L’Età degli alberi

L’Età degli alberi

A cura di Renato Sansone

Come si formano gli anelli di accrescimento degli alberi, e cosa mostrano? Come si fa a stabilire l’età di un albero e quanti anni possono raggiungere nella nostra penisola? Ecco una panoramica che ci porterà a conoscere questi e tanti altri dettagli.

 

Gli alberi sono le più antiche creature viventi e sono numerosi quelli che possono raggiungere età secolari anche nel nostro paese. Si possono infatti ammirare esemplari di grandi dimensioni ed età vetuste di querce, aceri, tigli, bagolari, platani, ed altri ancora sia in parchi e giardini, sia in natura. Molto meno comuni sono invece le piante che raggiungono età millenarie: tra queste ricordiamo il Tasso che pare che possa raggiungere addirittura i 2000 anni; il cipresso che può diventare ultramillenario, l’olivo ed il castagno. Naturalmente alberi così vecchi sono abbastanza rari. Olivi millenari ne esistono in Sardegna e sull’Etna, la cui età non è nota con certezza ma pare che superi il millennio. Tra i cipressi troviamo quello di un convento francescano a Verucchio (nei pressi di Rimini) che pare sia stato piantato da San Francesco.

Le conifere basse e contorte delle white mountains californiane sono in vita da circa 5000 anni ed avevano già più di 1000 anni quando ebbe inizio la civiltà degli antichi Greci verso il 1200 A.C. Quasi altrettanto longeve sono le massicce Wellingtonia, anch’esse californiane, che hanno raggiunto un età di circa 3400 anni.

 

 

Come si formano gli anelli

 

 

 

Quando un albero, che vive in regioni a clima temperato, come nel nostro paese, viene abbattuto, sul tronco tagliato si possono notare diversi cerchi. Ognuno di questi cerchi corrisponde ad un anno di crescita. Gli alberi crescono solo nel periodo più caldo dell’anno che di solito si verifica tra Marzo e Ottobre, e l’accrescimento del legno primaverile differisce dall’accrescimento estivo. In primavera, si formano cellule dalle pareti sottili e con lume ampio, che portano acqua e sali minerali (linfa) dalle radici alle parti dell’albero che stanno rapidamente crescendo. In estate, invece si formano cellule dalle pareti più spesse per conferire robustezza alle parti neonate. Il legno primaverile a pareti sottili, ha colore più chiaro del legno estivo, a pareti più spesse e,sebbene i due legni si saldino tra loro nel corso della crescita annuale, quello estivo scuro, che si forma alla fine della stagione di crescita, si nota chiaramente riapetto al legno chiaro primaverile della stagione successiva, e forma quindi un anello.

 

 

Come stabilire l’età di un albero

 

 

 

Gli anelli annuali non hanno necessariamente tutti lo stesso spessore. Essi rivelano non solo l’età di un albero ma anche la sua storia: indicano, per esempio, se c’è stato un anno di siccità in cui la crescita è stata limitata, determinando un anello più stretto. Mostrano anche eventuali ostacoli alla crescita, quali gelate, danni da fuoco, o da animali da pascolo. E’possibile contare gli anelli annuali in un albero ancora vivo. Si fa con uno strumento detto “succhiello”, il quale viene conficcato nel tronco in direzione del suo centro e taglia un campione di legno, spesso quanto una matita, sul quale una volta estratto si può contare il numero degli anelli. Un altro metodo per stabilire l’età degli alberi più grandi consiste nel misurare la circonferenza del tronco ad un’altezza di circa 1,5 metri dal suolo. Sebbene un albero vecchio cessi di crescere in altezza, deve continuare a formare anelli annuali per nutrirsi, cosicchè la circonferenza del tronco aumenta finchè vive. Con misure ripetute di alberi di grandi dimensioni si è potuto stabilire che, in media, un albero che abbia chioma integra aumenta la propria circonferenza di circa 2,5 cm l’anno, sempre che non viva in condizioni di sovraffollamento. Gli alberi che crescono invece nei boschi in situazione di competizione con altri alberi, aumentano la propria circonferenza di 2,5 cm ogni 2 anni, e quelli che vivono confinati su spazi ristretti, per esempio nei viali, aumentano la propria circonferenza in egual misura in circa 1 anno e mezzo. Sebbene gli alberi giovani, solitamente, crescano più rapidamente di quelli vecchi, i 2,5 cm l’anno possono rappresentare un valore medio. Cosicchè un albero che abbia la circonferenza di circa 2,5 m e che cresca in uno spazio libero conta probabilmente circa 100 anni.

 

L’età di una conifera può essere valutata anche dalla disposizione dei rami, un metodo che si rivela accurato per gli esemplari abbastanza giovani. I rami sono disposti in verticilli, che sono composti da vari rami che crescono in direzione pressochè orizzontale intorno al tronco a una medesima altezza. I verticilli sono evidenti in tutte le conifere, fino a 40-50 anni d’età, a eccezione dei cipressi, ma sono soprattutto visibili negli abeti e nei pini. I verticilli si originano da gemme laterali raggruppate alla base della gemma apicale, e ad ogni primavera da tutte queste gemme si originano nuovi rami. Ciascun verticillo di rami risulta perciò diviso da un tratto di tronco che è stato originato dalla gemma apicale; il verticillo è il tratto di tronco sovrastanti rappresentano la crescita di un unico anno. Sebbene da un germoglio principale si possano sviluppare altri getti laterali, questi non si dispongono in verticilli e non sono robusti quanto quelli di un verticillo. L’età di un albero può essere stabilita contando i verticilli, ma è sempre bene aggiungervi qualche anno per i rami inferiori che in certe annate possono andare perduti. I rami che sono stati tagliati lasciano di solito cicatrici visibili per vari anni. Un cerchio di cicatrici intorno al tronco indica l’inizio di una crescita annuale. Talora, comunque, un albero può sviluppare due verticilli nel corso di un unico anno. Ciò può accadere nel corso di una stagione estiva protrattasi a lungo e seguita da un autunno mite, quando cioè le gemme, che si sono sviluppate nell’estate, per poter crescere nell’anno successivo, vengono stimolate ad aprirsi precocemente, nel tardo Agosto, a causa della temperatura favorevole. I getti che si originano da questa ripresa vegetativa autunnale sono però in genere di dimensioni inferiori rispetto a quelli normali.

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