Tsunami Indonesia, si aggrava il bilancio: oltre 220 morti, quasi un migliaio di feriti e centinaia di case distrutte [GALLERY]

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“L’Indonesia è ancora sconvolta dallo tsunami e dal terremoto che ha colpito Sulawesi tre mesi fa“, lo sottolinea, in una nota, Fransisca Fitri, Country Director di ActionAid Indonesia spiegando che “il numero delle vittime e dei feriti sono in aumento: sappiamo che, anche se le famiglie sono riuscite a fuggire o sopravvivere alle maree, le loro case e i loro mezzi di sussistenza sono stati spazzati via. Si dice che il numero di case gravemente danneggiate superi le 400 finora e ci aspettiamo che questo numero aumenti sempre di più“. ActionAid – ricorda la nota – promuove interventi contro ogni ingiustizia sociale in Indonesia, uno tra i paesi asiatici con il maggior livello di disuguaglianza economica e sociale.

Il governo indonesiano, intanto, ha ammesso che lo “tsunami vulcanico” si è abbattuto sulle coste ad ovest di Banten causando numerosi danni perché il Paese ha solo un sistema di allerta per questo tipo di eventi provocati da terremoti. Il portavoce dell’agenzia di protezione nazionale ha spiegato che non vi è stato nessun allarme prima dell’arrivo dell’enorme onda nello stretto di Sunda, perché l’Indonesia non ha ancora sviluppato un sistema di allarme per eventi provocati da frane sottomarine o eruzioni vulcaniche. Ed è proprio un fenomeno del genere che ha provocato il disastro di sabato notte, ha spiegato il portavoce, precisando che lo tsunami è stato attivato da una frana sottomarina provocata dall’eruzione del vulcano Anak Krakatau, circostanza che si è combinata con un’onda di marea più alta del solito a causa della luna piena. (Leggi anche: Catastrofe in Indonesia, l’esperto: “Tsunami causato da una frana marina, meccanismo simile a quello dello Stromboli).

Da questa mattina arrivano nei nostri centri persone rimaste ferite nello tsunami e vengono portati i corpi delle vittime. Nel corso della giornata è aumentato il numero e ci aspettiamo che questo continui nei prossimi giorni“. E’ questa la testimonianza di Daniel von Rege, “country director” di Medici Senza Frontiere in Indonesia, dal distretto di Pandeglang, uno dei più colpiti dallo tusnami, dove Mfs gestisce due centri della salute, a Labuan e Carita. “Stiamo lavorando con le strutture sanitarie locali e del ministero per rispondere alle esigenze più immediate: i casi più gravi sono trasferiti in ospedali più grandi e le autorità locali stanno prendendosi cura dei corpi delle vittime“, aggiunge von Rege spiegando poi che Mfs sta fornendo un suo sostegno anche sul fronte “del controllo di infezioni e degli standard igenici”. E che con la sua presenza nelle zone così duramente colpite continuerà a “sostenere le autorità sanitarie locali fino a quando sarà necessario”.

Le notizie e le immagini che ci arrivano dall’Indonesia sono sconvolgenti. Siamo accanto alle famiglie delle vittime ed al loro dolore e speriamo che molte persone possano ancora essere salvate“. Così il portavoce di Angela Merkel ha espresso su Twitter le condoglianze e la solidarietà della cancelliera tedesca a nome dei tedeschi all’Indonesia dopo lo tsunami che si è abbattuto tra Sumatra e Java provocando almeno 220 vittime e quasi un migliaio di feriti.