Giappone devastato dal tifone Jebi: vittime, distruzione e disagi [GALLERY]

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Il tifone Jebi ha scoperchiato gli edifici, abbattuto i pali della luce e danneggiato le aziende mentre attraversava la principale isola del Giappone ieri, 4 settembre, con venti di 160 km/h e raffiche fino a 220 km/h. I media giapponesi riportano almeno 11 morti e oltre 600 feriti. Oltre mezzo milione di famiglie a Osaka e nei dintorni sono rimaste senza energia elettrica nella mattina (ora locale) di oggi. Jebi, il tifone più potente ad aver toccato terra in Giappone dal 1993, è stato ora declassato a tempesta tropicale e si sta dirigendo a nord del Giappone.

Le vittime includono almeno 5 persone colpite da oggetti volanti o cadute dai loro appartamenti, tra cui un uomo di circa 70 anni nella prefettura di Osaka. Nella vicina prefettura di Shiga, un 71enne è morto a causa del crollo di un magazzino e un uomo di circa 70 anni ha perso la vita cadendo da un tetto nella prefettura di Mie. Nella prefettura di Hyogo, circa 100 auto di una concessionaria vicino al mare hanno preso fuoco dopo che i loro sistemi elettrici sono stati mandati in corto circuito dall’acqua del mare.

Il tifone ha toccato terra nella prefettura di Tokushima e poi di nuovo a est di Kobe, nella prefettura di Hyogo, portando venti devastanti e violenti acquazzoni. La prefettura di Osaka ha subito le condizioni peggiori della tempesta, con 1,5 milioni di persone rimaste senza energia elettrica durante il picco del maltempo. I servizi ferroviari hanno riportato numerose cancellazioni a causa dei danni inflitti da Jebi e numerosi veicoli pesanti sono stati ribaltati dalla forza del vento sui ponti e le autostrade del Paese, provocando la chiusura di alcuni snodi stradali.

Uno degli aeroporti più affollati del Giappone, il Kansai International Airport, rimane chiuso fino a data da destinarsi. L’aeroporto è costruito su due isole artificiali nella Baia di Osaka e i mari mossi causati dal tifone hanno allagato le piste, i depositi e altre strutture, come potrete vedere nelle foto della gallery a corredo dell’articolo. Un passeggero è stato lievemente ferito dalle schegge di una finestra mandata in frantumi dalla tempesta. Le autorità aeroportuali dichiarano di non sapere quando l’aeroporto potrà tornare operativo. Gli allagamenti sono diminuiti, ma devono ancora essere condotte delle valutazioni per stimare i danni riportati da attrezzature essenziali per le operazioni di volo.

Il tifone ha anche lasciato 5.000 passeggeri bloccati nello scalo: i mari mossi, infatti, hanno scagliato una petroliera contro il ponte che collega l’aeroporto alla terraferma. Il ponte e la nave hanno subito dei danni, ma fortunatamente i membri dell’equipaggio a bordo non hanno riportato ferite. I passeggeri hanno trascorso la notte in aeroporto, per poi essere trasportati ad un vicino aeroporto di Kobe via mare o tramite bus che hanno percorso una delle due strade del ponte rimaste intatte dopo lo schianto della nave. I passeggeri rimasti bloccati in aeroporto sono apparsi esausti ma sollevati dopo aver passato una notte difficile al buio. Hideko Senoo, 51 anni, ha dichiarato che il terminal era caldo e buio dopo aver subito un blackout e che non ha nemmeno potuto comprare da bere poiché i negozi sono stati subito svuotati.

La chiusura dell’aeroporto sta facendo sorgere molte preoccupazioni per i suoi effetti sul turismo e sulle esportazioni. L’aeroporto ha servito 28 milioni di passeggeri lo scorso anno e il numero è destinato a crescere grazie all’apertura al turismo da parte del Paese. È una porta per i turisti che desiderano visitare Osaka, Kyoto e Kobe ed esporta 50 miliardi di dollari di beni, soprattutto chip per computer, parti elettroniche e altre attrezzature, principalmente verso destinazioni asiatiche, come Cina e Corea del Sud, ma anche verso Europa e Stati Uniti. Le aziende dell’area, come Daihatsu Motor Co., Panasonic, il produttore di bibite Kirin Co., hanno sospeso la produzione nella maggior parte delle sedi ad Osaka e nelle prefetture vicine. Il parco tematico della Universal Studios di Osaka è rimasto chiuso per il secondo giorno di fila, ma dovrebbe riaprire domani, 6 settembre.

Tokyo ha evitato le condizioni peggiori ed è stata colpita solo da brevi acquazzoni e forti venti che hanno bloccato gli automobilisti sulle strade della città. Jebi è il quarto tifone a colpire il Giappone quest’anno e segue Cimaron, che ha attraversato il Paese meno di due settimane fa. Il Giappone ha già subito la sua peggiore catastrofe in decenni per quanto riguarda le alluvioni all’inizio di questa estate, quando oltre 220 persone hanno perso la vita dopo giorni di intense precipitazioni nella parte meridionale del Paese. A questo, è seguita un’ondata di caldo che è costata la vita ad oltre 100 persone e che ha portato la temperatura più alta mai registrata in Giappone.