Tra strane creature e inquinamento, ecco i risultati delle ultime esplorazioni oceaniche [GALLERY]

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L’esplorazione oceanica è un settore dinamico e stimolante. Ogni giorno si susseguono nuove scoperte, sempre più dettagliate grazie ai progressi della tecnologia e ai risultati importanti nel campo della scienza delle profondità oceaniche. Proprio ieri, 21 ottobre, si è concluso, presso la Monmouth University di New York, il National Ocean Exploration Forum, nel corso del quale sono stati presentati i risultati di due spedizioni scientifiche nelle profondità marine. Esplorando le profondità dell’Astoria Canyon, al largo della costa occidentale degli Usa, i Rov dell’E/V Nautilus, nave oceanografica dell’Ocean Exploration Trust hanno rivelato l’esistenza di almeno 500 camini e aree da cui filtra metano, mentre a circa 850 m di profondità sul fondo del canyon sono stati colpiti da un’enorme biodiversità, scoprendo una moltitudine di invertebrati bentonici tra cui stelle marine, anemoni e cetrioli di mare. Il Rov Hercules ha estratto carote di sedimenti, metano, substrato di carbonato e alcuni campioni biologici accuratamente selezionati, mentre a trasmettere le immagini (quasi aliene per via della loro spettacolarità) del fondale marino è stato soprattutto il Rov Argus. Lo stesso fondatore e direttore dell’Ocean Exploration Trust spiega che tutta la costa al largo di Washington, Oregon e California sia un gigantesco filtratore di metano che, come noto, può accelerare il riscaldamento globale, trattandosi di un gas serra 40 volte più potente dell’anidride carbonica. Proprio per stimare l’impatto delle emissioni sottomarine di metano sul riscaldamento globale futuro, occorrerà realizzare una baseline di ciò che attualmente sta fuoriuscendo dai fondali marini. Grazie alle immagini girate dai sommergibili della Okeanos, gestita dalla National Oceanic Atmospheric Administration Usa, si sono potute ammirare le straordinarie creature marine, rare e insolite, scoperte continuamente dagli scienziati… creature simili a globi incandescenti, calamari vampiro, cetrioli di mare, ma a suscitare forte interesse è stato un pleurobranco viola, parente stretto dei nudibranchi che, dopo il campionamento, ha iniziato a dividersi, rivelandosi alla fine, composto da due lobi distinti.