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Torna la neve a Roma: si rinnova il prodigio del “Miracolo della Madonna” del 358 d.c.

venerdì 5 agosto 2011, 01:28 di

Era il 5 agosto del 358 d.C. e a Roma avvenne il miracolo: il tempo cambiòrapidamente e sul colle Esquilino nevicò.
La Madonna, secondo la leggenda, aveva chiesto una casa tutta per sè in uno dei sette colli di Roma lì dove avrebbe nevicato e i romani realizzarono il suo desiderio, cioè la basilica di Santa Maria Maggiore, la più grande tra le oltre 100 chiese Romane dedicate alla Vergine e la quarta delle basiliche patriarcali di Roma. Il papa Liberio tracciò con la veste bianca sul colle innevato il suo perimetro.
Il “miracolo della Madonna della neve a Roma” è conosciuto in tutto il mondo e dai romani è considerato l’evento più rappresentativo delle tradizioni capitoline.

E stasera, a Roma, nevicherà di nuovo. Certo, in modo artificiale, ma grazie alla collaborazione tra il Vaticano e l’amministrazione comunale, si ripeterà un evento che da anni tende a potuto conservare questa tradizione sentitissima.
Alle 21:00 nella piazza della basilica di Santa Maria Maggiore nevicherà graze a dei cannoni spara neve artificiali. Un lembo del “cielo liberiano” antico di Roma riproporrà con la luce e raggi laser la rievocazione del prodigio sulla chiesa e sulle architetture circostanti, come in uno scenario cosmico e si illuminerà con archi riflessi di luce. Il teatro sarà la piazza con fondali storici, le statue si animeranno con lo stupore e la meraviglia verso l’assoluto.

L’architettura della facciata barocca di Ferdinando Fuga sarà scomposta in un gioco di luci ed ombre accompagnata dalle musiche del messia di Haendel; gli effetti speciali simuleranno il prodigio del 358 d.c. nel cielo dell’Esquilino, irradieranno lo spazio e stabiliranno il legame tra passato e presente. Apparizioni celesti uniranno la speranza, la memoria, la rievocazione. Dai terrazzamenti dello spazio storico le macchine fabbrica-neve unite in una grande nevicata sorreggeranno la volta del cielo luogo dell’apparizione della Vergine per abbracciare gli umili. Gli spettatori di quest’evento saranno immersi nella contemplazione, nella pace e nell’amore. L’artista, come nel Rinascimento – da alcuni anni l’evento è affidato all’architetto Cesare Esposito -, deve scendere in piazza e tramutare il racconto in un sogno per conquistare l’enfasi del prodigio e dell’arte.

E allora non ci resta che augurare buona Neve a tutti i Romani.
Nel segno delle tradizioni e delle leggende cristiane e Romane che, a prescindere da idee politiche e religiose, sono simboli d’identità per tutte le popolazioni di origine latina.

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