Banchi di nebbia isolati nello stretto, ma il “Cordone della Lupa” difficilmente prenderà forma fra Scilla e Cariddi

Il fenomeno della "Lupa" sulla costa messinese

Come previsto nei giorni scorsi la prima avvezione d’aria calda di stagione, a contatto con le fredde acque superficiali dei nostri mari, sta producendo i primi fenomeni nebbiosi, tipici del periodo primaverile. In queste ore, lungo l’area dello stretto di Messina, come in altre località costiere del messinese e del reggino ionico si è presentato, seppur a tratti, l’affascinante fenomeno della “Lupa”, una sottile nebbia d’avvezione che si sviluppa sopra la superficie marina per poi lambire la costa grazie al soffio delle brezze. Di solito lungo lo stretto la “Lupa”, fenomeno appare con un imponente cordone nebbioso che lo avvolge (a volte anche per un periodo di 2-3 giorni) con densi strati sottili che alle volte superano i 200-300 metri di altezza e causano drastiche riduzioni di visibilità, provocando l’interruzione dei collegamenti marittimi fra Messina e Villa S.Giovanni. Molto spesso, come in questo caso, il fenomeno nebbioso si presenta quando i massimi di un promontorio anticiclonico, di natura azzorriana, nord-africana o un ibrido fra i due (il famoso anticiclone ibrido sub-tropicale) si spostano verso levante, collocandosi fra la Grecia, l’Egeo e la Turchia.

Ecco una magnifica immagine del cosiddetto "Cordone della Lupa" ripreso dalla fascia collinare messinese

Lungo il bordo occidentale della struttura anticiclonica si attiva un debole flusso caldo e umido che dalle coste africane risale verso nord, pilotando aria calda nei bassi strati che è costretta a scorrere al di sopra del mare freddo, con un rapido raffreddamento di quest’ultima che trova le condizioni ideali alla condensazione e alla formazione dei banchi di nebbia sul mare. Nella serata odierna i primi banchi si sono formati solo in determinati punti dello stretto, per poi dissolversi altrettanto rapidamente a causa dei tassi di umidità relativa, ingrediente fondamentale per la genesi della nebbia, non proprio elevatissimi. Nel corso della nottata e nella prima mattinata odierna non è del tutto escluso che qualche altro banco di nebbia possa svilupparsi nel tratto di mare fra Reggio e Messina, anche se molto difficilmente potrà presentarsi compatto e unito in un unico blocco, con la formazione del famoso “Cordone della Lupa“, pronto ad avvolgere l’intera area dello stretto di Messina. In poche parole quello che si sta vedendo nello stretto riguarda solo un accenno del fenomeno che nei prossimi giorni potrebbe riaffacciarsi con maggiore insistenza fra Scilla e Cariddi, causando enormi disagi alla navigazione marittima