Cambiamenti climatici: sempre più neve e freddo alle alte latitudini, ma più caldo nelle fasce temperate

Gli amanti del freddo e degli sport invernali possono stare tranquilli: il riscaldamento globale non portera’ via la neve dal pianeta, anche se per trovarne in abbondanza bisognera’ fare un viaggio di qualche migliaio di chilometri. Secondo uno studio pubblicato dalla rivista Environmental Research Letters infatti negli ultimi decenni gli inverni sono sempre piu’ freddi e nevosi nell’emisfero nord, ma solo a latitudini elevate corrispondenti al nord Europa, al Canada e agli Usa settentrionali. I ricercatori del centro studi statunitense Atmospheric and Environmental Research hanno analizzato i dati di temperatura e piovosita’ degli ultimi 20 anni, mettendoli in relazione con le temperature estive dell’Artico: ”Abbiamo trovato che negli ultimi 20 anni la tendenza e’ al raffreddamento in una gran parte dell’America settentrionale e del nord dell’Eurasia – spiega Judah Cohen, uno degli autori – secondo noi questo trend non e’ dovuto solo a variabili interne”. Il fenomeno non riguarda pero’ il sud dell’emisfero, Italia compresa: secondo i dati pubblicati dal sito dell’Istituto di Scienze dell’Atmosfera e del Clima del Cnr la temperatura media invernale degli ultimi due secoli si e’ progressivamente alzata, e ora e’ di circa due gradi centigradi superiore rispetto all’800: ”In genere gli anni record per il caldo hanno avuto il contributo maggiore dall’estate – spiega Teresa Nanni, ricercatrice dell’istituto – mentre recentemente abbiamo visto che anche in primavera e autunno ci sono picchi di temperatura”. Per quanto riguarda il solo mese di dicembre 2011, si legge ancora nel sito dell’Isac, si sono avute temperature superiori alla media fino a due gradi in tutto il nord e il centro Italia, dove si sono registrate anche delle precipitazioni molto inferiori alla norma. Il sud fa invece eccezione, con la Sicilia che in alcune zone ha avuto piu’ del doppio delle piogge normalmente registrate: ”L’analisi delle variazioni del Sud Europa e’ complicata dalla presenza del Mediterraneo e delle catene montuose delle Alpi, dei Pirenei e dei Balcani – conferma Massimiliano Pasqui dell’Istituto di Biometeorologia del Cnr – da noi e’ quindi piu’ difficile fare un’analisi come quella dello studio, perche’ i fattori locali contribuiscono molto di piu’. In generale pero’ si puo’ dire che c’e’ stato negli ultimi anni un progressivo aumento delle giornate di anticiclone anche d’inverno, con un aumento della temperatura e una diminuzione delle precipitazioni”.