“Yes, we can stop ttip”, così Greenpeace si mobilita [FOTO]

  • LaPresse/Ufficio Stampa Greenpeace/Lorenzo Moscia
    LaPresse/Ufficio Stampa Greenpeace/Lorenzo Moscia
  • LaPresse/Ufficio Stampa Greenpeace/Lorenzo Moscia
    LaPresse/Ufficio Stampa Greenpeace/Lorenzo Moscia
  • LaPresse/Ufficio Stampa Greenpeace/Lorenzo Moscia
    LaPresse/Ufficio Stampa Greenpeace/Lorenzo Moscia
  • LaPresse/Ufficio Stampa Greenpeace/Lorenzo Moscia
    LaPresse/Ufficio Stampa Greenpeace/Lorenzo Moscia
  • LaPresse/Ufficio Stampa Greenpeace/Lorenzo Moscia
    LaPresse/Ufficio Stampa Greenpeace/Lorenzo Moscia
  • LaPresse/Ufficio Stampa Greenpeace/Lorenzo Moscia
    LaPresse/Ufficio Stampa Greenpeace/Lorenzo Moscia
  • LaPresse/Ufficio Stampa Greenpeace/Lorenzo Moscia
    LaPresse/Ufficio Stampa Greenpeace/Lorenzo Moscia
/
MeteoWeb

Inaugurata oggi da Greenpeace la giornata di mobilitazione nazionale contro il Ttip (Partenariato Transatlantico sul Commercio e gli Investimenti). L’associazione ecologista ha aperto dalla terrazza del Pincio a Roma un grande striscione che raffigura Obama e la scritta “Yes we can stop Ttip“. Il Ttip, afferma Greenpeace “è una minaccia per la democrazia, la protezione dell’ambiente, gli standard di sicurezza sulla salute, le condizioni dei lavoratori, a tutto vantaggio delle multinazionali, a cui verrebbe dato un potere senza precedenti“.

Milioni di persone si sono già mobilitate in tutta Europa per fermare questo accordo, “scegliendo di difendere gli standard comunitari sulla sicurezza del cibo, sull’uso di sostanze tossiche, sull’assistenza sanitaria e sui diritti dei lavoratori“, sottolinea l’associazione, e per questo, nell’ambito della mobilitazione nazionale, a Roma questo pomeriggio circa 300 organizzazioni daranno vita a un grande corteo che partirà alle 14 da Piazza della Repubblica, per terminare in Piazza San Giovanni. “È necessario uno stop immediato ai negoziati sul Ttip, ed è l’ora della trasparenza” avverte Federica Ferrario, responsabile campagna Agricoltura di Greenpeace Italia. “Chiediamo che vengano immediatamente resi pubblici i capitoli mancanti dell’accordo, oltre a quelli già noti grazie ai leaks di Greenpeace Olanda, e che si dia inizio a un vero dibattito pubblico. Sono molti i cittadini e i rappresentanti della società civile che hanno già espresso forte preoccupazione su questo trattato: è ora fare chiarezza” incalza l’attivista.