Ecco come gli squali possono diventare fluorescenti

Una specie sottile di squali pigmei ha permesso a un gruppo di scienziati della Catholic University of Louvain, in Belgio, di comprendere le origini che permettono agli squali di diventare fluorescenti. Lo studio effettuato sugli squali pigmei che vivono tra i 200 e i 1200 metri di profondita’ svela che si tratta di un’abilita’ evoluta nel tempo e presa in eredita’ dagli ‘antenati’ degli abissi. Julien Claes, autore della ricerca pubblicata sul ‘Journal of Experimental Biology’, ha spiegato che “la bioluminescenza e’ uno dei piu’ grandi misteri della biologia degli squali. Secondo la nostra indagine piu’ del 10 per cento delle specie attualmente descritte hanno questa capacita’. Producendo un ormone chiamato prolattina, gli squali lanciano lampi di luce blu che usano per comunicare con altri pesci nell’acqua scura, dove le possibilita’ visive sono minime”. Esaminando gli squali pigmei, il team ha scoperto una significativa differenza con i ‘cugini’ piu’ grandi che vivono in profondita’. “La prolattina svolge una funzione opposta nei pigmei: aiuta a spegnere la luminescenza quando occorre. Cio’ vuol dire che negli squali la bioluminescenza ha subito una evoluzione, permettendo agli animali che vivono nelle acque poco profonde di potersi mimetizzare con l’ambiente quando sono minacciati. Producendo ormoni diversi, gli squali quindi possono scurire o illuminare la pelle, cosa che li rende meno vulnerabili”.