Splendide nubi lenticolari al tramonto nello Stretto: cosa sono e come si formano
Le nubi, protagoniste assolute del cielo. Con le loro forme, i loro colori e tonalità, danno un tocco spesso magico e poetico alle nostre giornate. Come oggi pomeriggio intorno alle 17:00, all’ora del tramonto, quando sullo Stretto di Messina sono apparse, illuminate dal sole basso all’orizzonte, delle spettacolari nubi lenticolari, che hanno assunto un forte colore sul rosso proprio in concomitanza con il calare del sole oltre la dorsale Peloritana ed Etnea.
Ma cosa sono queste nubi così particolari? Quando e come si formano, e come mai si chiamano così?
Le nubi “lenticolari” sono state definite tali perchè assomigliano a una grande “lente”; sono abbastanza rare ma non troppo, e sono generate da onde d’aria. Si formano, infatti, quasi sempre in prossimità di rilievi (soprattutto vulcanici) perchè il vento incontra un ostacolo di grandi dimensioni e viene respinto formanto vere e proprie “onde” d’aria molto simili a quelle del mare. Si tratta delle tipiche “onde orografiche”, causate dall’impatto dei venti con le montagne. Proprio oggi pomeriggio un forte vento di tramontana ha investito l’Etna determinando un forte sollevamento di neve nei versanti meridionali del vulcano. La neve sollevata dal vento era talmente tanta da risultare visibile, come una nebbiolina sulla superficie vulcanica, sin dalla Calabria meridionale. L’onda orografica creata dall’Etna ha determinato la formazione delle nubi lenticolari che poi sono state trasportate dal vento verso sud e sud/est, e sono immortalate nelle foto che pubblichiamo in quest’articolo, scattate proprio da Reggio Calabria verso sud e sud/ovest intorno alle 17:00.
Il meccanismo della formazione delle nubi lenticolari, in fondo, è molto semplice: le masse d’aria che impattano contro il rilievo che le respinge, salgono di quota dilatandosi e raffreddandosi, facendo condensare il vapore in piccolissime goccioline d’acqua che formano la nuvola.
E che nuvola! Guardate che meraviglia …









































Credit: Gazzetta di Mantova
E’ rientrata sulla Terra la navicella russa in orbita per un mese con 45 topi e 15 tritoni, una missione dalla quale gli scienziati sperano di ottenere informazioni utili a un volo con equipaggio umano
Il professor Eric Achterberg e un team di scienziati dell’Università di Southampton, hanno condotto tre viaggi di ricerca nel 2010 a bordo della Royal Research Ship Discovery, per studiare
Il C.UFO.M. alias Centro Ufologico Mediterraneo, ancora una volta mostra gli ufo al pubblico degli appassionati con la oramai conosciuta rubrica “avvistamenti online”