
D’improvviso sull’Italia, come sul resto d’Europa, piomba una cruda fase invernale che sta paralizzando un intero continente. Dopo tanti anni di latitanza le propaggini più occidentali dell’immenso anticiclone termico russo-siberiano hanno oltrepassato gli Urali e si sono spinte fino alle pianure Sarmatiche e alla penisola Scandinava, congiungendosi con l’alta pressione delle Azzorre, che in questo periodo invernale ha mantenuto un proprio “Centro d’Azione” sul vicino Atlantico, davanti la penisola Iberica e la Francia. Tale configurazione ha permesso la realizzazione del tanto invocato “Ponte di Weikoff” che si origina solo quando l’alta pressione delle Azzorre, per una sua pulsazione dinamica interna, si erge con i propri elementi verso nord-est, in direzione della Scandinavia, per fondersi con le propaggini più occidentali del famoso anticiclone termico Russo, che dagli Urali si affaccia verso la Russia europea e il mar Baltico. L’unione fra le due differenti figure anticicloniche da vita a un grande ponte anticiclonico, con asse orientato da sud-ovest a nord-est, che dal vicino Atlantico si estende fino alla Russia europea e ai bassopiani siberiani (oltre gli Urali), favorendo il richiamo e l’aspirazione delle masse d’aria molto gelide preesistenti sopra le lande ghiacciate siberiane. L’aria gelida, di origine siberiana, scorrendo lungo il bordo più meridionale della poderosa figura di blocco anticiclonica, dai bassopiani della Siberia occidentale e dalle innevate steppe del Kazakistan si è mossa verso le pianure della Russia europea, per poi invadere in pieno l’Europa centro-orientale, penetrando attraverso gelidi venti da NE e E-NE che fanno sprofondare la colonnina di mercurio su valori che si portano ampiamente sotto la soglia dello zero termico, specie quando l‘origine della massa d’aria è siberiana.

E’ proprio quello che si è appena concretizzato in questa settimana, quando l’aria gelida, di origini continentali, ha raggiunto il bacino centrale del mar Mediterraneo, confluendo sulle più miti e umide correnti occidentali presenti tra il basso Mediterraneo e le coste nord-africane. Lo scontro fra le masse d’aria gelide, in sfondamento dalla regione carpatico-danubiana verso il golfo di Trieste, il mar Ligure e il Mediterraneo centro-occidentale, tramite i forti venti di Bora e Grecale, con le più tiepide e umide correnti occidentali, che scorrono lungo il basso Mediterraneo, continua a favorire lo sviluppo e l’ulteriore approfondimento di giovani ciclogenesi mediterranee, ben strutturate dai medi-bassi strati, responsabili delle forti nevicate che in queste ore stanno imbiancando molte località e città dell’Italia centro-settentrionale e da poche ore persino la capitale che si presenta già imbiancata in diversi quartieri. Dopo le abbondanti nevicate che nei giorni scorsi hanno seppellito di neve fresca l’intera Emilia/Romagna, con accumuli davvero eccezionali nell’area di Forlì e sui colli Romagnoli, dove il manto nevoso ha superato il metro di altezza già in collina, ora toccherà alle regioni centrali fare il carico di neve, sin dalle pianure.
L’Italia centrale, dall’adriatico alle coste tirreniche, rischia di essere interessata da persistenti fenomeni nevosi, anche abbondanti sulle coste di Marche e Abruzzo
La configurazione che si sta delineando in queste ore è davvero ideale per vedere abbondanti nevicate su tutte le regioni centrali, con una profonda ciclogenesi in fase di ulteriore approfondimento sul basso Tirreno, che richiama gelidi venti nord-orientali che tramite la porta della Bora (golfo di Trieste) si gettano con forza lungo tutta l’Italia centro-settentrionale e la Sardegna, con forti venti di Grecale e Tramontana che sul medio-basso Tirreno vanno a scontrarsi con il sostenuto richiamo sciroccale che dall’entroterra algerino e dalla Libia occidentale risale verso le nostre regioni meridionali e l’area ionica, spingendo verso le regioni centrali masse d’aria più tiepide, ma anche molto più umide, che tenderanno a scorrere sopra l’aria fredda di origine continentale che continua ad affluire dall’alto Adriatico, in particolare dal golfo di Trieste, dove la Bora è pronta a soffiare con raffiche furiose, di oltre i 120-130 km/h.
L’interazione fra le differenti masse d’aria produrrà una intensa nuvolosità che si invorticherà proprio sulle regioni centrali, dando la stura a persistenti precipitazioni che assumeranno prevalente carattere nevoso, fino a quote pianeggianti, fra la bassa Romagna (dove è caduta già tanta neve fresca), le Marche, l’Abruzzo, l’Umbria e il Lazio, almeno fino all’area della capitale e sul frusinate, dove non sono esclusi accumuli fino ai litorali tirrenici. Entro la serata la neve potrebbe raggiungere pure le pianure del Molise, imbiancando pure i litorali e la zona di Termoli e sul confine con la Puglia settentrionale. Ma se la neve cadrà, anche fitta, fino in pianura, figuriamoci cosa accadrà su tutta la dorsale appenninica, dove la coltre nevosa rischia di superare i 70-80 cm, se non il metro di altezza, specie nelle zone interne di Marche, Abruzzo, e nelle province di Campobasso e di Isernia. Molti centri e paesi della fascia appenninica sono a serio rischio di isolamento per le abbondanti nevicate che rischiano di rendere impercorribili diverse arterie. Vere e proprie tormente nelle prossime ore sono attese sull’entroterra marchigiano e abruzzese, dove cadrà tantissima neve. Ma anche sulle zone interne del Lazio, dal viterbese al frusinate e rietino, le nevicate si faranno persistenti e molto abbondanti, creando non pochi disagi, soprattutto nella circolazione stradale. Forti nevicate, dalla serata e dalla nottata successiva, interesseranno pure le zone interne della Campania, in particolare il beneventano, l’avellinese, con rovesci nevosi anche particolarmente abbondanti, mentre sulle coste ci sarà la possibilità di qualche temporale, anche a carattere grandigeno, pronto ad interessare il napoletano e il salernitano. Nella mattinata di domani, con lo spostamento verso levante della profonda ciclogenesi, attualmente attestata con un minimo barico al suolo di ben 999 hpa, si verficherà un netto peggioramento delle condizioni atmosferiche su tutto il sud, con piogge e rovesci diretti verso la Sicilia, la Calabria e in seguito anche sull’area ionica e la Puglia, dove lungo la confluenza fra i miti venti sciroccali in risalita dallo Ionio e l’aria più fredda in sfondamento da Ovest lungo il basso settore tirrenico, si svilupperanno pure dei fenomeni temporaleschi, particolarmente intensi e in grado di produrre delle grandinate. Mentre il sud viene raggiunto dai primi refoli d’aria fredda, che innescheranno parecchia instabilità, specie fra Campania, Calabria, Sicilia e Puglia, sulle regioni centrali continuerà a nevicare, a tratti anche fitto, fino alle coste del riminese, le Marche, l’Abruzzo e il Molise. Delle nevicate a carattere sparso interesseranno anche il Lazio e l’area della capitale, almeno fino al tardo pomeriggio, con probabili imbiancate favorite dall’ulteriore crollo dei valori termici. Nel corso della giornata si assisterà ad un ulteriore crollo della quota neve, fino a quote collinari, fra Basilicata, Campania e Calabria centro-settentrionale, dove la neve farà la sua comparsa a quote piuttosto basse, imbiancando diversi centri e paesi. L’instabilità coinvolgerà pure la Sardegna, dove i cieli saranno nuvolosi o molto nuvolosi, con delle precipitazioni sparse che assumeranno prevalente carattere nevoso fin dai 200-100 sul nord dell’isola, tanto che non sono escluse delle imbiancate fino in pianura e sulle coste in alcune aree del nuorese e sassarese. Sulle regioni settentrionali e tra la Liguria e la Toscana il tempo andrà pian piano a migliorare, ma il clima si mostrerà veramente glaciale, con il termometro inchiodato sotto la soglia degli zero gradi e condizioni di gelo, anche molto intenso nelle aree ben innevate, tanto che durante la notte non sono escluse minime anche sotto i -12° -16°. Domenica, con l’allontanamento dell’area depressionaria verso il nord della Grecia, si registrerà un ulteriore miglioramento sulle regioni centrali, con la cessazione delle ultime nevicate fra Marche e Abruzzo, mentre l’instabilità si concentrerà principalmente sulle estreme regioni meridionali e sulla Sicilia, dove si attarderanno delle piogge e dei rovesci che diverranno nevosi fin dai 600 metri, a quote leggermente più alte sulla Sicilia, specie la parte orientale. Il clima sarà veramente da freezer, specie sulle regioni centro-settentrionali, dove di notte si scenderà ben sotto i -12° -15°, in particolare fra il basso Piemonte e l’Emilia, in aree già pesantemente innevate, dove comparirà l’effetto Albedo.
Ma ora andiamo a vedere nei dettagli cosa dovremo attenderci in questo gelido fine settimana.
PREVISIONI
SABATO 4 FEBBRAIO 2012
Al mattino su quasi tutto il nord si farà avanti un rapido miglioramento, con qualche annuvolamento confinato fra basso Piemonte ed Emilia, ma il clima sarà alquanto gelido, reso ancora più rigido dalle taglienti raffiche di Bora, da E-NE, specie sul Friuli, il Veneto e la Romagna. In quasi tutto il nord si vivrà una giornata da ghiaccio, con valori termici costantemente inchiodati sotto i +0°. Un po’ di nuvolosità, al primo mattino, risalirà fino alle coste della Romagna, causando delle nevicate sulle coste del riminese, nel cesenatico e lungo i litorali marchigiani. Clima rigido con ampie zone di sereno anche in Liguria e dalla tarda mattinata pure sulla Toscana, a parte degli annuvolamenti sull’areatino e sul grossetano. Tempo marcatamente invernale su Marche, Abruzzo, Umbria e Lazio dove l’intensa copertura nuvolosa determinerà fitte nevicate fino a quote pianeggiante e sulle coste, con importanti accumuli dal pesarese, maceratese, fino al teramano e al chietino. Le nevicate non risparmieranno le coste dell’anconetano e del pescarese, dove potrebbero cadere più di 30 cm di neve fresca sulle spiagge. Nel corso della mattinata la neve tornerà ad imbiancare il Lazio, fino al viterbese, il frusinate e all’area della capitale, dove riprenderà a nevicare in modo consistente, con accumuli anche superiori ai 10-15 cm in vari quartieri di Roma. Le nevicate interesseranno pure il Molise e il foggiano, fino a quote pianeggianti, con discreti accumuli. Su tutto l’Appennino centro-meridionale sono attese forti nevicate che potranno assumere carattere di autentica tormente tra le Marche, l’Abruzzo, il Molise e le zone più interne di Lazio e Campania. Tempo molto instabile anche tra Campania, Basilicata, Puglia e Calabria, dove giungeranno delle piogge e dei rovesci sparsi che diverranno prettamente nevosi sino a quote collinari tra Campania e ovest della Basilicata. Sulle coste campane sono probabili pure dei temporali con fenomeni grandigeni. Altri temporali dallo Ionio risaliranno in direzione del Salento e della Puglia. In mattinata peggiorerà pure sulla Sicilia, in particolare sul settore centro-occidentale della regione, dove arriveranno delle piogge e dei rovesci, a partire dal trapanese e palermitano. Cieli nuvolosi o molto nuvolosi anche sul nord della Sardegna con delle precipitazioni sparse che assumeranno prevalente carattere nevoso fin dai 100-200 metri di altezza sul nord dell’isola, tanto che non sono escluse delle imbiancate fino in pianura e sulle coste in alcune aree del nuorese e sassarese, fino ad Olbia.
Nel pomeriggio si assisterà ad un ulteriore miglioramento sulle regioni settentrionali, dove il clima resterà molto rigido. Il maltempo invece insisterà sulle regioni centrali con nevicate tra Marche, Abruzzo, Umbria e Lazio che dovrebbero iniziare a scemare solo dalla serata successiva. Sulle coste di Marche, Abruzzo e Molise, la neve cadrà fitta fino alla serata successiva, lasciando importanti depositi, localmente anche più di 20-30 cm, sulle aree costiere. Nevicherà, in modo sparso, pure tra Umbria, Lazio, specie sul viterbese, frusinate e su buona parte dell’hinterland di Roma, con accumuli probabili fino alle zone costiere dell’Agro Pontino. Rovesci nevosi investiranno la Sardegna settentrionale, in particolare la Gallura, con fioccate fino alle zone costiere, mentre sulla parte meridionale dell’isola la neve cadrà a quote un po’ più alte. L’instabilità si concentrerà sulle regioni meridionali con delle precipitazioni sparse che assumeranno carattere nevoso fino a quote collinari fra Basilicata, Campania e nord della Calabria. Delle piogge e dei rovesci si vedranno pure fra il nord della Sicilia e la Puglia, con quota neve in netto calo dalla serata sulla Sicilia occidentale. Sempre dalla serata è attesa una sensibile attenuazione delle nevicate fra Lazio, Umbria e sulla Campania. Continuerà a nevicare su Marche, Abruzzo e Molise, ma anche qui le precipitazioni tenderanno ad attenuarsi dalla nottata successiva, con un ulteriore miglioramento.
DOMENICA 5 FEBBRAIO 2012
Al mattino avremo condizioni di tempo stabile e per lo più soleggiato su tutto il nord e sulla Liguria e la Toscana, con cieli in genere sereni o poco nuvolosi. Un po’ di nuvolosità sparsa sarà presente tra Umbria, Lazio e Campania, ma anche qui si faranno avanti ampie schiarite dalla tarda mattinata. Cieli nuvolosi o molto nuvolosi resisteranno fra le Marche, l’Abruzzo e il Molise, con residue deboli nevicate fra l’entroterra marchigiano, abruzzese e molisano. Permane una situazione di instabilità sulle regioni meridionali, con piogge e dei rovesci sparsi che assumeranno carattere nevoso a quote superiori ai 700-800 metri fra il nord Sicilia e la Calabria meridionale, mentre sull’entroterra sardo nevicherà a quote collinari, con possibili fioccate fino alle coste sul settore nord-orientale dell’isola.
Nel pomeriggio permane il tempo buono su buona parte delle regioni centro-settentrionali, con cieli pronti a spaziare dal sereno al poco nuvoloso o parzialmente nuvoloso. Ampie zone di sereno anche sulla Liguria, Toscana e sull’Umbria. Ancora un po’ di nuvolosità sarà presente su Marche, Abruzzo e Molise, con qualche possibile nevicata residua relegata alle aree dell’entroterra. Schiarite sempre più ampie si dovrebbero vedere sul Lazio, anche se non mancheranno locali annuvolamenti. Sulle regioni meridionali insisterà ancora una netta instabilità con cieli irregolarmente nuvolosi che daranno la stura a precipitazioni sparse fra la Sardegna orientale, la bassa Campania, la Basilicata, la Calabria e il nord della Sicilia. Sui rilievi della Sardegna orientale, sui monti Lucani e sul nord della Calabria le precipitazioni assumeranno carattere nevoso fino a quote di bassa collina. Solo sui monti della Calabria centro-meridionale e su quelli della Sicilia settentrionale la quota neve sarà attestata a quote più alte, sopra i 700-800 metri, anche se durante i rovesci non sono escluse delle fioccate a quote ancora più basse di quelle previste.
TEMPERATURE
Sono previste in netto calo su tutte le regioni, in particolare sulle regioni centro-settentrionali e sulla pianura Padana, dove in alcune aree del basso Piemonte e dell’Emilia si toccheranno picchi gelidi di ben -15° -16° -17°, localmente anche più giù, grazie anche all’”effetto Albedo” sul suolo innevato.Bisognerà fare molta attenzione alle lastre di ghiaccio che si formeranno nelle aree innevate. In qualche località si potranno misurare dei valori vicini ai record stabiliti nelle storiche invernate del 1985 e del 1996. Tra sabato notte e domenica il calo termico si avvertirà anche sulle regioni meridionali ed in Sicilia, tuttora interessate dal richiamo mite sciroccale.
VENTI
Domani al mattino soffieranno intensi di Bora e Grecale su buona parte del centro-nord, con delle intense burrasche fra l’alto Adriatico, le coste della Riviera di Ponente e quelle Toscane fino all’Arcipelago Toscano e l’alto Tirreno. Forti venti da Nord investiranno il mar di Corsica e di Sardegna mentre nel tratto di mare attorno le Baleari si attiveranno forti burrasche da N-NO che spireranno fino alle coste algerine, con raffiche ad oltre 70-80 km/h. Sul golfo di Trieste al primo mattino la Bora spirerà violenta, con raffiche capaci di superare i 120-130 km/h, il fortissimo e rafficato vento da E-NE andrà ad attenuarsi solo dal tardo pomeriggio. Sostenuti venti occidentali saranno presenti fra basso Tirreno e Ionio, mentre sul Salento e Canale d’Otranto il forte Scirocco della mattinata sarà sostituito da un moderato Libeccio. Nella giornata domenicale i forti venti da NE e N-NE si attenueranno su tutti i mari, spirando da moderati a sostenuti, con raffiche di Bora sul golfo di Trieste. Una sostenuta ventilazione da NO interesserà il Canale di Sardegna e di Sicilia.
MARI
Domani si presenteranno da molto mossi ad agitati, con possibili deboli mareggiate sui litorali del Veneto, Romagna e Marche. I bacini ad ovest della Sardegna rischiano di diventare molto agitati, con onde alte più di 3.0-4.0 metri pronte a dirigersi verso le coste algerine. Intense risacche, per intensa onda lunga in scaduta da S-SE, interesseranno anche le coste salentine e l’area del golfo di Taranto. Il moto ondoso si attenuerà sensibilmente nella giornata di domenica, con mari mossi o molto mossi, tranne i bacini ad ovest della Sardegna che risulteranno ancora agitati, con marosi alti più di 3.0 metri.
TENDENZA PER LA PROSSIMA SETTIMANA
L’inizio di settimana sarà caratterizzato da un clima veramente gelido a causa delle basse temperature e del continuo afflusso di aria molto fredda, di origine continentale, che manterrà la colonnina di mercurio su valori ampiamente sotto i 0°. Solo sulle estreme regioni meridionali e sulle isole maggiori avremo valori termici positivi nelle zone costiere, mentre il resto del territorio nazionale piomberà sotto lo zero. Il gelo si ammorbidirà non prima di giovedi o venerdi, quando è atteso un graduale aumento delle temperature per delle ingerenze umide oceaniche che proveranno a scorrere sopra il cuscino d’aria gelida che si è appena depositato nei bassi strati.


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