Terremoto in Norvegia, sismicità ed eventi storici nel paese scandinavo [GALLERY]

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Un terremoto di magnitudo 4.8 è stato registrato ieri in Norvegia, alle 12.48 ora locale. Il sisma, con ipocentro localizzato a soli 2 km di profondità, ha avuto luogo 158 km ad ovest dalla città di Måløy ed oltre 500 km dalla capitale Oslo. Non ha causato danni ma solo apprensione fra la popolazione. La notizia di un sisma in Norvegia ha stupito in molti, in questo periodo di aumentato interesse verso i terremoti, ma non si tratta di un fenomeno anomalo.

La Norvegia è infatti un paese con sismicità medio-bassa, il che significa che possono verificarsi terremoti (anche con magnitudo superiore a 6.0) ma con tempi di ritorno molto lunghi. Spesso si cade nell’errore di considerare “asismici” luoghi dove l’attività sismica è molto rara, ma non bisogna dimenticare che in termini geologici mille anni possono essere davvero pochi, mentre per noi sono un’eternità.

Terremoti di magnitudo inferiore a 5.0 sono più frequenti, ma rimangono fenomeni molto più rari rispetto a quanto succede nel Sud Europa. Fra i paesi dell’Europa Nord-Occidentale comunque, la Norvegia è il più sismico.

I dati forniti dal Norsar, il centro sismologico norvegese, mostrano come terremoti di magnitudo 5 nella scala Richter, o più forti, avvengano in media ogni dieci anni. Terremoti di magnitudo 6.0 hanno invece tempi di ritorno di 100 anni. Il più forte terremoto nella storia recente della Norvegia è quello della regione di Rana, avvenuto il 31 agosto 1819: la magnitudo fu 5.8 nella scala Richter (alcuni autori arrivano a ipotizzare 6.2). A seguire si segnala il terremoto del 1866 nel Vøring Basin (M 5.7), quello nella zona esterna del fiordo di Oslo nel 1904 (M 5.4), e nel cosiddetto Viking Graben nel 1927 (M 5.3). Non si registrano decessi né danni a causa di questi eventi.

norvegia_sismicitaIl più forte sisma degli ultimi anni è stato quello del 1988 nel Vøring Basin (M 5.3) in un’area dove non era stata ancora registrata sismicità in precedenza, ed un altro di magnitudo 5.2 nel Mare del Nord nel 1989. Infine bisogna segnalare la sismicità nelle isole Svalbard, dove nel 2008 è stato registrato un sisma di magnitudo 6.2.

La sismicità della Norvegia è nota come “sismicità intraplacca” perché avviene lontano dai margini tettonici. Questo tipo di sismicità è molto meno pericolosa di quella dovuta alla collisione fra placche, come avviene ad esempio nel Sud Europa (Italia, Grecia, Spagna del sud). Molto meno frequente e con magnitudo inferiori.

La struttura che provoca la maggior parte dei terremoti in Norvegia è il margine continentale situato al largo della costa: variazioni nella struttura della crosta causano assestamenti e conseguente movimento di faglie. Anche i vasti bacini sedimentari situati nel Mare del Nord al largo delle coste norvegesi sono sede di sismicità.

Nella regione di Oslo è presente una struttura graben antica, ed anche questa causa rari eventi sismici, sempre per fenomeni di assestamento. Qui i tempi di ritorno dei terremoti forti sono lunghissimi, anche di migliaia di anni.

Infine una delle causa dei terremoti in Norvegia è legata alla fase di deglaciazione: la penisola Scandinava, ricoperta da enormi spessori di ghiacci fino a poche migliaia di anni fa (un tempo minimo in termini geologici), è diventata “più leggera” una volta che i ghiacci si sono sciolti, a partire dalla fine dell’ultima era glaciale. Questo “alleggerimento” fa sì che le terre emerse si ri-assestino, con movimenti che possono causare sismi di bassa o media magnitudo.