Il turismo bianco tiene nonostante la crisi. E il numero degli italiani che amano la montagna e gli sport invernali continua a crescere. A dircelo sono i numeri. Negli ultimi cinque anni gli amanti degli sport invernali fanno segnare un +21 per cento di preenze. La spesa media viaggia sui 7,3 miliardi di euro a stagione. E’ quanto comunica Federalberghi. Da analisi congiunturali effettuate periodicamente dall’associazione capitanata da Bernabo’ Bocca emerge che gli italiani sono un popolo di sciatori. Nel quinquennio 2007/2011 il numero degli appassionati di sport invernali e’ passato da 8,5 milioni a quasi 10,3 milioni di persone (+21 per cento) con una media annua pari a 9,7 milioni di appassionati e una spesa sempre media pari a 7,3 miliardi di euro a stagione. “Questi numeri – commenta Bocca – fotografano un fenomeno che senza tema di smentita rappresenta il pilastro sul quale poggia l’economia turistica di molte realta’ montane italiane“. “L’auspicio e’ che le politiche nazionali e le scelte promozionali – conclude il presidente degli albergatori italiani- possano supportare una simile risorsa che consente all’Italia di competere ad armi pari con nazioni a vocazione sciistica ben piu’ antica della nostra“. I risultati provengono dalle indagini annuali effettuate analizzando i consumi turistici invernali degli italiani tra gennaio e marzo, mediante l’effettuazione di circa 3.500 contatti telefonici, con sistema C.A.T.I. (Computer assisted telephone interview), a un campione rappresentativo della popolazione italiana maggiorenne (circa 50.113.000 individui), stimando la quota dei minorenni attraverso una domanda specifica a quanti nel corso dell’intervista dichiarano di aver effettuato una settimana bianca e/o un week-end sulla neve. Per l’esattezza il turismo bianco e’ complessivamente aumentato passando da 8 milioni 464 mila individui nel 2007 a circa 10 milioni e 250 mila nel 2011 per un incremento del 21 per cento. Confrontando i dati delle settimane bianche e dei week end sulla neve nel periodo considerato, si evidenzia come nell’ultimo biennio (2010/2011) i week end sulla neve abbiano coinvolto un minor numero di vacanzieri rispetto alle settimane bianche mentre tra il 2007 e il 2009 il fenomeno risultava invertito, con un maggior numero di vacanzieri che hanno usufruito di un week end sulla neve.
– VACANZE BIANCHE – Nel dettaglio il 2007 ha visto 4,5 milioni di italiani effettuare week end sulla neve e quasi 4 milioni beneficiare di una settimana bianca. Stesso trend si e’ registrato nel 2008 con 4,8 milioni di sciatori del fine settimana e 4,4 milioni di vacanzieri settimanali. Nel 2009 la forbice tra i due contingenti ha subito una netta divaricazione con 5,7 milioni di persone che hanno solcato le piste preferibilmente nei week end e 4,1 milioni che si sono permessi un periodo di soggiorno settimanale. Nel 2010 la quota degli appassionati del fine settimana e’ calata (5,1 milioni) mentre e’ fortemente risalito il contingente dei settimanali (5,8 milioni), per arrivare al 2011 quandoi due gruppi di vacanzieri si sono molto ravvicinati: quasi 5 milioni i weekendisti e 5,3 milioni i settimanali. Il giro di affari complessivo per settimane bianche e week end sulla neve presenta il suo picco nel 2010 con 8 miliardi e 545 milioni di Euro e il suo minimo nel 2009 con 6 miliardi e 69 milioni di Euro. Nel 2011 tale fatturato decresce rispetto all’anno precedente del 9,2 per cento circa attestandosi a 7 miliardi e 761 milioni di euro, per un risultato medio pari a 7,3 miliardi di euro.
– GIRO D’AFFARI – Analizzando le singole voci si evidenzia come nel 2007 le settimane bianche hanno prodotto un giro d’affari pari a 3,5 miliardi di euro rispetto ai 2,7 miliardi di euro dei week end. Parallelamente nel 2008 entrambe le voci hanno segnato una crescita toccando i 4,8 miliardi di euro per le vacanze settimanali e i 3,2 miliardi di Euro per i fine settimana. Flessione marcata nel 2009 allorquando il fatturato delle settimane bianche e’ calato a 3,4 miliardi di euro e quello dei week end a 2,6 miliardi di euro, per riprendersi in modo eclatante nel 2010 con 4,9 miliardi di euro per i settimanali e 3,6 miliardi di euro per gli appassionati delle vacanze brevi. Il 2011,infine, registra un assestamento con 4,3 miliardi di euro in settimane bianche e 3,4 miliardi di euro in week end.
– SETTIMANE BIANCHE – Relativamente alle sole settimane bianche trascorse dagli italiani, l’analisi degli ultimi cinque anni mostra un andamento sinusoidale: una lieve crescita nel 2008 con 4,4 milioni di individui, una lieve flessione nel 2009 con 4,1 milioni, una impennata nel 2010 con 5,8 milioni di italiani e nuovamente un calo nel 2011 con 5,3 milioni di sciatori. Da sottolineare comunque che pur registrando nell’ultimo anno un decremento dell’8,3 per cento rispetto al 2010, quanti hanno fatto una settimana bianca sono stati ben piu’ di 5 milioni di individui, quando nel 2007 erano poco meno di 4 milioni. La spesa pro capite comprensiva di trasporto, alloggio, cibo, impianti, corsi di sci e divertimenti negli ultimi 3 anni sempre per le settimane bianche e’ stata pressoche’ stabile, circa 600 euro a persona, ma sicuramente inferiore rispetto al 2007/2008 (circa l’8 per cento in meno), quindi all’aprirsi della gravissima crisi economica mondiale.
– REGIONI PIU’ GETTONATE – Un capitolo a parte riguarda la classifica delle localita’ sciistiche prescelte dagli italiani per trascorrere un periodo di riposo di almeno sette giorni in perfetta forma fisica sulla neve. E’ il Trentino-Alto Adige la regione montana piu’ “frequentata” in assoluto negli ultimi cinque anni con una media del 38,5 per cento di domanda. Una percentuale che distanzia le altre regioni di oltre quattro volte. Seguono infatti nell’ordine il Piemonte e la Lombardia (con l’8,9 e l’8,5 per cento) che sicuramente possono contare su un bacino di sciatori regionali abituati a scegliere le loro montagne per trascorre periodi di svago sciistico. Quindi troviamo la Valle d’Aosta col 7,8 per cento, il Veneto col 7,2 per cento e l’Abruzzo col 7,1 per cento, regione quest’ultima che pur trovandosi molto a di sotto della linea delle grandi vette, mostra di saper reggere bene la competizione. In relazione alle strutture ricettive scelte per la settimana bianca, gli italiani prediligono quasi in maggioranza assoluta l’albergo (mediamente il 48,1 per cento della domanda) seguito a grande distanza dalla casa di proprieta’ (mediamente il 16,6 per cento della domanda). Da sottolineare il continuo incremento nel periodo esaminato delle case di parenti e amici nonche’ dei villaggi turistici.
– WEEK END SULLA NEVE – I vacanzieri del fine settimana, cioe’ coloro che non hanno trascorso una vacanza lunga sulla neve ma solo week-end in localita’ invernali, mostrano un trend diverso da quello di quanti si concedono la settimana bianca: fino al 2009 i dati mostravano una continua crescita mentre oggi sembrano in lenta diminuzione. Piu’ o meno stabile il numero medio di week-end effettuati nell’arco della stagione invernale: si effettuano, ogni anno, mediamente 2 fine settimana sulla neve con una quota di 1,9 nel 2007, salita a 2,1 nel 2008, crollata ad 1,6 nel 2009, risalita nettamente a 2,3 nel 2010 ed assestatasi nel 2011 sempre a 2,3. In lieve altalena invece la spesa media pro-capite dei weekendisti che nel 2007 spesero 308 euro, 310 euro nel 2008, 295 euro nel 2009, 306 euro nel 2010 e 302 euro nel 2011. In relazione infine alle strutture ricettive scelte, anche per i week end sulla neve la struttura alberghiera rimane quella maggiormente preferita dalla clientela (mediamente il 49,7 per cento della domanda), incalzato dalla casa di parenti e amici (mediamente il 13,9 per cento della domanda).


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