“2030, la tempesta perfetta”: in un libro la previsione più catastrofica e le eventuali soluzioni

C’e’ una fondata previsione, espressa da diversi esperti, che entro il 2030 si determini una situazione difficilmente gestibile a causa dell’aumento dei consumi, delle diffuse poverta’ indotte anche dal riscaldamento del Pianeta, dalla debolezza delle risposte politiche a livello globale. Ne derivera’ la cosiddetta ‘tempesta perfetta’, ancora piu’ devastante di una guerra mondiale. Si puo’ evitare? E’ questo il tema affrontato da due protagonisti della comunicazione Gianluca Comin e Donato Speroni nelle 200 pagine del volume ‘2030. La tempesta perfetta – Come sopravvivere alla Grande Crisi’ (Rizzoli, gennaio 2012), che spazia dalle problematiche demografiche a quelle ambientali, dalla politica all’economia. Un allarmante documento pubblicato dal governo inglese prevede appunto una ‘tempesta perfetta’ nei prossimi vent’anni: la combinazione dei fattori demografici (saremo piu’ di otto miliardi nel 2030), dei cambiamenti climatici, delle difficolta’ energetiche, delle carenze di acqua e cibo in un contesto di politica internazionale debole e divisa cambieranno profondamente la faccia del Pianeta. Partendo da questa analisi ormai inconfutabile, Comin e Speroni hanno esaminato che cosa sta accadendo nei vari campi che influenzano la ‘tempesta perfetta’. La scienza sta gia’ dando un grande contributo nell’affrontare i rischi della ‘tempesta perfetta’, con progressi enormi nel campo dell’energia, dell’informazione, della sostenibilita’. Ma non e’ detto che cio’ sia sufficiente: le tecnologie Grin (genetica, robotica, informatica, nanotech) cambieranno la vita dell’uomo entro il 2050, addirittura creando una nuova specie umana ‘potenziata’ da innesti con le macchine (con tutti i rischi connessi). Ma ben difficilmente potranno risolvere i problemi che ci capiteranno addosso nei prossimi vent’anni. Anche l’offerta energetica cambiera’ molto lentamente. L’aumento di almeno due gradi di temperatura del Pianeta e’ ormai inevitabile e molti Paesi stanno gia’ correndo ai ripari.

”Ce la faremo? In tutta onesta’ non siamo in grado di prevederlo: le incognite sono tante”, scrivono gli autori nel capitolo conclusivo. Per evitare le conseguenze piu’ nefaste della ‘tempesta perfetta’ molto dipendera’ dalla politica e dalle risposte di cittadini, imprese e organizzazioni sociali. Le attuali forme di ‘governance’ mondiale non sono certo sufficienti (la crisi economica ne e’ una drammatica conferma) ma molti comportamenti stanno gia’ cambiando: nel mondo sono sorte centinaia di migliaia di organizzazioni per la ‘crescita sostenibile ed etica’, le citta’ in cui si concentra l’umanita’ cercano di diventare ‘intelligenti’, le imprese danno sostanza nuova ai discorsi spesso vacui sulla ‘responsabilita’ sociale’, collaborando anche con le organizzazioni no profit. Da questi semi, nel terreno fertile della comunicazione globale, puo’ nascere una nuova civilta’ ‘new global’. Gianluca Comin, 48 anni, e’ il direttore delle Relazioni esterne di Enel. E’ stato Presidente della Ferpi (Federazione delle Relazioni Pubbliche Italiana), si e’ occupato di comunicazione per le piu’ importanti aziende del Paese. E’ membro della Giunta nazionale di Confindustria e insegna comunicazione strategica e marketing alla Luiss. Donato Speroni, 69 anni, e’ stato vicedirettore de ”il Mondo”, direttore centrale dell’Eni, dirigente dell’Istat. Insegna economia e statistica all’Ifg di Urbino. Ha un blog su statistica e politica (”Numerus”) sul sito del ”Corriere della sera”. Per Cooper nel 2009 ha pubblicato una ricostruzione dello scandalo Eni Petromin, L’intrigo saudita, e nel 2010 I numeri della felicita’. Dal Pil alla misura del benessere.