“La Provincia regionale di Siracusa – ha scritto in una nota diffusa venerdì sera alla stampa la vice presidente della Provincia regionale di Siracusa e assessore alla Protezione Civile, Giorgia Giallongo (nella foto) – si prepara al ritorno del maltempo. Si tratta di previsione di un ciclone mediterraneo, con forti raffiche di vento. Sul territorio provinciale si prevedono nelle prossime ore fenomeni di piogge violente e bufere. In preallerta si invita tutta la popolazione ad usare particolare prudenza sulla viabilità stradale per possibili cadute di alberi sulle carreggiate e per allagamenti. La Polizia provinciale e l’Ufficio Tecnico della Provincia – conclude l’assessore alla Protezione Civile – sono continuamente in servizio per assicurare interventi in casi di emergenza, in collaborazione e coordinamento con la Prefettura“.
Alla luce di un bollettino così allarmante, i cittadini di Siracusa e provincia si chiedono come mai ieri non sia successo nulla di grave: cielo poco nuvoloso e nessuna pioggia, solo un vento teso di ponente che ha soffiato con raffiche tra 50 e 70km/h senza alcun eccesso particolarmente problematico.
La prima riflessione che viene spontanea è legata all’esagerazione di quest’allerta meteo proveniente da una fonte assolutamente accreditata in quanto istituzionale: viene però da chiedersi chi abbia indicato all’assessore siracusana le previsioni del tempo, in quanto tutte le fonti, a partire da quelle ufficiali (il Servizio Meteorologico della Protezione Civile e quello dell’Aeronautica Militare) hanno illustrato in modo preciso e dettagliato come il maltempo provocato dal ciclone “Lucia” avrebbe interessato altre zone, e non la Sicilia orientale. Anche sul web era facile reperire le informazioni esatte; anche su MeteoWeb nella nostra rubrica quotidianamente aggiornata con le previsioni meteo per la Sicilia spiegavamo da giorni che, vista la sua traiettoria, gli effetti provocati sull’isola da questo ciclone non sarebbero stati neanche minimamente paragonabili a quelli della tempesta di metà marzo, che invece era molto più vicina, posizionata nel Canale di Sicilia.
Solo nella giornata di venerdì ci sono state delle piogge, e altre ce ne saranno nelle prossime ore ma senza fenomeni estremi di particolare rilevanza; i forti venti hanno interessato soprattutto trapanese e palermitano con raffiche fino a oltre 80km/h e mare in tempesta, come si può vedere da queste foto. Nulla, però, di così estremo come invece sta succedendo – ad esempio – nelle zone Tirreniche di bassa Campania e alta Calabria.
Comprendiamo che, alla luce degli ultimi fenomeni intensi di maltempo sulla Sicilia sud/orientale, sempre più frequenti e devastanti, l’attenzione sul meteo sia giustamente alta tanto quanto la preoccupazione di nuovi eventi estremi, ma realizzare previsioni meteo è già di per sè complicato e difficile. Se poi chi le deve leggere, interpretare e filtrare alle autorità competenti non è neanche in grado di farlo, il meccanismo diventa davvero controproducente e finsice per compromettere i sacrifici di chi realizza le previsioni stesse. Un monito da tenere in considerazione per evitare che errori del genere non si ripetano più.


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