Manovra anti-crisi, Prestigiacomo infuriata: “sui rifiuti c’è un regalo alle ecomafie”

Il Ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo (nella foto), non ha preso bene la manovra finanziaria varata ieri sera dal Governo per fronteggiare l’attuale crisi economica, e ha diffuso una nota denunciando la ”gravissima e inaspettata norma contenuta nella manovra che cancella il Sistema informatico di tracciabilita’ dei rifiuti. Un vero e proprio regalo alle ecomafie”.
Secondo il ministro il sistema Sistri ”avrebbe consentito il controllo e la movimentazione di tutti i rifiuti speciali nel Paese che rappresentano l’80% di quelli prodotti”. ”La tracciabilita’ dei rifiuti – prosegue la Prestigiacomoe’ un obbligo comunitario e tutti sanno che l’attuale sistema cartaceo consente frodi e abusi e non e’ in grado di fornire in tempo reale, tanto al ministero dell’Ambiente quanto alle forze dell’ordine, un quadro della movimentazione dei rifiuti. I dati nazionali disponibili hanno un ritardo di due anni”. ”A parole – aggiunge il ministro – sosteniamo di voler risolvere il problema dei rifiuti che vede mezza Italia in emergenza ma poi facciamo i regali alla criminalita’ organizzata in nome della semplificazione amministrativa che pero’ stavolta obblighera’ le imprese, nel terzo millennio, a usare china e carta anziche’ il computer. Mi appello al senso di responsabilita’ di tutti – continua Prestigiacomo affinche’ si possa correggere questo clamoroso autogol”. Il ministro sottolinea quindi che ”le imprese sane e le associazioni di categoria non hanno mai chiesto di cancellare il Sistri ma hanno chiesto modifiche e gradualita’ nell’entrata in vigore. Tutte richieste che sono state accolte. Buttare ora il bambino con l’acqua sporca – conclude il ministro – e’ un colpo alla legalita’ e alla lotta alla criminalita’”.
Dopotutto la Prestigiacomo non sarà l’unica a lamentarsi: in periodi di crisi bisogna recuperare fondi, e in tanti – dopo l’annuncio della manovra – non sorrideranno. Una nuova polemica, è certo, si scatenerà sul taglio alle sovvenzioni per le energie rinnovabili.
Da qualche parte, però, questi benedetti soldi bisognerà pure recuperarli.

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