Nello Spazio ci sono più di 42.000 rottami e frammenti

Ci sono più di 22.000 rottami nello Spazio, in orbita intorno alla terra, di tutte le dimensioni e con una velocita’ di oltre 28 mila km all’ora, secondo il ‘censimento’ piu’ recente. E’ la  spazzatura spaziale, costituita da vecchi satelliti ormai fuori uso, come l’Uars che domani precipiterà nel pianeta, e da quelli ridotti in particelle dal rientro nell’atmosfera, insieme con stadi di razzi vettori esausti e altri relitti della corsa allo spazio.

Secondo un recente studio del Consiglio nazionale delle ricerche Usa, che monitora questa ‘spazzatura spaziale’, la situazione si sta aggravando, anche grazie alla pratica comune di far disintegrare i satelliti a fine vita nell’atmosfera, come sta succedendo con l’Uars in queste ore. Secondo i ricercatori Usa oltre ai 22 mila oggetti, rilevabili da terra, ce ne sono anche di piu’ piccoli che possono anch’essi creare seri danni non solo alla stazione spaziale internazionale (l’ultimo allarme collisione, con relativa temporanea evacuazione risale al giugno scorso), ma sono pericolosi anche per gli altri satelliti e le astronavi.

I modelli elaborati al computer dicono che la quantita’ di spazzatura ha raggiunto un livello tale da provocare collisioni tra i frammenti, con la conseguente moltiplicazione di queste. Ad aggravare la situazione sono stati tre episodi avvenuti di recente.
Nel 2007 i cinesi hanno distrutto un satellite in disuso per provare un missile, lasciando in orbita 150.000 frammenti piu’ grandi di un centimetro.
Nel 2009 due satelliti, uno in disarmo e uno in funzione, si sono scontrati in orbita, creando altri detriti.

Il problema e’ talmente serio che esistono vari progetti per la raccolta di questi detriti, tra cui uno dell’Agenzia spaziale giapponese per la realizzazione di una speciale rete ”da pesca”, lunga diversi chilometri, da lanciare in orbita per raccogliere i rifiuti cosmici. Un progetto simile, in precedenza, era stato ipotizzato anche da Darpa, l’ente per la ricerca del Pentagono Usa, che ha studiato la realizzazione di speciali arpioni, reti o ombrelli raccogli-detriti, per spingere i rifiuti verso l’atmosfera e farli bruciare, oppure verso orbite piu’ alte e piu’ sicure. Mentre l’agenzia russa Energia, tre anni fa, ha annunciato il progetto di una navicella a propulsione nucleare in grado di raccogliere i detriti in orbita.