Il clima, la geografia, i rischi sismici e tante curiosità sul Cile

Il Cile è un Paese “anomalo” dell’America Latina, perchè si differenzia da tutti gli altri Stati Sud-Americani non solo per geografia, territorio e quindi clima, ma anche per lo sviluppo sociale, economico e tecnologico, all’avanguardia internazionale e al passo con le più grandi potenze mondiali.

Con i suoi quasi 17 milioni di abitanti distribuiti su una superficie di 755.838,7 km², il Cile si sviluppa lungo una strettissima “striscia” di terra molto molto lunga, tanto che va a confinare a nord addirittura con il Perù, a nord/est con la Bolivia e poi a est con l’Argentina fino allo Stretto di Drake a sud, non troppo lontano dall’Antartide.

Il tratto marino che separa il Cile dall’Antartide è di 645 chilometri, ed è uno dei tratti di mare più burrascosi dell’intero pianeta per la fortissima Corrente Circumpolare Antartica che soffia per tutto l’arco dell’anno.

Il Cile è lungo ben 4.300 chilometri, ha una larghezza media di appena 200 chilometri e sorge nell’estremo sudovest del continente americano tra l’Oceano Pacifico che ne bagna le coste a occidente e la Cordigliera delle Ande che ne segna il confine con l’Argentina a oriente.

Sono inoltre Cilene molte isole dell’Oceano Pacifico. Le più importanti sono le Juan Fernández, Sala y Gómez, le Isole Desventuradas e l’Isola di Pasqua, situata in Polinesia: per questo motivo possiamo parlare del Cile come un Paese “tricontinentale” perché si estende in Sud America, in Antartide e in Oceania.

Il Cile è situato in un’area compresa nella cintura di fuoco ed è quindi ad elevato rischio sismico a causa dei movimenti di subduzione della placca di Nazca contro la placca sudamericana. Ricordiamo tutti, infatti, il violento sisma del 27 febbraio 2010, di magnitudo 8,8 Richter, tra i più violenti della storia della Terra negli ultimi secoli. Dopotutto se state per partire per il Cile, o se state programmando un vostro viaggio nel Paese più sud/occidentale delle Americhe, non dovete preoccuparvi dei terremoti perchè lo sviluppo e il progresso del Paese lo pongono ai primissimi posti tra gli Stati con le costruzioni più antisismiche del mondo. Qui, infatti, sono garantiti tutti gli standard di sicurezza possibili con le tecnologie moderne, basti pensare che il violento terremoto del 27 febbraio 2010 provocò meno di 500 morti, quasi tutti dovuti allo tsunami che colpì le coste. Poche costruzioni rimasero danneggiate, e non ci furono crolli, nonostante l’eccezionalità della scossa.

Anche il clima del Cile è, comunque, abbastanza estremo, specie nelle zone più settentrionali e più meridionali del Paese. In quanto lunghissimo proprio per la sua estensione geografica, ha differenti climi molto vari tra loro.

Le regioni del nord sono quasi completamente desertiche e tra le più aride del mondo.

Quelle meridionali hanno una grandissima piovosità, un clima molto molto freddo specie in inverno, e fortissimi venti medi specie nelle zone della Patagonia cilena.

Le Regioni centrali, invece, fanno eccezione: hanno un clima gradevole, con temperature di tipo Mediterraneo, miti d’estate e fresche d’inverno. E’ la zona più dolce del Paese, in cui si concentra la quasi totalità della popolazione Cilena.

Proprio per la sua lunghissima estensione, il Cile viene solitamente diviso in cinque grandi regioni geo-climatiche: il  Norte Grande nell’estremo nord, il Norte Chico nel centro/nord, la Zona central nel centro del Paese, la Zona sud nell’area meridionale e la Zona austral nell’estremo sud.

Nel Norte Grande c’è un’estrema aridità che è provocata dalla corrente fredda di Humboltd. In questa zona del Paese si trova il famoso deserto di Atacama che è una delle zone più aride del mondo, con scenari naturali mozzafiato fatti di tante colline e rilievi dai colori e dalle tonalità differenti grazie della loro diversa composizione minerale. L’orografia di questa zona è simile a quella Mediterranea, con rilievi che si elevano a picco dalla costa superando i mille metri di altitudine nella cordigliera Domeyko, parallela alla costa e alle Ande. L’estrema varietà della linea costiera suddivide tutto il litorale in tantissime aree dal microclima molto particolare: i rilievi, infatti, “intrappolano” le nebbie che si sollevano dalle acque fredde dell’oceano e l’umidità si condensa al suolo. Lungo la costa, così, si formano costantemente nebbie (chiamate “Camanchaca”), nonostante le piogge siano rarissime. La media delle precipitazioni della regione cilena di Antofagasta è di solo 1 mm di pioggia all’anno! Antofagasta presenta temperature estive (dicembre-febbraio) con massime di 24°C e minime di 17°C, mentre in inverno (giugno-agosto) le massime sono di 17°C e minime di 11°C. All’interno dei rilievi costieri si trova un ampio altopiano con dolci colline e aree desertiche limitate ad est dalla cordigliera delle Ande e a ovest dalla cordigliera Domeyko. Intorno ai deserti c’è qualche falda acquifera sotterranee che ha dato vita localmente foreste composte da Prosopis tamarugo, una pianta spinosa tipica dell’area che può raggiungere addirittura i 25 metri di altezza. Nelle zone meno aride del Norte Grande, le abbondanti precipitazioni dei mesi estivi provocano la formazione di laghi salmastri che ospitano numerose specie di uccelli, compreso il fenicottero cileno. I corsi d’acqua sono brevi, scendono dalle Ande formano qualche oasi. Alcuni fiumi raggiungono l’Oceano Pacifico, come il Loa che ha un caratteristico percorso a “U” ed è il fiume principale del paese.

I fiumi determinano strette vallate nelle quali abbonda la vegetazione, lussureggiante e rigogliosa, che contrasta in modo davvero acceso con le aride colline presenti tutt’intorno. Il Norte Grande è delimitato a est da una porzione della cordigliera delle Ande che presenta diversi stratovulcani.  Le temperature medie nell’area costiera, dove vive la maggioranza della popolazione di questa regione (comunque poca rispetto alla totalità del Paese), sono tra i +20,5°C nei mesi estivi e +14°C in quelli invernali.

L’area chiamata Norte Chico, nel centro/nord del Paese, delimita il grande nord dalla zona centrale, dov’è situata la capitale, Santiago del Cile. La regione ha un clima di tipo semiarido, le precipitazioni sono scarsissime, di circa 25mm nel quadrimestre invernale e quasi nulle negli altri 8 mesi dell’anno. La temperatura media a livello del mare è di +18.5°C d’estate e di +12,0°C d’inverno. Le scarse piogge invernali e lo scioglimento delle nevi andine nelle altre stagioni quando le temperature sono più elevate, alimentano fiumi che in realtà sono torrenti con portata molto variabile durante l’arco dell’anno. Anche qui sono molto suggestive le vallate formate dai corsi d’acqua, ma non sono molto strette e – anzi – offrono spazi per l’allevamento del bestiame e per le coltivazioni di frutta. Anche qui le aree litoranee hanno un microclima particolare: l’umidità proveniente dall’oceano viene “intrappolata” nelle dorsali che “cadono” a picco sul mare determinando la formazione, in alcune aree, della foresta pluviale dal clima molto umido e nebbioso, nonostante piova poco come abbiamo già visto.. Le vallate trasversali permettono all’umidità della costa di penetrare nell’interno mitigando il clima arido della regione. I rilievi delle zone interne, invece, sono ricoperti di arbusti e cactus. Il territorio del Norte Chico è in prevalenza montuoso e viene “scavato” da profonde valli che si estendono dalle Ande fin sull’Oceano. L’’assenza di umidità e di nuvole in alcune zone della Regione rende queste zone ideali per la costruzione di osservatori astronomici, , infatti qui si trovano il Cerro Tololo Inter-American Observatory e l’osservatorio di La Silla, mete di appassionati provenienti da ogni continente. Nelle Ande del Norte Chico si trovano alcune fra le principali vette del Paese, come ilvulcano l’Ojos del Salado alto 6.880 metri sul livello del mare, il Tres Cruces e il Incahuasi.

La parte centrale del Cile, chiamata Zona Central come abbiamo già scritto, ospita la maggior parte della popolazione del paese e comprende tre delle principali aree urbane, Santiago, Valparaíso e Concepción. Il territorio è caratterizzato dalla presenza di due catene montuose, la Cordillera de la Costa parallela alla costa e, ovviamente, le Ande a est, dove la dorsale Andina segna il confine con l’Argentina. Tra le due catene si trova un’ampia vallata chiamata Depresión Intermedia oppure Valle Longitudinal. Il clima è di tipo Mediterraneo, con nette differenze di precipitazioni e temperature di stagione in stagione, e in generale le piogge aumentano spostandosi verso sud. Nell’area metropolitana di Santiago, la capitale, dove vivono più di 5 milioni di persone, le temperature medie sono di 19,5°C nei mesi estivi (gennaio e febbraio i più caldi) e di a 7,5°C nei mesi invernali (giugno e luglio i più freddi). Le precipitazioni medie mensili sono di circa 70mm nei mesi invernali mentre sono nulle in estate, per una media mensile annua di poco superiore ai 300mm. Nell’area di Concepción le temperature medie estive sono lievemente inferiori (17,6°C), ma sono superiori quelle invernali (9,3°C), le precipitazioni sono più abbondanti, in estate la media mensile è di 20 mm e in inverno raggiunge i 250 mm al mese. I tanti corsi d’acqua hanno una portata molto variabile nel corso dell’anno, e sono in piena tra inverno e primavera a causa delle piogge e dello scioglimento delle nevi sui rilievi. Le abbondanti nevicate Andine e le temperature relativamente miti dell’inverno creano delle eccellenti condizioni per lo sci alpino e sono molte le località sciistiche sui rilievi. Fra le due catene montuose si trova la cosiddetta valle centrale, un’area adatta allo sfruttamento agricolo soprattutto nella parte più settentrionale. Nelle zone a nord e a sud di Santiago viene coltivata la frutta e la vite dalla quale vengono ricavati i sempre più diffusi vini cileni.

La Zona Sur, nel comparto centro/meridionale del Cile, può essere definita la zona lacustre del paese. Si estende da sotto il corso del fiume Bío-Bío fino a sud dell’isola di Chiloé. In questa regione la vallata tra la cordigliera delle Ande e la cordigliera della costa ha un’altitudine inferiore rispetto alla Zona central, e i numerosi fiumi che discendono dai rilievi andini tendono ad avere una portata maggiore, alcuni, soprattutto il fiume Calle-Calle che scorre nei pressi della città di Valdivia sono addirittura navigabili, seppur solo per brevi tratti. L’estremo meridionale della depressione centrale termina nell’Oceano Pacifico formando il golfo di Ancud delimitato ad ovest dall’isola di Chiloé, ultima propaggine della Cordillera de la Costa. Questa regione è una delle più piovose del pianeta, in particolare la città di Valdivia ha precipitazioni annue pari a 2.535,4mm. I mesi estivi (gennaio e febbraio) sono i meno piovosi con una media mensile di 60/70 mm, i mesi invernali (giugno e luglio) hanno una media mensile di oltre 400mm. Le temperature sono relativamente miti, a Valdivia la media estiva e pari a 16,7º e quella invernale è di 7,9º. I laghi della regione, dalle limpide acque blu e turchesi, si presentano davanti allo sfondo delle vette innevate delle Ande creando un contrasto davvero spettacolare. I fiumi scendono dalle Ande e attraversano rocce vulcaniche formando molte cascate. La vegetazione è molto verde e lussureggiante, ricca di felci. In quest’area si trovano molte foreste e in primavera le fioriture di fiori selvatici danno uno spettacolo a dir poco unico e meraviglioso. Nei mesi estivi la regione è visitata da molti turisti soprattutto cileni e argentini, perchè è una delle mete naturalistiche più belle e affascinanti dell’intero continente Sud-Americano. Il turismo è anche “animalistico”, in quanto nella zona vivono ancora alcune specie endemiche che sono state decimate o delimitate nelle poche aree di wilderness scampate all’azione dell’uomo. È il caso dello huemul, una specie di cervo e del condor cileno, il più grande degli uccelli di questa famiglia, entrambi gli animali sono rappresentati sullo stemma del paese. Gli ultimi puma cileni, più grandi dei loro cugini californiani e decimati dagli allevatori di pecore e capre, vivono nei parchi nazionali di questa regione.

La Zona Austral, estremità meridionale del Cile, è composta da una linea costiera molto frastagliata con tantissime isole e moltissimi fiordi incavati fra montagne altissime che si impennano direttamente dal mare come ad esempio il Cerro Macá (2.300 metri di altitudine) nei pressi di Puerto Aisén. Nella Zona Austral ci sono tanti arcipelaghi composti da migliaia di isole. La parte settentrionale della regione ha abbondanti precipitazioni, a Puerto Aisén, la media pluviometrica annua è di quasi 3.000mm distribuiti in maniera equilibrata lungo tutto l’anno. Nei mesi estivi le temperature medie sono di circa 13,6°C mentre nei mesi invernali sono di 4,7°C: il clima è quindi molto freddo. Nonostante il clima dell’area sia prevalentemente rigido, freddo e umido con tanti fenomeni avversi e soprattutto forti venti, la presenza di fiordi, montagne innevate e isole di ogni forma e foggia offre panorami spettacolari e la vegetazione è abbondante con numerose foreste: ciò attira tantissimi turisti a caccia di località in cui la natura esprime il suo aspetto più vero e originario. Nella punta più a Sud del Cile è compresa Punta Arenas, la città più vicina al Polo Sud di tutto il mondo. Le precipitazioni sono inferiori rispetto alle latitudini superiori, il totale annuo è di 440mm distribuiti lungo l’anno, le precipitazioni nei mesi invernali sono a carattere nevoso. Le temperature sono più rigide che nel resto del paese, in estate la media è pari a 9,5°C (massime di 14°C e minime di 5°C) per scendere a +1ºC (massime di 3°C e minime di -1°C) in inverno, e il clima è ulteriormente irrigidito dal vento pressoché costante proveniente dall’Oceano Pacifico meridionale.

Le isole Cilene, infine, hanno un clima subtropicale con temperature medie che si aggirano sui +21°C senza differenze significative tra le differenti stagioni.

Per quanto riguarda la valigia, vi consigliamo di andare a visitare il Cile nei mesi estivi, che sono quelli invernali nel nostro emisfero boreale (dicembre, gennaio e febbraio su tutti), perchè sono quelli più miti e gradevoli. Anzi, se volete visitare le splendide aree meridionali del Paese, dovete comunque portare con voi abiti resistenti al freddo e al maltempo, che nella splendida zona meridionale cilena imperversano anche nella stagione estiva.