Terremoto Ischia: navi a pagamento per lasciare l’isola, la protesta sui social

  • LaPresse/Gerardo Cafaro
    LaPresse/Gerardo Cafaro
  • LaPresse/Gerardo Cafaro
    LaPresse/Gerardo Cafaro
  • LaPresse/Gerardo Cafaro
    LaPresse/Gerardo Cafaro
  • LaPresse/Gerardo Cafaro
    LaPresse/Gerardo Cafaro
  • LaPresse/Gerardo Cafaro
    LaPresse/Gerardo Cafaro
  • LaPresse/Gerardo Cafaro
    LaPresse/Gerardo Cafaro
  • LaPresse/Gerardo Cafaro
    LaPresse/Gerardo Cafaro
  • LaPresse/Gerardo Cafaro
    LaPresse/Gerardo Cafaro
/
MeteoWeb

Attimi di panico , momenti di tensione, quelli vissuti ad Ischia la notte scorsa. In molti hanno subito pensato di imbarcarsi sulla prima nave in partenza così da lasciare immediatamente l’isola dopo la scossa di terremoto che ha generato morte, crolli e distruzione.

Ciò che però ha suscitato un prevedibile sentimento di sgomento e innumerevoli proteste, è stata la richiesta di pagamento del biglietto da parte delle compagnie di navigazione che fino all’alba hanno effettuato traversate straordinarie: la polemica è ovviamente scivolata anche nei social.

«Vergogna ad Ischia. Stanotte la gente, a migliaia, nel panico più totale, è stata costretta a pagare prima il biglietto e poi ci si poteva imbarcare dopo ore ed ore di attesa alle biglietterie – scrive il produttore cinematografico Gaetano Di Vaio su Facebook – Molte persone hanno fatto a botte per accaparrarsi un biglietto. Quello che andava fatto, era invadere le navi e buttare a mare chiunque si permetteva di chiedere il titolo di viaggio. È uno schifo. Spero che ci siano avvocati pronti ad intervenire per fare causa alle compagnie di navigazione, al comune di Ischia, allo stato italiano. In una situazione di altissimo stato di emergenza, questa cosa è imperdonabile».

Le persone hanno dovuto pagare come da prassi, 18 euro e 20 centesimi per raggiungere Pozzuoli dall’isola.