Uragano Michael, la Florida si prepara ad una delle peggiori tempeste della storia: allarme per una “Storm Surge” fino a 6 metri! [FOTO e VIDEO]

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La Costa del Golfo sta terminando le ultime preparazioni in vista dell’arrivo dell’uragano Michael, che potrebbe essere una delle peggiori tempeste della storia dell’area. Secondo gli ultimi aggiornamenti, Michael è ora un uragano di categoria 4 con venti massimi di 210 km/h. La tempesta si trova circa 273 km a sud di Apalachicola, in Florida, e si sta muovendo verso nord a circa 19 km/h. Michael potrebbe acquisire ulteriore potenza prima di toccare terra vicino Panama City, Florida, nel pomeriggio odierno.

Evacuazioni obbligatorie sono in vigore per almeno 120.000 persone in gran parte della Costa del Golfo settentrionale della Florida, dove sono stati mobilitati 2.500 uomini della Guardia Nazionale. Alabama, Florida e Georgia hanno dichiarato lo stato di emergenza mentre i residenti dell’area si preparano per effetti potenzialmente letali. Rick Scott, governatore della Florida, ha definito Michael una “enorme tempesta” che potrebbe portare “totale devastazione” in alcune parti dello stato, esortando circa 50 famiglie che sono rimaste a St. George Island, su un’isola barriera vicino Apalachicola, ad evacuare. “Non potete nascondervi dalla Storm Surge. Questa tempesta è mortale”, ha dichiarato.

Le bande di pioggia esterne di Michael si stanno avvicinando alla Florida e le condizioni peggioreranno nel corso della giornata. La pioggia ha già iniziato a cadere a Panama City mentre Michael si avvicina alla costa. A Fort Myers Beach, in Florida, è già stato riportato l’innalzamento del livello del mare, con la “Storm Surge” già in atto. Altre aree lungo la Costa del Golfo della Florida riportano alta marea e inondazioni costiere, come potrete vedere dai video in fondo all’articolo.

Il Servizio Geologico statunitense dichiara che l’innalzamento del livello del mare provocato dall’uragano probabilmente eroderà il 75% delle spiagge della Florida e inonderà oltre il 25% delle dune costiere, causando inondazioni oltre la linea di protezione. Se Michael rimarrà sulla traiettoria prevista, gli effetti della “Storm Surge” saranno più gravi ad est dell’occhio della tempesta, dove i livelli dell’acqua e delle onde potrebbero salire a 5-6 metri e le piogge raggiungere i 300 mm. Nelle acque aperte del Golfo del Messico sono previste onde alte 12 metri.

Diverse scuole e università degli USA sudorientali sono chiuse a causa della tempesta, soprattutto in Florida, Alabama e Georgia. Sono attesi blackout diffusi e le aree più colpite dalla tempesta potrebbero restare senza energia elettrica per 7 giorni. Il Pensacola International Airport ha annunciato che resterà chiuso a partire da oggi a causa dell’arrivo dell’uragano. A Panama City Beach, oltre la metà dei voli in arrivo all’aeroporto è stata cancellata così come la metà dei voli in partenza. Anche il Tallahassee International Airport sta facendo i conti con le cancellazioni. Le compagnie energetiche hanno bloccato quasi un quinto della produzione petrolifera del Golfo del Messico ed evacuato il personale di 13 piattaforme.

La Georgia potrebbe essere investita da raffiche di vento di 97 km/h e precipitazioni di 80-130 mm, con quantitativi localmente più alti, fino a 180 mm. Anche le Carolina potrebbero essere colpite da Michael tra stanotte e domani, 11 ottobre, con 50-130 mm di pioggia. Michael non dovrebbe colpire i due stati in maniera simile all’uragano Florence, ma i residenti sono invitati a non abbassare la guardia. La tempesta potrebbe rallentare gli sforzi di recupero dopo i venti e le alluvioni di Florence: le strutture che hanno riportato danni con la precedente tempesta saranno esposte a grandi rischi e il suolo saturo di alcune zone potrebbe facilitare alluvioni lampo e alberi abbattuti. Michael non dovrebbe provocare gli stessi straripamenti dei fiumi innescati da Florence e la situazione dovrebbe già migliorare nella giornata di venerdì 12 ottobre.

Nel frattempo, il bilancio delle vittime causate da Florence è salito a 51: l’ultima vittima è un uomo di 68 anni morto per una malattia naturale aggravata dagli effetti della tempesta. 40 morti solo nella Carolina del Nord, le altre 11 tra Carolina del Sud e Virginia.