Battleship, il pericolo viene dal mare

lunedì 20 febbraio 2012, 09:01 di

Ci apprestiamo a vedere al cinema il film “Battleship”, prodotto e diretto da Peter Berg. Un film che si annuncia tra i più costosi del suo genere, una trasposizione per il grande schermo del popolarissimo gioco della “Battaglia navale”.

La storia, o meglio, l’avventura, si snoda attraverso i mari, ma anche nei cieli e sulla terraferma. Il protagonista assoluto è la flotta della Marina degli Stati Uniti, che deve affrontare una terribile battaglia contro una razza aliena, chiamata Regents, interessata a sfruttare una fonte energetica presente nelle profondità dell’oceano, per cui gli uomini sono costretti ad ingaggiare una impari lotta per la sopravvivenza contro una forza enormemente superiore.

A parte questo, molti altri film di fantascienza hanno per argomento la sopravvivenza del genere umano contro un pericolo che viene dal mare. Ma nella realtà, esistono effettivamente delle forze, provenienti dalla superficie o dalle profondità marine che rappresentano dei gravi pericoli? La risposta ovviamente è si, anche se nella realtà non si tratta di forze aliene, ma di perturbazioni meteorologiche molto violente. Ci riferiamo in questo caso agli uragani, tuttavia esistono altri tipi di pericoli, sempre perfettamente conosciuti e spiegabili scientificamente, annidati nel cuore della stessa Terra, che possono rappresentare dei pericoli anche maggiori, come ad esempio gli Tsunami o le eruzioni dei vulcani sottomarini.

Come possiamo subito capire, l’argomento è molto vasto, in questo articolo accenneremo solamente agli uragani ed in particolare al famigerato Katrina che, dal 29 al 31agosto 2005 causò oltre 1800 morti nello stato della Luisiana, di cui la maggior parte nell’area metropolitana di New Orleans, classificandosi al secondo posto per numero di vittime, dopo quello di Okeechobee del 1928, che ne causò oltre 2500.

Il Katrina si è formato il il 23 agosto 2005, sopra le isole Bahamas. Da quella zona si è mosso verso la costa meridionale degli Stati Uniti, attraversando la Florida come uragano di categoria 1. Entrato nel Golfo del Messico, è stato alimentato dal vapore che si sprigionava da quel mare caldo e si è rafforzato fino a raggiungere, la mattina del 28 agosto,  la categoria 5 della scala Saffir-Simpson, con venti di 280 km/h ed una pressione atmosferica centrale minima di 902 mbar, tale da scoperchiare una abitazione in muratura. I meteorologi del Centro Nazionale Uragani di Miami avevano già previsto che, nel suo percorso, avrebbe attraversato la città di New Orleans, per cui il Presidente George W. Bush ha dichiarato lo stato di emergenza in Louisiana, Alabama e Mississippi due giorni prima dell’arrivo dell’uragano sulla terraferma.  In seguito a tale provvedimento, sono state istituite evacuazioni volontarie e obbligate per vaste aree del sud-est della Louisiana, così come per le zone costiere di Mississippi e Alabama. Circa 1,2 milioni di residenti della Costa del Golfo sono stati coinvolti in ordini di evacuazione,  principalmente nell’aera metropolitana della città.

Il 29 agosto, alle ore 6 di mattina, l’onda di tempesta di Katrina ha causato 53 differenti brecce negli argini attorno a New Orleans inondando l’ottanta percento della città.

Il disastro ha coinvolto 233 000 km² di superficie, un’area quasi grande come il Regno Unito, inoltre ha causato in Louisiana forti precipitazioni, fino a 380 mm di pioggia caduti in una vasta zona della parte orientale dello Stato.

La maggior parte delle finestre del lato nord dell’hotel Hyatt Regency di  New Orleans, uno dei più lussuosi e sicuri dello stato sono state spazzate via, mentre i letti sono volati fuori dalle finestre

Il quadrante del fronte destro di Katrina è passato sopra la costa occidentale del Mississippi, causando una potente onda di tempesta alta 8,2 m che è penetrata per 10 km nell’entroterra lungo baie e fiumi.

Il 30 agosto, l’uragano Katrina ha cominciato ad indebolirsi muovendosi sulla terraferma, ma la forza delle folate dei venti della tempesta tropicale è stata registrata anche molto a nord, nel Kentucky  e i venti hanno danneggiato alberi anche a New York.

Altre notizie di carattere scientifico si possono trovare sul blog    http://alfiogiuffrida.blogspot.com/

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