazione, soprattutto tra i turisti e i villeggianti che provano a lasciare istintivamente l’isola in questi momenti, ma bisogna mantenere i nervi saldi. Ci saranno da domani anche altri problemi, adesso bisogna affrontare l’emergenza“.

Durante la notte, grazie a tre corse appositamente organizzate sotto il coordinamento del comando generale delle capitanerie di porto, 1.051 persone hanno lasciato l’isola di Ischia, colpita nella serata di ieri da una scossa di terremoto di magnitudo 4.0. Sono state accolte a Pozzuoli dai volontari della Croce Rossa Italiana prima di allontanarsi autonomamente. Lo rende noto il Comitato operativo della Protezione civile. Per coloro che hanno bisogno di assistenza sull’isola sono stati allestiti, nei due comuni maggiormente colpiti e nei porti di Casamicciola e Ischia, punti di prima assistenza da parte dei volontari di protezione civile della regione Campania e della Croce Rossa. In tantissimi anche stamattina sono in fila alle biglietterie. Il Capo del Dipartimento della Protezione Civile, Angelo Borrelli, insieme al Capo del Dipartimento dei Vigili del Fuoco, Bruno Frattasi, si sta recando sull’isola per svolgere in loco – dopo i continui contatti tenuti attraverso il Comitato Operativo nel corso della notte – una riunione operativa con le istituzioni locali per fare il punto sulla situazione in atto.

E’ evidente che bisognera’ concentrarsi molto sulla qualita’ delle costruzioni e capire se e’ cambiato qualcosa nella reazione del terreno al movimento sismico“: lo ha affermato la geologa Mida Pennetta in un’intervista al Corriere della Sera sul terremoto a Ischia. “L’area piu’ colpita e’ friabile, li’ il terreno amplifica la potenza delle scosse“, ha osservato la docente di Geologia ambientale e Rischi naturali all’Universita’ di Napoli Federico II, “quella parte di isola e’ un’area caratterizzata da tufi rimaneggiati, depositi vulcanici che risultano poco coerenti e sono decisamente soffici“. “Proprio quel blocco di Ischia nelle nostre classificazioni ha il cosiddetto ‘danno atteso’ maggiore“”, ha spiegato, questo vuol dire che “ogni volta che c’e’ una scossa di terremoto di una certa entita’ ci aspettiamo che le ricadute piu’ importanti siano proprio li’, in quel settore nord-occidentale dove si trovano non a caso i comuni piu’ colpiti ieri sera come Casamicciola e Lacco Ameno. Scossa avvertita si’, ma senza conseguenze troppo serie, invece dall’altra parte, quella orientale“.