La Sicilia, così come la Calabria non è interessata in modo forte dai tagli agli enti locali previsti dalla manovra anti-crisi varata dal Governo: al contrario di altre Regioni come Sardegna, Toscana e Piemonte, in cui le Province saranno più che dimezzate, in Sicilia dovrebbero esserne soppresse solo 2, proprio come in Calabria. Due su 9, però: quindi ne rimarranno 7. Si tratta delle Province di Caltanissetta e di Enna che contano, rispettivamente, 271 mila e 172 mila abitanti. Si salva Ragusa che ha 318 mila abitanti, mentre le altre ne hanno molti di più: tra 400 e 450 mila Agrigento, Trapani e Siracusa, oltre 650 mila Messina, oltre un milione Palermo e Catania.
La provincia di Caltanissetta è una Provincia storica della Sicilia, tanto che nacque non appena venne istituita la divisione provinciale nella regione, insieme a quelle di Palermo, Catania, Messina, Siracusa, Trapani e Agrigento nel lontanissimo 1818 quando il territorio di Caltanissetta comprendeva anche il 40% dell’attuale provincia di Enna (e il capoluogo di allora, Castrogiovanni, si trovava proprio in quest’area) e il 10% dell’attuale provincia di Ragusa.
Il Presidente della Provincia è Giuseppe Federico dell’Mpa: il suo mandato scade nel 2013, e potrebbe essere lui – quindi – l’ultimo presidente di questo storico territorio. Il comune più grande della Provincia è Gela, che ha quasi 80 mila abitanti, mentre Caltanissetta è fermo a 60 mila. Niscemi, poi, ne ha 23 mila mentre tutti gli altri comuni hanno meno di 12.000 abitanti.
La Provincia di Enna, invece, è più recente: è stata istituita dal fascismo nel 1926 e, come per Caltanissetta, il mandato dell’attuale governo Provinciale (guidato da Giuseppe Monaco di centro/destra) scade nel 2013. Enna, con 28 mila abitanti, è il principale comune della Provincia, seguito da Piazza Armerina con 21 mila residenti.
Dove confluiranno i territori delle due Province in via di soppressione? Enna & dintorni potrebbero legarsi a Catania, mentre la maggior parte dei comuni di Caltanissetta dovrebbero andare con Agrigento. Solo dai dettagli della manovra del governo, però, potremo capire quali saranno le modalità di divisione del territorio.
Intanto, però, dai dati di http://www.comuni-italiani.it/ possiamo elencare tutti i comuni Siciliani con meno di 1.000 abitanti: sono quelli che rischiano di sparire o comunque di essere accorpati, così come prevede la manovra.
Anche qui, come per le Province e come per la Calabria, non ci sono comuni “storici” che rischiano di sparire. Ma andiamo con ordine:
La Provincia di Palermo ha 82 comuni, di cui solo 4 hanno meno di milel abitanti: si tratta di Santa Cristina Gela, Scillato, Campofelice di Fitalia e Sclafani Bagni.
La Provincia di Catania ha 58 comuni. Il più piccolo è Milo, con 1.089 abitanti: nessun comune del Catanese, quindi, è a rischio.
La Provincia di Messina, invece, ha ben 23 comuni con meno di mille abitanti su un totale di 108. Quelli a rischio sono Antillo, Casalvecchio Siculo, Malfa, Tripi, Forza d’Agrò, Limina, Motta Camastra, Santa Marina Salina, Reitano, Motta d’Affermo, Alì, Malvagna, Frazzanò, Moio Alcantara, Roccella Valdemone, Leni, BAsicò, Mongiuffi Melia, Mandanici, Floresta, Condrò, Gallodoro e infine Roccafiorita che ha appena 232 residenti.
La Provincia di Agarigento ha 43 comuni. Solo uno ha meno di mille abitanti, si tratta di Comitini.
La Provincia di Trapani ha 24 comuni, tutti superiori ai mille abitanti come per Catania. Il più piccolo è Poggioreale con 1.576 residenti.
La Provincia di Siracusa ha 21 comuni. Solo uno, Cassaro (819 abitanti) è a rischio.
La Provincia di Ragusa ha appena 12 comuni. Il più piccolo ha oltre 3.000 abitanti, quindi non c’è alcun rischio.
La Provincia di Caltanissetta ha 22 comuni. Solo Bompensiere ha meno di mille abitanti (624).
La Provincia di Enna, infine, ha 20 abitanti di cui il solo Sperlinga, con 895 residenti, rischia di essere tagliato.


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