Legambiente: “a Ischia pericolosi passaggi di grandi navi da crociera vicino la costa”

”C’e’ un rischio potenziale anche per l’ isola di Ischia dove e’ abituale il passaggio sotto costa di grandi navi da crociera, spinti da motivi ‘affettivi’, o da dimostrazioni di bravura del comandante, o da motivi commerciali e che costringe a deviare verso rotte piu’ rischiose di quella abituale tra Capri ed Ischia (Bocca Grande del Golfo di Napoli”. La denuncia di Legambiente per voce del suo presidente regionale Michele Buonomo e del presidente del circolo di Ischia Peppe Mazzara. ”Sono tante le segnalazioni arrivate all’indomani dell’incidente del Giglio – denuncia Legambiente – in particolare le navi spesso passano a nord ovest di Forio e transitano nel canale tra Ischia e Vivara attraversando sottocosta la zona B dell’ Area Marina Protetta , sfilando di fronte ai Comuni di Lacco Ameno e Casamicciola e Ischia porto, in zona di fondali relativamente bassi. Quest’area d’estate e’ affollatissima di imbarcazioni e le coste sono piene di bagnanti. Le navi per entrare da questo lato sottocosta interferiscono con i movimenti dei cetacei cui e’ dedicata la zona D dell’Amp. Le navi – non solo quelle di Costa – inoltre usano qualche volta ormeggiare dentro la zona B dell’Amp quindi sulle praterie di posidonia, di fronte al Castello Aragonese, oppure nella zona tra Casamicciola e Ischia. Tale comportamento e’ vietato dal regolamento dell’Amp, ma di fatto viene tollerato”. Legambiente rilancia: qualche mese fa il Comune di Ischia, su impulso del sindaco Ferrandino, presento’ un’idea progettuale che prevede, fra altre cose, la creazione di una grande banchina esterna all’attuale porto per permettere l’attracco di grandi navi. Dai ‘rendering’ proiettati si vedeva un impatto ambientale ed estetico enorme. Al momento il progetto non risulta avviato burocraticamente. ”Siamo contrari- concludono Buonomo e Mazzara di Legambiente – a qualsiasi ‘progetto’ di mega banchine per approdi crocieristici ma senza voler demonizzare la crocieristica riteniamo che si possano creare punti di ancoraggio, a distanza di sicurezza e in punti ben studiati in mare aperto per ‘parcheggiare’ le navi e permettere ai passeggeri di scendere a terra tramite motoscafi”.