Lo scandalo dei radar meteo oscurati dalla protezione civile: così vogliono evitare catastrofi e alluvioni…

sabato 3 dicembre 2011, 09:10 di


Un'immagine del radar della protezione civile con le piogge del violento peggioramento che ha colpito il sud Italia tra 21 e 23 settembre

Come contrastare le catastrofi naturali? Come prevenire le alluvioni? Come salvaguardare la vita della popolazione e tutelarne l’incolumità?
La protezione civile italiana ha trovato la soluzione e dopo i tantissimi eventi alluvionali di quest’autunno, dal nubifragio di Roma al disastro delle Cinque Terre, dall’alluvione di Genova a quella dell’isola d’Elba, dalla tragedia di Pozzuoli a quella di Matera, dal nubifragio di Bari al forte maltempo in Calabria, dall’alluvione di Guspini, in Sardegna, fino al dramma del Messinese, ha deciso di oscurare dei radar meteo che, comunque, non aveva mai diffuso pubblicamente.

LA VERA STORIA DEI RADAR METEO: UNA VERGOGNA TUTTA ITALIANA - I radar meteorologici sono i più importanti strumenti per l’osservazione in diretta della situazione meteo, perchè riescono a fornire in tempo reale la localizzazione e l’intensità delle precipitazioni. E’ un pò come avere una stazione meteorologica ogni metro quadrato che fornisce dati in diretta. In tutti gli altri Paesi del mondo sviluppato (praticamente ovunque in Europa e nel nord America ma anche in molte zone dell’Asia, dell’Africa e del sud America!) ogni Paese è dotato di un servizio pubblico di radar meteo liberamente fruibili sul web da chiunque voglia osservarli. Sono strumenti importantissimi che in tempo reale possono individuare in quale zona sta piovendo a regime alluvionale e quindi far scattare l’allarme in tempo utile per evitare il peggio e salvaguardare quantomeno la vita dei cittadini. In Italia nel 2001 ha preso il via un progetto di realizzazione di una rete di monitoraggio radar nazionale, voluta dal decreto legge n. 180 del 1998, che prevedeva la perimetrazione delle aree a rischio idrogeologico e il potenziamento del monitoraggio e della sorveglianza sull’onda emotiva del disastro di Sarno, dove il 5 maggio 1998 decine di eventi franosi sul fianco del monte Pizzo d’Alvano, nel Salernitano, provocano enormi colate di fango che si riversano sulle abitazioni uccidendo 159 persone. Ma le cose fatte sull’onda emotiva di un evento sono caratterizzate da grandi annunci iniziali e poi un lunghissimo iter burocratico che ne compromette la realizzazione. Infatti devono passare anni affinchè il progetto parta, prima nel 2000 con la legge n.365, e in seguito con l’ordinanza ministeriale del 10 maggio 2001 che di fatto avvia il progetto e lo sviluppo della rete nazionale dei radar meteo tre anni dopo il decreto-legge.
Il progetto della rete radar su scala nazionale – come spiega la stessa Protezione Civile – “ha l’obiettivo di migliorare il monitoraggio dei fenomeni atmosferici, e in particolare delle precipitazioni. Infatti integra le informazioni che provengono dai satelliti, basate sull’osservazione dei corpi nuvolosi, e dai sensori pluviometrici, che registrano dati di carattere puntuale, poco rappresentativi di un intero bacino idrografico“.
Alla protezione civile sanno bene quanto può essere utile un radar meteo. Sempre sul loro sito scrivono che un radar serve per:

  • monitorare in tempo reale dei fenomeni di precipitazione, individuandone l’intensità e lo stato fisico (pioggia, neve, grandine), attraverso lo studio delle caratteristiche di polarizzazione;
  • determinare in tempo reale il campo di vento;
  • fare previsioni a brevissimo termine, definite nowcasting (fino a 3 ore);
  • rendere più accurate le stime sulle precipitazioni, integrando i dati della rete radar con quelli del monitoraggio al suolo“.

Un'altra immagine nazionale del radar

In realtà però il progetto dei radar meteo si è arenato. Avviato 10 anni fa su un decreto legge di 13 anni fa, siamo ancora qui a lamentare la totale assenza di queste immagini radar utilissime per le previsioni del tempo e il monitoraggio meteorologico in tempo reale. Sul sito della protezione civile possiamo leggere che “oggi sono otto i radar del Dipartimento della protezione civile, più cinque che a breve saranno in funzione; sono invece dieci i radar delle Regioni, più uno di prossima installazione, quattro dell’Aeronautica militare e due dell’Enav, Ente nazionale di assistenza di volo. Quando la rete sarà completata sarà composta da 30 radar, 26 fissi e 4 mobili“.
Ma le cose non stanno proprio così. Alcuni tra i radar che la protezione civile considera ancora “in via di attivazione” sono già funzionanti, come quello di Monte Lauro, nella Sicilia sud/orientale. Lo abbiamo scoperto quasi per caso qualche giorno fa. Ricordate questo nostro articolo? Sull’Italia meridionale si stava verificando un violento peggioramento meteo, infatti dopo poche ore ci sarebbe stata la tragica alluvione del Messinese Tirrenico e anche la Calabria sarebbe stata devastata da violenti nubifragi. Quasi per caso, scrivendo su google le parole “radar meteo” avevamo trovato una pagina della protezione civile con tutte le immagini dei radar Italiani in tempo reale: con grande gioia e giubilo, ingenuamente, abbiamo pensato che finalmente dopo tanti anni il progetto dei radar meteo della protezione civile era stato portato a termine e che da quel giorno in poi avremmo sempre potuto usufruire, come tutti i cittadini di tutti i Paesi normali, di un radar meteorologico pubblico ed efficiente sul web. Come noi, lo avrebbero potuto fare tutti i singoli cittadini Italiani, per rendersi conto in diretta della situazione meteorologica nella loro località. In tanti, infatti, in quel terribile martedì 2 novembre monitorarono la situazione dalla nostra pagina dei radar, dove però oggi quelle mappe non ci sono più. Non ci sono più perchè la protezione civile le ha oscurate, bloccate con password.

Una mappa del radar sullo Stretto di Messina di martedì 22 novembre, durante l'alluvione del Messinese Tirrenico

In questi giorni abbiamo scoperto la verità sulla vicenda legata ai radar meteo: in realtà non erano mai stati bloccati, ma gli addetti ai lavori li hanno sempre utilizzati (per testarli, affinarli e tararli al meglio) mentre le immagini erano già online; ma lo sapevano solo pochi eletti, che le consultavano minuto per minuto e ogni tanto ne pubblicavano alcuni frame sui vari forum di meteorologia per fare i gradassi con gli altri appassionati normali, considerati di serie B. Le pagine erano pubbliche, ma non era facile trovarle finchè non ci siamo riusciti, nei giorni scorsi, noi di MeteoWeb così come altri colleghi di moltri altri siti meteo (la notizia si è diffusa rapidamente e un pò tutti abbiamo visto le immagini dei radar e le abbiamo pubblicate sui nostri siti).
Addirittura qualcuno è venuto a dirci che non avremmo dovuo pubblicare le immagini e che saremmo stati denunciati (!!!), quando in realtà si trattava di immagini radar trovate pubblicamente sul web, marchiate con la loro fonte originaria (avevano il logo della protezione civile su ogni immagine, come se fossero già destinati alla divulgazione) e chiunque è libero di poterle pubblicare sui propri siti, come accade con le mappe dei satelliti, delle fulminazioni ecc. ecc. ecc.
La protezione civile, accortasi che le immagini erano ormai state divulgate da molti siti web (tra cui il nostro), ha ben pensato di oscurare tutte le mappe proteggendole con una password, uccidendo il sogno di tutti gli appassionati di meteorologia (ma anche di tutti i cittadini Italiani che mese dopo mese pagano le tasse) di poter osservare la situazione meteo in tempo reale. Un sogno che in tutti gli altri Paesi del mondo civile e sviluppato è una normalità assolutamente banale.
Questo vergognoso scandalo è aggravato dall’atteggiamento che alcuni “privilegiati” hanno tenuto nei confronti di chi ha “divulgato” le mappe, come se qualcuno potesse farne del male. Come se si trattasse di una bomba atomica o un supervirus letale (tanto per restare su temi d’attualità) che, qualora capitasse nelle mani sbagliate, comprometterebbe la vita dell’uomo sulla Terra.

L'ultima mappa del radar di Monte Lauro: mercoledì 23 novembre forti temporali colpiscono il Catanese. Da quel momento in poi nessuno ha più potuto osservare i radar meteo della protezione civile. Addetti ai lavori e "privilegiati" esclusi

PERCHE’ LA PROTEZIONE CIVILE HA OSCURATO LE MAPPE? - L’unico motivo per cui la protezione civile non si decide ancora a portare a termine il progetto dei radar meteo nazionali e a divulgarne le immagini è semplice e, se vogliamo, anche valido. Alcuni radar non funzionano bene. Quello del Lazio, installato sul Monte Serano, non è affidabile così come non sono attendibili le stime delle precipitazioni sulla Regione Calabria, che ancora non si è dotata dei suoi radar meteo. Ce ne siamo accorti anche nei due giorni in cui abbiamo potuto osservare le immagini dei radar: in Calabria ha piovuto tantissimo in Aspromonte, sulle Serre e nel Catanzarese, mentre il radar individuava l’area maggiormente interessata dalle precipitazioni ben più a nord, nell’alto Cosentino, tra la Sila settentrionale, la piana di Sibari e il Pollino meridionale. Anche la Puglia è scoperta dai radar attualmente esistenti, che non riescono a individuare bene le precipitazioni almeno nei settori centro/meridionali della Regione.
E’ chiaro che se alcuni radar ancora non funzionano bene perchè vanno settati meglio o integrati da nuove strutture che gli enti locali (come, in Calabria, la Regione!) non hanno ancora provveduto a installare (in forte ritardo!), non è bene diffondere immagini che potrebbero risultare fuorvianti nella localizzazione e nella stima delle precipitazioni. Ma è altrettanto vero che moltissimi altri radar funzionano benissimo, e tra questi ci sono quello della Liguria e quelli della Sicilia, dove in quest’autunno si sono verificati i più tragici eventi alluvionali su Cinque Terre, Genova e Messinese Tirrenico.
E allora perchè non iniziare a divulgare le immagini affidabili, continuando a lavorare per migliorare le altre e portare al termine il progetto al più presto?
E’ possibile che dopo più di dieci anni si lavori ancora per “metterli presto in funzione“?
Quanto durerà ancora questa fase di sperimentazione?
Quanti altri morti dovremo piangere, vittime non solo del fango e della pioggia ma anche dell’assoluta mancanza di un sistema di monitoraggio meteo che ci consenta di poter notare in tempo reale le più pericolose precipitazioni alluvionali?




38 Commenti per “Lo scandalo dei radar meteo oscurati dalla protezione civile: così vogliono evitare catastrofi e alluvioni…”

  1. Francesco Paolo

    Peppe questo articolo mi fa ricredere circa la tua capacità di comprendere il problema della diffusione di tali immagini. Eppure quando ci siamo parlati per vie brevi sembravi ragionevole, ma a quanto pare la tua voglia di fare sensazionalismo è più forte del rispetto delle regole e di un ente che tutela la sicurezza nazionale.
    Termino qui la mia polemica, rammaricato dal tuo atteggiamento I R R E S P O N S A B I L E.
    Concludo dicendo a te ed i tuoi lettori che presto le immagini saranno consultabili sul sito ufficiale della Protezione Civile. Ci si sta prodigando perchè il tutto sia liberamente accessibile con il consenso e la validazione del centro generatore, come la legge impone.

    • Peppe Caridi

      Caro Francesco, sono passati 10 anni: sarebbe anche l’ora … meglio tardi che mai!
      Sensazionalismo? Irresponsabile? A mio avviso è irresponsabile tenersi quei radar così importanti, oscurati e protetti da password mentre si verificano eventi alluvionali.
      Punti di vista…

      • Francesco Paolo

        La protezione civile valuta quelle immagini ed emette le dovute allerta meteo assieme al servizio meteo dell’Aeronautica Militare. Uniche istituzioni predisposte a fare avvisi alla popolazione tramite una catena di allertamento. Concordo sulla lentezza dei test, sui quali mi sono battuto e continuo a battermi pure io, ma ripeto NON SI PUO’ VIOLARE LA LEGGE pubblicando sistematicamente ed interpretando materiale non convalidato per l’uso di terzi. Su questo dobbiamo essere d’accordo, altrimenti continueremo a non capire le rispettive ragioni. Continuiamo questa battaglia contro la lentezza e l’inefficienza ma non sconfiniamo nella demagogia e nella prevaricazione di organi istituzionali. Spero di essermi spiegato. A buon rendere!

        • Peppe Caridi

          Francesco, se il materiale si trova pubblicamente in rete chiunque può utilizzarlo. Mica sui radar c’era la scritta: “NON CONVALIDATO” o cose del genere…
          Che gli avvisi li facciano Aeronautica e Protezione Civile va benissimo, ma che i radar possano vederli tutti come in ogni altro Paese del mondo civile e sviluppato deve essere altrettanto assodato, perchè sono utilissimi per la diretta-meteo, per il monitoraggio in tempo reale; sono stati acquistati e installati con i soldi dei contribuenti, dei cittadini, ed è giusto che siano a loro disposizione.

          • Francesco Paolo

            Vedo che il concetto non ti è chiaro. Non posso mica farti i disegnini, sei un ragazzo intelligente dai!!!

    • Salvatore Filloramo

      Caro Francesco…io credo che questi strumenti debbano essere consultati liberamente perchè in questa fase delicata che sta attraversando il nostro Paese ci vogliano molti più occhi e pareri riguardo questi eventi, perchè mi dispiace dirlo, ma fenomeni nella protezione civile nazionale non ne abbiamo, e quando non ci sono fenomeni il campo deve essere libero ai capaci..

  2. Marco Scaffidi Saggio

    Che vergogna!…Comunque anche io quando li avevano tolti avevo pensato che li avevi tolti tu perchè nella pagina Radar non li trovavo più,invece sono stati loro! Bravo Peppe,bell’articolo. ;)

  3. Radar Italia completo - Pagina 2

    [...] [...]

    • Daniele Chierico

      Bravissimo Peppe continua cosi bisogna fare la voce grossa, le istituzioni molte volte credono che i servizi siano un privilegio per i cittadini…i servizi sono un diritto dei cittadini.
      E basta Francesco con la solita lagna che li stanno pubblicando lo dici da 5 anni…fatti non parole.

  4. Andrea B

    Ho trovato l’articolo di Peppe molto interessante, ma come è giusto che sia, mi farebbe piacere conoscere i motivi che hanno portato all’oscuramento delle pagine relative alle immagini dei radar in questione. Se possibile invito FRANCESCO PAOLO, a spiegarci tali ragioni, e a cosa si riferisce quando parlava di violazioni della legge, e anche per quale motivo quelle pagine internet prima sono state rese pubbliche e poi sono state oscurate..possibilmente qualificandosi, visto che è evidente che non si tratta di un lettore amatoriale.

    Per noi “cittadini” è facile incappare in errori e pregiudizi dovuti a una non totale conoscenza dello stato delle cose, e spesso chi lavora nella pubblica amministrazione viene colpevolizzato senza averne pienamente colpa, quindi penso che questa sia una buona opportunità per aprire un “dialogo” e chiarire questo piccolo mistero.

    • Peppe Caridi

      Andrea, in realtà all’interno dell’articolo trovi già alcune risposte alle tue domande.
      a) Non sono mai state pubblicate; siamo stati noi a “scoprirle”, ma quei radar erano da sempre online ma nessuno conosceva gli indirizzi perchè non erano mai stati divulgati.
      b) Il motivo per cui prima non li abbiano divulgati, e adesso dopo che in molti ce ne eravamo accorti e le avevamo pubblicate siano state oscurate, è legato al fatto che ALCUNI radar ancora non funzionino.

  5. Ivan Moho

    In ambito sismologico internazionale (USA in particolar modo) i dati vengono pubblicati anche se non convalidati, ma viene appunto aggiunta una chiara postilla nelle pagine relative che non lo sono.

    Non c’e` motivo per cui cio` possa essere fatto anche qui in campo meteo.

  6. fabrizio lucca

    sacrosanto che le autorità debbano diffondere le allerte. purtroppo le amministrazioni comunali arrivano tardi e noi ci si arrangia con preziosissimi siti amatoriali come questo. nessuna polemica con i centri funzionali ma con le catene di comunicazione delle allerte che sono troppo lente ed evidente disorganizzate. gli amatori dovrebbero essere risorse preziose da utilizzare, non “impiccioni” destabilizzanti. se questa mentalità cambia sarà molto meglio per l’incolumità di tanta gente.

  7. Antonio

    Protezione Civile? Ahahah non sanno nemmeno loro a cosa servono i Radar!! VERGOGNA!!!!

  8. Francesco Paolo

    Trovo molti post offensivi e senza cognizione di causa. Mi va di rispondere ad Andrea B, il più garbato di tutti.
    Andrea. la mia posizione non è importante. Non lavoro per la protezione civile, pur tuttavia ho dei contatti che mi permettono di relazionarmi indirettamente con alcuni operatori. Il mio intento in questi mesi/anni è stato sempre quello di spingere per avere la pubblicazione in chiaro e con rilascio ufficiale dei prodotti, e tutt’ora sto premendo perchè ciò avvenga. Il rumor della imminente pubblicazione è da considerare attendibile al 99,9%, mentre sui tempi non posso darvi dettagli. So che ci stanno già lavorando. Le immagini “incriminate” erano su un server non protetto da almeno un paio d’anni, se le consulti non commetti reato ma se pubblichi del materiale che un ente non ritiene per ora divulgabile al grande pubblico perchè ritiene che non sia attendibile al 100%, allora ti deve attenere a questa restrizione. Continuare a pubblicare e interpretare del materiale non rilasciato avrebbe comportato un conflitto di responsabilità, ragione per cui chi gestisce il radar ha ritenuto opportuno oscurare le risorse. Spero sia tutto chiarito e si accetti con responsabilità questa condizione che spero sia il più temporanea possibile. Sono dalla vostra parte ma ribadisco che le battaglie vanno condotte rispettando le regole malgrado talvolta siano proprio gli enti statali a contravvenire a dei precisi obblighi.

  9. sig.ra Palomar

    Ma allora che attendibilità hanno i monitoraggi e le allerta della Protezione Civile Italiana, se si basano su una rete di radar che NON FUNZIONANO?
    Me lo chiedo da abitante in una zona ad alto rischio idrogeologico attualmente sotto una pioggia continua da ieri pomeriggio.

    • Francesco Paolo

      Non si fraintenda. I radar funzionano, danno informazioni utili ma vanno perfezionati (la gestione hardware/software non è facile). L’attendibilità è tale che sino ad ora la protezione civile ha ritenuto che la visione e l’interpretazione fosse ad uso esclusivo del personale preposto dei centri funzionali. Signora piuttosto s’informi del fatto che il responsabile di protezione civile (di norma il sindaco) abbia attivato i canali utili a ricevere gli allertamenti ed abbia predisposto un piano di emergenza comunale. Il più delle volte la causa di un disastro risiede nel secondo punto.

  10. fabrizio lucca

    peppe, spero tu non ti riferisci anche al mio intervento. io stavo elogiando il tuo lavoro che seguo come sai da anni.

  11. fabrizio lucca

    condivido con francesco paolo. i sindaci sono “autorità locale di protezione civile” e dovrebbero provvedere alla gestione delle allerte nonchè alla formazione/informazione della popolazione. da cittadini dobbiamo “esigere” di conoscere i rischi a cui siamo soggetti ed il come comportarci. da cittadini andate presso i vostri comuni e pretendete ciò che vi è dovuto. sta scritto anche sui piani di protezione civile, laddove esistano. e se non esistono svergognate i sindaci. ma da cittadini partecipate, solo dalla sinergia di popolazione e protezione civile comunale ci si può salvare la pelle. ricordatevi che la protezione civile regionale interviene molto spesso per “sussidiare” i comuni inadempienti, in base a quanto previsto dalla legislazione.

  12. Ale

    Scusate ma andiamo al punto,come si dice dalle mie parti (si stanno parando il c…o).
    Se nessuno vede, nessuno giudica le cazz.te che fanno, cioè gli avvisi che non arrivono, oppure arrivono in ritardo e tutto ciò che può scaturire una polemica.
    Un certo francesco dice che a breve verrà riaperto al pubblico………….ma chi ci credee!!!
    non lo vedremo mai più!!!Questa è l’italia!e poi la chiamono republica democratica italiana!!!

  13. Ale

    Vedete ora incominciono con lo scarica barile”sono i sindaci che devono.. bla bla bla bla bla ma fatemi il piacer di stare zitti che fate più figura.
    Andate a raccontare queste fesserie ai bambini di scuola che noi siamo già adulti!!!!è musica passata!!

  14. Francesco

    Cerchiamo di non mischiare le carte. Il fatto che molti sindaci ignorino (non so quanto ingenuamente) di essere i primi responsabili di protezione civile a livello comunale è vero, ma qui si parla di radar per l’allertamento, quindi dello step precedente. I radar sono, e lo sapete, degli strumenti molto “delicati” dal punto di vista della calibrazione, ed è quindi giusto che dati non del tutto sicuri non vengano divulgati liberamente, ma messi a disposizione soltanto di tecnici che possono valutarli in base alle loro conoscenze ed alla loro esperienza. L’allertamento è una cosa seria, che sconfina nel PENALE, e quindi qualsiasi “oggetto” da cui potrebbero derivare degli allertamenti impropri è giusto che sia riservato. Siamo a conoscenza di appassionati i quali, non si sa in base a quale autorità acquisita, inviano di loro iniziativa allerte alle istituzioni locali e questo non può e non deve accadere. Naturalmente senza colpevolizzare la gran parte di appassionati che rappresentano un’utile risorsa per la meteorologia in Italia.

  15. fabrizio lucca

    ale, che ti piaccia o no questa è la realtà, queste son le leggi i regolamenti ed i protocolli. dato che sei adulto sarai capace di andarti a studiare come dovrebbero funzionare le cose e capirai dove si intoppano le procedure

  16. fabrizio lucca

    però francesco ti chiedo: queste allerte inviate dagli “appassionati” sono poi reali o no? il nocciolo della questione è che non è possibile sentire sindaci dire (dopo le catastrofi) che l’evento era imprevedibile, quando io, semplice cittadino ignorante di metereologia, apro meteoweb e già giorni prima leggo il futuro. questo significa che i sindaci o 1) non ricevono segnalazioni in tempo reale oppure 2) le ricevono ma non hanno adeguati sistemi di prevenzione non strutturale.
    io punterei più sulla seconda…
    quindi il discorso dell’autorità non tiene quando poi succedono le tragedie.
    come dice il prof ortolani, finchè non si minaccia lo scioglimento delle amministrazioni locali, queste non se ne fregheranno molto nemmeno dopo le vittime

  17. Francesco

    @ Fabrizio: non sto parlando di allerte che scaturiscono dai forum meteo, e cioè di libere discussioni tra persone più o meno appassionate e competenti. Mi riferisco a veri e propri fax che arrivano ad amministrazioni comunali, inviate da soggetti che non hanno assolutamente titolo per fare questo (ti assicuro che in alcuni casi succede). Come ti dicevo, oltre alle conseguenze anche penali che da questo comportamento possono scaturire, si genera molta confusione che sicuramente non aiuta il sistema.
    Permettimi inoltre di aggiungere un paio di punti al tuo elenco:

    3) i sindaci le ricevono ma non le tengono in considerazione.

    E’ questo, a mio avviso, il punto cruciale. I sindaci hanno parecchi strumenti per gestire le emergenze, tra cui il potentissimo POTERE DI ORDINANZA. Questo vuol dire che possono decidere di chiudere scuole, strade, ed adottare tutti gli accorgimenti per salvaguardare beni e persone. E’ chiaro però che nono possono chiudere tutto per ogni allerta: l’allertamento, per ovvie ragioni di efficacia, viene emesso con almeno 24 ore di anticipo, e sapete bene che a questa scadenza non è possibile prevedere fino ai minimi dettagli. A questo livello, l’allertamento viene dato al livello regionale, o comunque a livello di una macroarea piuttosto ampia. I fenomeni meteo, sopratutto quelli più intensi e distruttivi, molto spesso si verificano a livello di singolo comune o poco più (Roma, Genova, Messina solo per citare i più recenti) ed è praticamente impossibile prevederlo con esattezza il giorno prima. Ecco quindi che entrano in gioco i sistemi di monitoraggio (tra i quali il radar) che, sulla carta, possono aiutare a capire, pochissime ore prima, quali potranno essere le zone maggiormente colpite, Sta proprio qui, quindi, la potenza di una rete radar efficiente ma anche, aggiungo, la pericolosità di una rete radar ancora “imprecisa” o male interpretata. Il radar consentirebbe di poter dire solo a un sottoinsieme ristretto di amministratori di mettere in atto i loro piani di protezione civile, rendendo così efficiente il sistema di allertamento. Questa ipotetica efficienza, d’altro canto, potrebbe però portare ad una sorta di “rilassamento” da parte degli enti, i quali, potrebbero sentirsi sollevati dall’incarico di tenere alto il livello di vigilanza (“…tanto se c’è qualcosa me lo comunicano…”). In conclusione, ritengo tutto questo un equilibrio piuttosto instabile, per cui sono daccordo con la protezione civile di mantenere ancora riservate ( e non di occultare, badate bene) certi tipi di informazione.

    4) autoptrotezione: ci sono casi in cui anche l’amministrazione può poco o nulla. La gente deve essere consapevole delle criticità del proprio territorio, dei pericoli associati a certi fenomeni, e comportarsi di conseguenza. Sono stufo di gente che muore nei sottopassi pieni d’acqua.

    Scusate la prolissità.

    Francesco

  18. Francesco

    per farvi capire meglio in che terreno ci si trova ad operare, abbiamo avuto in passato il caso di un amministrazione che ha continuato a negare di aver ricevuto l’allerta, nonostante esistesse la ricevuta di invio del fax con l’orario e il flag di operazione andata a buon fine…

  19. fabrizio lucca

    francesco, stiamo dicendo la stessa cosa. più sopra avevo detto le medesime cose, compresa l’autoprotezione. che comunque non prescinde dalle operazioni (a basso costo) di informazione/formazione della popolazione che devono operare i comuni. ripeto, sta scritto anche nei piani di protezione civile. il discorso delle allerte è molto chiaro per gli addetti ai lavori e per chi si legga i protocolli, tutti in rete per altro. le allerte della regione sono come dici tu per macrozona e per tempi relativamente lunghi. servono ad attivare tutte le funzioni. dopodichè sta ai singoli comuni mantenere la previsione attiva in tempo reale e con i presidi a vista. potrei parlarne per ore e tra qualche giorno lo farò. resta che molti comuni, anche grossi, hanno piani diprotezione civile solo sulla carta e dovrebero risponderne. tutto ciò non lo dico per te che immagino conosca bene le cose ma per chi eventualmente ci legge e butta tutte le colpe alla protezione civile, intendendo quella nazionale. beh, la nazionale e la regionale credo faccia molto bene il suo dovere. purtroppo in pochi sanno che la protezione civile COMUNALE è ben altra cosa ed è lì che tutto si intoppa. come un torrente dal grande letto che quando passa per la città si restringe e si tomba, così la macchina della protezione civile quando passa per (le competenze dei) comuni.

  20. Gino ( CH - Lucerna LU ) ...

    Salve ( Ciao Peppe )

    La Protezione Civile in Italia riguardo questo
    benedetto Radar Composito Nazionale per tutta Italia
    incluso quello della Sicilia installato da poco a Monte Lauro
    nella Prov. di Siracusa ( Comune di Buccheri ) stesso tempo
    Paese mio di Origine ma vivo in Svizzera sin dal 1960 …

    Comunque sia volevo dire che si dovrebbe vergognarsi
    per avere oscurato il Radar e quindi una vera vergogna in tutta Europa

    Ho scritto in vari Centri Meteo noti svizzeri ed altrove in Europa
    per farlo sapere che l’Italia abbia oscurato il Radar

    Tutti i Centri Meteo in Europa che mi conoscono mi chiedono il perchè
    Io stesso non ho più una risposta da dare ai Centri Meteo in Europa
    del perchè la Protezione Civile non vuole mettere il Radar Online Free
    ( almeno quelli funzionanti => Radar ) … concludo con il dire questo

    Vergogna

    So long
    Gino

  21. Francesco

    Caro Fabrizio, sono daccordo con te, la nostra protezione civile, sia nazionale che regionale, rappresenta un’eccellenza a livello MONDIALE, e su questo credo si sia tutti daccordo. Ciò non vuol dire che sia perfetta, o esente da “colpe”. Concordo con Peppe riguardo ai tempi troppo lunghi del progetto radar, ma vorrei ricordarvi che siamo in Italia, dove purtroppo queste lungaggini sono ahimè la prassi. Di chi è la colpa? Il discorso sarebbe molto lungo, ma non darei la colpa solo alla Prot. Civ., in quanto ti assicuro che esistono realtà in cui il radar non si riesce ad installare per ostruzione degli stessi comuni, i quali avrebbero solo da guadagnarci e che sono i primi a lamentarsi dell’allertamento non efficace. I giochi politici, le posizioni ottuse delle opposizioni e la più completa disinformazione rendono in alcuni casi l’installazione veramente impossibile. Senza una presa di coscienza a livello individuale il cammino sarà molto duro, e non solo sulla questione dei radar.

  22. Andrea B

    Ringrazio FRANCESCO PAOLO E PEPPE per le loro risposte… vedo che il dibattito continua, e se le parole vengono ponderate non può che essere utile per tutti..
    Secondo me il problema di base è dovuto al fatto che nel nostro paese non c’è una cultura degli “allarmi”, sia da parte delle istituzioni che a volte non prendono le dovute precauzioni, sia da parte dei cittadini, che ignorano puntualmente gli inviti fatti dalle istituzioni nei casi di allerte meteo, o peggio ancora c’è persino gente che se la va quasi a cercare. Sono rimasto scioccato guardando un video inerente all’alluvione recente nel messinese in cui si vedeva un torrente pieno di acqua che a tratti straripava inondando le strade..e alcuni si ostinavano a restare a guardare “lo spettacolo” mettendo a repentaglio la loro vita e quella dei malcapitati che sarebbero dovuti accorrere per salvarli se le cose si fossero messe male… una volta tanto dovremop prendere buon esempio dagli amici americani, che evacuano milioni di abitanti per evitare vittime… ricordo perfettamente che prima dell’alluvione di Genova proprio su questo sito erano stati pubblicati gli avvisi meteo e si era parlato chiaramente di pericolo imminente di alluvioni nel genovese…. quindi mi chiedo: Perchè tutta quella gente era ancora li?… a Genova, come a Messina, sarebbe bastato evacuare chi abita in abitazioni vicine ai corsi d’acqua, ed interdire la circolazione nelle zone a rischio…..
    ………. ovviamente però poi non bisogna lamentarsi se si viene evacuati e l’alluvione non arriva………..

  23. Ale

    Dunque sia francesco che fabrizio, l’allerta meteo come ha detto francesco nei post prec. è compito della prot.civ. e dall’ A.M. che tramite i diffusi mezzi di comunicazione(siti internet,giornali,televisioni etc)allertano”TUTTI”dopo viene trasmessa alla regione specifica in modo più completospecificando i rischi che potranno andare incontro.Poi ci sono delle strutture competenti regionali che sono i centri funzionali,che hanno il compito di sorveglianza meteo-idrologica e di supporto tecnico alle COMPETENTI strutture di PROTEZIONE .CIVILE,CHE HANNO IL COMPITO DI EMETTERE DEGLI ALLARMI IN FAVORE DELLE POPOLAZIONI ESPOSTE AL RISCHIO.
    Detto questo ancora nessuno a spiegato pechè i Radar non possono essere di dominio pubblico!
    E’ normalissimo che nessuno di questo sito o di altri siti penso emetterebbe un allerta nazionale,(perchè in effetti rischierebbe una denuncia penale) si può discutere,interpretare il radar ognuno di noi anche se non è esperto direbbe la sua ma nessuno e dico nessuno potrebbe diramare un’allerta!!!Per questo continuo a dire che sono solo parole che non tengono anche senza radar si possono emettere allerte dunque che differenza c’è?Certo che se ci sono immagini dei radar con il logo della prote.civi.che segnalono in arrivo dei tremedi temporali o alluvioni e nessuno avverte meglio “oscurarli”.in ogni caso nessuno vede nussuno parla!!!continuo con la mia tesi,pararsi il c…..o!

  24. Fabio Campanella

    La risposta più intelligente è l’ultima. Mi complimento con Ale che ha pienamente centrato l’obiettivo.

    Quando la meteologia sarà riconosciuta come professione tutte queste porcherie spariranno, compreso l’oscuramento dei radar.

    Voglio proprio vedere tutti questi sitarelli che emanano allerte meteo grazie ai radar della protezione civile… se è questo lo scenario che dobbiamo andare incontro preferisco che i RADAR SIANO BLINDATI..

    QUI NON SI GIOCA CON IL PICCOLO CHIMICO O CON I COLORETTI DEL RADAR, QUI SI GIOCA CON I SOLDI E LA VITA DELLA GENTE… quindi prima di sparare a zero su tutti e incolpare le autorità ragionate e soprattutto cercate di capire qual’è il vero problema….

    Ripeto: quando ci sarà il mestiere di meteorologo, come in tutti gli altri paesi tutte queste cose non ci saranno più… ricordate tutti quanti che i siti, e a maggior ragione su quello dove sto scrivendo, hanno carattere amatoriale…. anzi, vi invito a non prendervi responsabilità che non vi potete assumere perchè le conseguenze possono a volte essere DEVASTANTI peggio delle stesse alluvioni.

    Con stima
    Fabio Campanella

  25. Previsioni Meteo: l’inverno avanza a piccoli passi, sull’Italia nei prossimi giorni una tempesta di vento | Meteo Web

    [...] Lo scandalo dei radar meteo oscurati dalla protezione civile: così vogliono evitare catastrofi e al… Condividi su FacebookShare on Linkedinshare via RedditTweet about itSubscribe to the comments on this postBookmark in BrowserTell a friend [...]

  26. francesco

    Consiglio l’autore di questo articolo si studiare meglio la legislazione e di leggere le normative in vigore. Il livello è lo stesso di quello della polemica sul radon prima del terremoto dell’Aquila.
    Sicuramente un’ottima occasione per avere visibilità (e vendere spazi pubblicitari) ma certamente una polemica inutile e basata su dei presupposti sbagliati

  27. fabrizio lucca

    leggo gli ultimi post solo adesso e temo che parlerò al vento. cmq un paio di precisazioni. l’allerta alla popolazione non la dirama la protezione civile ma il sindaco, che è autorità comunale di protezione civile, che non è la stessa cosa. nei comuni non ci sono “professionisti” della protezione civile ma impiegati adibiti allo scopo. questo è il grosso inghippo dell’allertamento in italia.
    seconda precisazione: porto un esempio limpido. se cercate tra le news di questo sito, nella mattinata del 16 novembre Micalizzi faceva un chiaro quadro della situazione meteo dei giorni a venire, sostenendo che tra 21 e 23 novembre (ben 5-6 giorni prima) la situazione sarebbe stata degna di seria considerazione da parte delle autorità competenti affinchè attivassero i meccanismi previsti dai piani di protezione civile. o micalizzi ha la sfera di cristallo o semplicemente è un bravo metereologo. danni in sardegna, il 21 una vittima in calabria, il 22 l’inferno sul tirrenico siciliano. le procedure di allertamento, come sempre, non sono state tempestive nè efficaci ed adeguate.
    personalmente, preferisco seguire questo portale amatoriale, che RISCHIA di salvarmi la pellaccia.

  28. Luci0

    Ecco cosa si trova nel sito Lamma Toscana a rigurdo dei radar …
    ——————————
    ATTENZIONE IL SERVIZIO SPERIMENTALE DELLA RETE RADAR ARIES-C E’ STATO SOSPESO

    Informazioni e Caratteristiche della Rete Radar ARIES-C per la Toscana

    Presentazione della Rete Radar
    La rete dei sistemi radar meteorologici ARIES-C, operanti in banda C, consente di monitorare le precipitazioni piovose in tempo reale su gran parte del territorio regionale.

    I primi due radar, sono installati presso la località Roveta (Scandicci-Firenze) e Belforte (Radicondoli-Siena).
    Questi sistemi coprono rispettivamente l’area centro-settentrionale, in particolare il bacino di Firenze-Prato-Pistoia, ed il settore meridionale della regione.
    Un terzo radar, operativo precedentemente presso Seravezza, è stato installato, in accordo con la Regione Liguria, presso il sito di Montemarcello (La Spezia) e consentirà di rilevare le precipitazioni che si verificano sul versante occidentale delle Alpi Apuane e nel settore marino e costiero della regione.
    —————
    Ovvero dei tre radar non ne funziona uno … a quanto so quello di Querceta di Seravezza installato nel 1998-99 ora era stato spostato qualche anno fa a Montemarcello ma mai attivato … eppure sarebbe stato utile per evitare vittime alle Cinque Terre ed in Toscana.
    Posso dire: Vergogna ! Vergogna e ancora Vergogna!

Scrivi una replica

Seguici su Facebook

Seguici su Twitter

MeteoWeb disponibile su App Store



NEWS

Collegati