L’Europa e’ interessata a attuare politiche di tutela e sviluppo per il grande Nord e lo dimostra il tour compiuto dall’alta rappresentate per gli affari esteri e vice presidente della Commissione Catherine Ashton durante il quale ha preso contatto con i rappresentanti dei governi finlandese, norvegese e svedese e con numerosi esperti scientifici della regione artica. L’impegno per l’elaborazione di una politica sostenibile all’ insegna della cooperazione con gli Stati del Grande Nord e le loro istituzioni ha incontrato grande consenso. E l’Ue intende consolidare quanto gia’ raggiunto grazie agli accordi di cooperazione bilaterali e multilaterali con gli Stati artici. A prescindere dalle tematiche che riguardano questa regione, Norvegia e Islanda sono gia’ attivamente coinvolte nello spazio economico europeo (See) e nella cooperazione avviata con Schengen. La Ashton nel ricordare come l’Unione europea faccia gia’ parte del Consiglio artico in qualita’ di osservatore ad hoc, ha ribadito l’interesse a ottenere lo status di osservatore permanente, soprattutto dal momento che quasi tutte le tematiche che rivestono una certa rilevanza per questa regione sono passate, almeno in parte, sotto l’ambito comunitario. L’Europa contribuisce con un ingente sostegno finanziario e con azioni di ricerca in materia di trasporti, energia, sicurezza marittima e ambiente. Ma riconosce che l’aiuto e’ reciproco soprattutto in questo settore. Come e’ stato sottolineato anche nel recente confronto sul tema tenutosi in Parlamento, va riconosciuta e apprezzata la volonta’ delle popolazioni dell’area di sviluppare il territorio in cui vivono, secondo principi di rispetto dell’ambiente, di sottrarsi al turismo e di rifiutare l’ipotesi che venga trasformato in una sorta di parco nazionale, pur mettendo in pratica tutti gli interventi che interessano l’ecosistema e gli habitat naturali in modo che perseguano le regole della conservazione. In tema di cooperazione, l’Ue si pone come interlocutore privilegiato per gli Stati artici, per il ruolo di apripista che ha rivestito su temi quali la tutela dell’ambiente e la lotta ai cambiamenti climatici, ma anche in veste di acquirente delle materie prime reperibili nell’Artico, che consistono non soltanto in petrolio e gas, ma anche minerali rari. Ne e’ esempio la cooperazione tra Norvegia e Russia sul giacimento Shtokman, nel Mare di Barents, in base al quale l’estrazione delle risorse minerarie avviene nel rispetto dei piu’ rigorosi standard ambientali norvegesi. E ci si augura che altrettanto severe saranno le misure di tutela applicate per l’esplorazione dell’Oceano Artico oggetto dell’accordo di cooperazione sottoscritto di recente da Russia e BP. L’Ue mette inoltre a disposizione del grande Nord i sistemi di monitoraggio via satellite che rappresentano un prezioso strumento sia per l’ambiente, sia in vista dell’apertura di nuove rotte marittime, come il passaggio a Nord Est. La cooperazione in questo ambito permettera’, ad esempio, di abbreviare le rotte marittime che collegano l’Asia sudorientale, fattore indubbiamente rilevante – soprattutto dal punto di vista finanziario – per l’Ue, cui fa capo quasi il 40% della flotta commerciale mondiale. E il programma quadro di ricerca costituisce gia’ una solida premessa per espandere ulteriormente la cooperazione scientifica tra i vari istituti artici di ricerca nelle rispettive stazioni nella regione. La creazione di un centro d’informazione per l’Artico, incaricato di raccogliere e valutare tutte le informazioni relative a questa regione, consentira’ inoltre di migliorare la conoscenza soprattutto per quanto riguarda il monitoraggio in materia di cambiamento climatico.
Ambiente e clima: l’Europa al lavoro per la tutela del grande nord


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