Uragano Harvey in Texas: “disastro incombente, lasciate le case e state attenti agli alligatori”. Le FOTO in diretta

/
MeteoWeb

Sul Texas incombe un “disastro” per il passaggio dell’uragano Harvey. E’ l’avvertimento di Brock Long, il capo della Fema, l’Ente federale Usa per la gestione delle emergenze. “Il Texas sta per avere a che fare con un grave disastro“, ha detto alla Cnn, spiegando che la sua preoccupazione maggiore riguarda i cittadini che non hanno ascoltato gli appelli ad evacuare le abitazioni in vista dell’arrivo dell’uragano, previsto su Texas e Louisiana la prossima notte. Per Long il tempo a disposizione per lasciare le abitazioni sta per scadere. “La tempesta puo’ uccidere il maggior numero di persone e causare una ingente quantita’ di danni“.

Il Texas si prepara con massicce evacuazioni all’arrivo di Harvey, un uragano per ora di categoria 2 (su una scala di 5) che potrebbe essere il peggiore nella zona dopo Wilma nel 2005. Si tratterà del primo test dell’amministrazione Trump con l’emergenza disastri ambientali. I servizi federali americani incaricati delle operazioni di soccorso hanno ammonito che il Texas subirà un “disastro molto serio“, lanciando un appello agli abitanti delle zone minacciate da inondazioni devastatrici ad evacuare immediatamente. I venti che accompagnano l’uragano si sono rinforzati sino a picchi di 175 km/h secondo i dati comunicati dal centro nazionale degli uragani, secondo cui Harvey potrebbe diventare un uragano di categoria 3, con venti superiori a 209 km/h. Il punto di entrata in Texas sara’ a Corpus Christi: Harvey si trova ora ad oltre 200 km di distanza e avanza a 17 km/h. L’allerta uragano e’ stata emessa su un raggio di circa 500 km di costa texana.

Uragano Harvey, “allerta per gli alligatori”

Le autorita’ di alcune contee del Texas hanno diramato una allerta alligatori: con le forti piogge “aspettate di trovarli fuori dall’acqua, cercano solo terreno piu’ alto, lasciateli soli finche’ le acque non defluiranno”, e’ il ‘warning’ lanciato dall’ufficio dello sceriffo della contea di Fort Bend, che su Twitter accompagna il messaggio con le immagini di alligatori davanti alle porte di case o sotto le automobili.

Uragano Harvey, Airbnb aiuta gli sfollati a trovare casa

Il gigante delle ‘case-vacanza’ Airbnb si e’ messo al servizio delle persone sfollate in Texas a a causa dell’uragano Harvey aiutandole a trovare un posto in cui stare gratuitamente nei prossimi giorni, quando la tempesta si abbattera’ sullo Stato americano. Lo riporta Time. Non e’ la prima volta che Airbnb collabora con i servizi d’emergenza e governi locali in caso di catastrofi naturali come questa. Sul sito e’ stata pubblicata una lista di case disponibili da oggi fino a settembre, nonche’ un elenco di proprietari di appartamenti che si sono resi disponibili ad ospitare persone nei giorni dell’uragano.

Uragano Harvey, settore petrolifero in tilt

L’uragano Harvey sta puntanto sul Texas, lo Stato americano che rappresenta l’epicentro del settore petrolifero della nazione. Avanzando con una velocita’ di 170 chilometri orari, dovrebbe toccare terra tra questa notte e domani mattina. Rischia di essere il piu’ forte a colpire il suolo americano da quasi 12 anni e di mandare in tilt il comparto energetico nel Golfo del Messico, dove viene generato il 17% circa della produzione petrolifera nazionale pari a 9,5 milioni di barili al giorno. In quella zona inoltre e’ concentrato il 45% delle attivita’ di raffinanzione degli Usa. Per questo il contratto ottobre del greggio al Nymex sale dello 0,2% a 47,54 dollari al barile. L’incremento e’ frenato da timori di una domanda in calo. Il National Hurricane Center – divisione del National Weather Service, agenzia federale che elabora le previsioni meteorologiche – ha parlato del rischio di inondazioni mortali. Anche se Harvey dovrebbe dirigersi a Sud del Texas, evitando dunque di colpire le principali aree produttive petrolifere, i gruppi del settore sono corsi ai ripari, cosa che almeno nel breve termine dovrebbe ridurre la produzione. Royal Dutch Shell, Anadarko Petroleum e Exxon Mobil hanno evacuato le piattaforme nel Golfo. Anche un freno alle attivita’ delle raffinerie potrebbe ridutte l’output Usa, comunque sostenuto dalle aree interne al Paese dove si concentra la produzione di shale oil.