
Con “Aletta” si apre ufficialmente la stagione delle tempeste tropicali e degli uragani sul Pacifico orientale. Con qualche settimana di anticipo rispetto al normale tabellino di marcia la stagione delle tempeste sull’emisfero boreale è appena iniziata con il primo sistema tropicale organizzato. Attualmente “Aletta” è posizionata in pieno oceano, a circa 650 km a sud-sudovest di Manzanillo, nella costa pacifica del Messico. Il sistema è nella fase di pieno sviluppo è mostra una forte attività convettiva interna che va ulteriormente a rafforzarsi, come viene ben evidenziato dalle ultime moviole satellitari che mostrano delle bande di precipitazioni molto intense che scaricano in mare. “Aletta” è stata promossa tempesta tropicale ufficialmente intorno alle 03:00 UTC del 15 Maggio, quando i venti medi sostenuti attorno la bassa pressione tropicale, in fase di approfondimento, hanno superato la soglia delle 40-45 miglia/orarie, circa 65-72 km/h, con raffiche ben superiori. Attorno l’area perturbata il mare si presenta da agitato a molto agitato, con onde alte fino a 4-5 metri.
La tropical storm è diretta verso ovest-nord/ovest, verso l’oceano Pacifico, allontanandosi sempre più dalle coste messicane. Per questo non rappresenterà alcun pericolo per le terre emerse. E’ davvero insolito vedere la formazione di una tempesta tropicale con quasi un mese di anticipo. Andando a guardare le registrazioni storiche della traiettoria dei cicloni tropicali, che iniziano dal lontano 1949, ci sono state solo due tempeste che si sono formate entro il 15 Maggio, quindi prima di “Aletta“. L’uragano “Alma” nel 1990 e di una tempesta, rimasta anonima, nel 1991. La tempesta tropicale “Aletta”, in azione sul Pacifico orientale, non avrò vita molto lunga. Difatti il sistema tenderà a muoversi in pieno oceano, verso un’area caratterizzata da un forte “Wind Shear verticale” in quota e da acque superficiali più fredde che inibiranno l’attività convettiva, indebolendo rapidamente l’intera struttura che verrà declassata a depressione tropicale prima di dissiparsi completamente entro la giornata di giovedì.
La formazione cosi anticipata di una tempesta tropicale sul Pacifico orientale presenta delle interessanti curiosità. La formazione di Aletta termina una striscia di ben 41 giorni senza una tempesta tropicale in tutto il mondo. Secondo uno studio del Met-Office, il prestigioso servizio meteorologico britannico, i 41 giorni trascorsi senza un ciclone tropicale in tutto il pianeta sono i più lunghi in assoluti negli ultimi 70 anni. In pratica, da quasi un secolo, non si era mai registrato un periodo cosi lungo senza vedere cicloni tropicali lungo i due emisferi. Ciò va a contraddire le affrettate teorie secondo cui l’aumento della temperatura media degli oceani produceva un aumento esponenziale dei cicloni tropicali di forte intensità, categoria 4-5 sulla scala Saffir-Simpson. Prima di Aletta, l’ultima tempesta tropicale fu “Daphne”, nel Pacifico meridionale, che si è poi dissipata alle 06:00 UTC del 3 Aprile 2012. Secondo Ryan Maue, specializzato in attività di monitoraggio globale dei cicloni tropicali, il 2010 e il 2011 hanno visto un totale di 146 sistemi tropicali a livello mondiale, tra i più bassi di sempre. Da notare come il periodo di 24 mesi, fra Aprile 2010 e Marzo 2012, ha avuto 141 tempeste tropicali a livello mondiale, un vero e proprio record negativo. Una bella svolta dopo il periodo 2004-2005 che ha visto la genesi di numerosi uragani, fra Atlantico e Pacifico, tanto che nemmeno le lettere dell’alfabeto sono bastate per catalogare le varie perturbazioni.In quel periodo, con la formazione di terribili uragani, come “Katrina” e “Wilma”, si registrò il record di formazioni di cicloni e tempeste tropicali nel giro di un anno.




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