Ecco da dove arriva il gelido “Burian” che trasformerà l’Europa in una grande ghiacciaia; attese tormente sino al Mediterraneo e tanti disagi

Si avvicina il gelo dalle steppe kazake e siberiane

Il “Burian”, il gelido vento che proviene dagli innevati bassopiani siberiani, proprio in queste ore sta valicando gli Urali per gettarsi con i suoi gelidi nuclei sopra le grandi pianure Sarmatiche, della Russia europea, continuando la propria decisa avanzata verso il cuore del vecchio continente. La tanto discussa configurazione barica che farà sprofondare l’intera Europa in uno dei più crudi episodi invernali di questi ultimi 20 anni, è già pronta all’azione. Sul continente purtroppo si iniziano a patire le prime conseguenze di questa severa fase di gelo, con i primi morti assiderati (in genere si tratta di senzatetto o persone che vivono in case prive di riscaldamento) nei paesi dell’Europa orientale, fra Russia europea, Bielorussia, Ucraina, Moldavia e Romania, dove i termometri, durante le ore notturne, sono abbondantemente scesi sotto i -20° -25°. Ma sarà solo l’inizio visto che sul finire di settimana buona parte dell’Europa, dalla Russia alla Francia e la Spagna, rischia di trasformarsi in una ghiacciaia, con vere e proprie giornate di ghiaccio, con il termometro costantemente inchiodato sotto la soglia degli zero gradi. Il gelo, avendo una origine puramente siberiana, rischia di farsi davvero cattivo, in particolare su tutti i paesi dell’est, dalla Russia europea all’Ucraina, la Moldavia, la Bielorussia, e sull’area del Baltico, dove i termometri scenderanno ben oltre la soglia dei -30°, creando non pochi disagi per le popolazioni locali.

Ecco l'immenso blocco anticiclonico russo-siberiano sull'Europa settentrionale

 Tutta colpa dell’immenso anticiclone termico “Russo-Siberiano” che quest’anno ha deciso di scomodarsi dai suoi territori di origine facendo penetrare la sua propaggine più occidentale ben oltre gli Urali, verso il nord delle pianure Sarmatiche e la penisola di Kola, nell’estremo settentrione della Russia europea. Tale decisione è stata presa in appoggio a una spinta dinamica, verso nord-est, dell’anticiclone oceanico delle Azzorre che rispondendo a una intensa azione di “forcing” (avvezione d’aria calda con intensi venti meridionali) esercitata in sede nord Atlantica e sul mar di Norvegia, a seguito di una netta divergenza della “Jet Stream” in uscita dal continente nord-americano, ha esteso i propri elementi più settentrionali fino alla regione scandinava, creando un impressionante blocco anticiclonico, con massimi barici al suolo prossimi ai 1058-1060 hpa (valori elevatissimi), che dalla Scandinavia si allunga fino alla Siberia centrale. Proprio lungo il bordo meridionale di questo possente anticiclone di blocco, che sopra la Scandinavia e l’Artico russo conserva ancora delle caratteristiche pienamente dinamiche (geopotenziali più alti) in alta quota a causa dell’intenso “forcing” (risalita di aria molto tiepida dalle latitudini sub-tropicali oceaniche) in atto fra Atlantico settentrionale e mar di Norvegia, viene risucchiata tutta l’aria gelida, il cosiddetto “freddo pellicolare” (che riguarda gli strati d’aria più prossimi al suolo), che dalle ghiacciate lande della Siberia occidentale e dalle steppe delle ex Repubbliche Sovietiche si versa nel continente europeo, muovendosi in modo retrogrado, con correnti disposte prevalentemente dai quadranti orientali, con venti al suolo tra NE e E-NE, la direzione tipica del “Buran“.

Ma da dove proviene il gelo che sta per inondare il vecchio continente dopo anni di latitanza ?

La bolla d’aria gelida che sta per versarsi sopra l’Europa proviene direttamente dal settore più meridionale del bassopiano siberiano occidentale, nell’area tra le città di Novosibirsk, Omsk, Kurgan e Tiumen, ed in parte anche dal nord della freddissima steppa del Kazakistan settentrionale, nella regione a nord del Lago d’Aral. In Europa non capitano cosi spesso episodi di “Burian” con il risucchio di masse d’aria gelida dal cuore delle steppe del Kazakistan. Si tratta quindi di masse d’aria veramente gelide e molto pesanti, con uno spessore limitato ai 1500 metri o poco più. Pur avendo delle origini secche e caratteristiche “termo-dinamiche” relativamente stabili, una volta scavalcati gli Urali e attraversate le grandi pianure della Russia europea, la Bielorussia e l’Ucraina, durante la sua discesa verso sud-ovest, l’aria gelida “pellicolare” può costringere l’aria più mite e umida, incontrata nel suo cammino verso l‘Europa centrale, a sollevarsi forzatamente verso l‘alto, generando una diffusa nuvolosità, apportatrice di precipitazioni sparse.

Durante la fase dell’intrusione del nocciolo d’aria gelida, attesa proprio a partire da domani, gli scontri termici con l’aria meno fredda e più umida preesistente sopra il vecchio continente, si fanno molto forti e pronunciati, al punto da sfornare delle estese linee di instabilità o dei fronti freddi secondari che scorrendo lungo il bordo meridionale dell’imponente anticiclone di blocco termo-dinamico, con massimi centrati tra Scandinavia, Finlandia e Russia europea, si spingono in moto retrogradato dall’Europa orientale verso la MittelEuropa, con delle nevicate di debole intensità che colpiranno la Russia meridionale, l’est dell’Ucraina, il nord della Turchia, le coste svedesi e la Danimarca. Ma, oltre al gran gelo proveniente nei bassi strati, bisognerà fare molta attenzione anche ai vortici ciclonici in quota, ossia alle gocce fredde colme di aria gelida (alla quota di 500 hpa) che dalla Russia europea si muoveranno in maniera retrogradata verso i paesi della MittelEuropa, allungando la spirale ciclonica fino alla Francia e alla Spagna. Difatti dipenderà dalla traiettoria di questi “bolidi gelidi”, con isoterme pronte a scendere fino a -45° alla quota di 500 hpa (aria davvero gelida in grado di dare luogo a forti nevicate fino al suolo), la possibilità di avere degli eventi nevosi davvero consistenti, che potrebbero ulteriormente aggravare la già delicata situazione, in termini di gelo, in molte aree d‘Europa. Tra domani e giovedi, il blocco d’aria gelida alla quota di 500 hpa, dalla Russia si spingerà verso la Bielorussia, l’Ucraina e la Polonia, spanciandosi fino alla MittelEuropa, l’Italia centro-settentrionale, la Francia e la penisola Iberica, dove si rischia un weekend insolitamente nevoso fino alle coste mediterranee, con fenomeni veramente importanti e insoliti. Inoltre, un’altra caratteristica di questa ondata di gelo, sarà proprio l’estensione che sarà davvero ampia e per più di 10 giorni terrà sotto scacco un continente intero. Insomma, il “Burian” ha già varcato gli Urali, ora non ci resta che aspettarlo e scoprire quali sorprese sarà in grado di riservarci.