Terremoto Ischia, la magnitudo non c’entra: il vero motivo di questo disastro è un altro…

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Terremoto Ischia – No, non si può morire per un terremoto di magnitudo 4. Anche se è superficiale. Anche se si verifica in una zona densamente popolata e dal terreno friabile, come Ischia dove tra i 65.000 residenti e gli oltre 200.000 turisti, d’estate abitano quasi 300 mila persone. In metropoli come Tokyo (oltre 9 milioni di abitanti) e Santiago del Cile (oltre 5 milioni di abitanti) si verificano scosse violentissime, di magnitudo 8, senza danni ne’ crolli. No, la magnitudo non c’entra. Il problema di Ischia è un altro. Hanno ragione i geologi: “è assurdo morire per un terremoto così piccolo“.

C’è anche una componente naturale, sia chiaro. Il terremoto è stato significativo: magnitudo 4.0 secondo l’INGV (dopo una prima stima errata di 3.6, ma quando le scosse si verificano nelle zone vulcaniche dell’Etna e dell’area campana, i dati vengono gestiti dagli osservatori locali, quello etneo e quello vesuviano, e ci sono sempre problemi di comunicazione dei flussi tra le varie sedi dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia), magnitudo 4.3 secondo l’USGS e gli altri centri internazionali. L’ipocentro, posizionato ad appena 5km di profondità, spiega anche l’entità del risentimento sismico significativo proprio tra Ischia e Procida, accompagnato persino da un forte boato: la scossa è stata superficiale, quindi le onde sismiche si sono propagate molto rapidamente dalle cavità terrestri fino al suolo in superficie. Ed è anche vero che la natura geologica di Ischia è fragile, friabile, proprio nella zona nord dell’isola, a Casamicciola, dove il 28 luglio 1883 per una scossa di magnitudo 5.8 morirono 2.300 persone. Ma un terremoto di magnitudo 5.8 è forte, non paragonabile a uno di magnitudo 4.0. Inoltre ebbe epicentro proprio sulla terraferma, e non al largo in mare come ieri.

Tra il 1883 e il 2017 ci sono 134 anni di differenza. A quei tempi ancora si costruiva in modo diverso, meno sicuro. Non esistevano le tecnologie di oggi. Se consideriamo l’entità dei danni e il numero dei morti, rispetto alla magnitudo del terremoto, oggi a Ischia la situazione delle costruzioni è peggiore rispetto a 134 anni fa. Ed è davvero clamoroso.

Si muore per le costruzioni fatte male, in zone sismiche, senza alcun rispetto dei ferrei criteri antisismici. Tutti gli esperti sono d’accordo. Il sismologo dell’INGV Alessandro Amato ha spiegato su facebook che ci sono state diverse decine di “aftershocks”, scosse di assestamento, tutte di magnitudo inferiore a 1.0. “Le ragioni di tanti danni per un evento così piccolo sono principalmente tre: la bassa profondità ipocentrale, la geologia locale (eterogenea e a luoghi peggiorativa), la scarsa resistenza degli edifici. Sul peso relativo dei tre fattori si sta valutando. Sicuramente il terzo ha pesato molto“. Infatti non si può morire per un terremoto di magnitudo 4.0, in una zona ad alto rischio in cui i terremoti non sono certo una novità.

Molto più duro il magistrato Aldo De Chiara in un’intervista al Corriere della Sera. “Lo dico da anni, con l’abusivismo non si scherza, altrimenti queste sono le conseguenze. Con i miei colleghi abbiamo sempre detto: le costruzioni abusive sono una minaccia, soprattutto per chi le abita. E’ ciò che è emerso dalle indagini. In molti casi è stato accertato che viene utilizzato cemento impoverito. E noi avevamo lanciato l’allarme sul rischio di crolli anche in caso di scosse non particolarmente forti. Purtroppo quello che denunciavamo è successo ieri sera. Ischia è gravata da una serie di vincoli e tutte le costruzioni degli ultimi anni sono in gran parte fuori legge. Entro i 500 metri dal mare c’è un vincolo di inedificabilità assoluta. Ci sono poi i vincoli idrogeologici. Ricordo che alcuni anni fa ci fu un grosso temporale proprio a Casamicciola che provocò una frana e la morte di alcune persone. Anche in quel caso per il mancato rispetto della legge“.

Legambiente di Ischia parla come “il simbolo indiscusso del cemento selvaggio, con oltre 600 case dichiaratamente abusive da abbattere, 27.000 richieste di condono in 30 anni. L’episodio più clamoroso nel 2010: veri e propri scontri di piazza in via Montecito, proprio a Casamicciola, tra circa 600 persone e la Polizia che doveva evacuare una piccola casa abusiva, con un ordine di abbattimento firmato dalla magistratura. All’arrivo della Polizia scattò una reazione furiosa fatta di barricate, lanci di pietre e di bottiglie, un vicequestore ferito alla testa da una bastonata, sei poliziotti feriti“.

Il geologo Aniello Di Iorio, guida escursionistica che lavora a Ischia, in un’intervista all’agenzia di stampa Dire è molto chiaro: “Ischia è sempre stata una zona sismica, nel 1883 qui morirono 2.300 persone. La problematica è complessa, nell’isola abbiamo principalmente due tipi di case, quelle di costruzione più antica, che avrebbero bisogno di una manutenzione che ovviamente non viene effettuata, e quelle di nuova costruzione, edificate in fretta e furia per eludere i controlli di polizia e incrementare il turismo. Dovremmo prendere esempio dal Giappone, soggetto a molti più terremoti di magnitudo molto più elevate, ma con case costruite a norma, che limitano abbondantemente i danni. Adesso a Ischia ci sono molte case pericolanti che cadranno alla prossima minima scossa anzi, viste le condizioni in cui si trovano, non mi sento di escludere che potranno esserci ulteriori crolli nelle prossime ore. Al momento l’isola si sta svuotando, le persone hanno paura, tutti si dirigono verso il porto per andare via. Non ci si può avvicinare alle zone più pericolanti, sorvegliate dall’Esercito e dai Vigili del fuoco che stanno portando avanti le operazioni di soccorso. E’ passato troppo tempo dal terremoto del 1883, e le persone lo hanno dimenticato. Ci auguriamo che dopo il sisma di oggi, si costruiscano nuove case conformi ai parametri antisismici, e che magari, fra tre, quattro generazioni, non vengano ripetuti gli errori per cui Ischia sta pagando oggi“.

Un altro geologo, Alessandro Tibaldi, ordinario di geologia strutturale all’università Bicocca di Milano, ha spiegato in un’intervista all’Adnkronos che quello di ieri sera “è stato un terremoto non molto energetico ma molto superficiale, condizioni nelle quali le onde scuotono in maniera davvero consistente il terreno. Ma il problema dei crolli in questo caso è dovuto al modo in cui si sono costruite le case. La palazzina in cui sono rimasti intrappolati i tre bambini ha a lato un’altra struttura rimasta quasi completamente integra”. Il professore spiega che “nuovi episodi ad Ischia non si possono escludere anche se non è possibile fare previsioni“, così come “va tenuto in considerazione il rischio di nuovi episodi sulla costa Flegrea in un futuro non determinabile“. Ma “non c’è un collegamento diretto tra possibili episodi sismici sulla penisola e il terremoto che ha colpito Ischia – spiega TibaldiCi sono infatti peculiarità geologiche dell’isola che possono spiegare il terremoto di ieri sera, in particolare il sistema magmatico attivo di Ischia, isola che ha origine vulcanica“. La scossa, di magnitudo 4.0, era stata classificata in un primo momento dall’Ingv (istituto nazionale di geofisica e vulcanologia) con un valore di 3.6. “Sono calcoli estremamente complessi, resi in questo caso ancora più difficili dal fatto che il sisma, sembrerebbe, si è sviluppato in mare – spiega il geologo della Bicocca – Per potere avere una stima esatta della profondità e dell’energia del terremoto, l’ideale è avere una distribuzione simmetrica dei geofoni (i sensori con cui si misurano i movimenti del suolo, ndr) sul territorio. In questo caso i geofoni utilizzati sono invece distribuiti tra isola e continente. Ad ogni modo – conclude il professor Tibaldiva ricordato che la prima stima dell’Ingv è avvenuta in automatico e poi sistemata dall’operatore sulla base dei dati“.

Micla Pennetta, referente per la Campania della Aigeo (Associazione Italiana di Geografia fisica e Geomorfologia), docente di Geologia ambientale e Rischi naturali all’Università Federico II di Napoli, ha spiegato che su Ischia “mancano studi locali dettagliati che individuino con precisione le aree in grado di amplificare le scosse sismiche, proprio il fenomeno che ha provocato danni a Ischia dopo un terremoto di intensità media, magnitudo 4.0. Qui il territorio è ricco di tufi, depositi soffici, con una morfologia del terreno che ha favorito una amplificazione locale delle onde sismiche“, ha spiegato l’esperta askanews. Proprio la zona di Casamicciola, il Comune più colpito, “è costituita da questo tipo di rocce che producono localmente delle amplificazioni. Al di là della diversa risposta delle strutture degli edifici e delle tipologie costruttive che poi andrano verificate caso per caso“. La prevenzione, insomma, non è da affidare solo a architetti e ingegneri che costruiscono le case, ma deve coinvolgere anche geologi, geomorfologi, specialisti del territorio. “Al di là dell’abusivismo, il problema è proprio legato all’area su cui si costruisce che dà una differente risposta – ha precisato Pennettaanche per edifici contigui adiacenti la risposta sismica è differente da area a area, quindi andrebbero invece incrementati gli studi del sottosuolo a livello territoriale“. “Per quanto riguarda la sismicità viene tenuta sotto osservazione e monitorata dall’Ingv da specialisti, da sismologi – ha aggiunto – ma lo studio locale deve essere affidato alle amministrazioni locali e questi studi locali in genere non vengono mai affrontati in maniera effettivamente dettagliata“.

Dalle informazioni che ho, oltre alla entita’ della magnitudo, entrano in ballo altri effetti, come l’area di sottuosuolo, la distanza molto bassa con l’epicentro del sisma. Non e’ solo un problema di entita’ ma anche di condizioni del suolo“. Lo ha affemato il presidente del Consiglio nazionale degli Ingegneri, Armando Zambrano. “L’altro aspetto importante riguarda le condizioni dei fabbricati, le epoche non recenti in cui sono stati realizzati crea alcuno punti di vulnerabilità molto alte. Infine – conclude – la costruzione abusiva, di per se’, e’ pericolosa, oltre all’abuso edilizio anche per l’abuso nelle normative di controllo, manca totalmente di autorizzazione sismica e quindi soffre di maggiore vulnerabilità“.